Pubblicato nel 2026 da Cubicle 7 Entertainment, The Laundry RPG 2E: Operative’s Handbook segna il ritorno di una delle ambientazioni più originali e intelligenti che il gioco di ruolo horror abbia prodotto negli ultimi vent’anni. Nato dai romanzi The Laundry Files di Charles Stross, autore che ha saputo costruire un immaginario unico fondendo horror cosmico, fantascienza, spionaggio britannico, informatica e satira sociale, il gioco torna oggi con una nuova edizione che non si limita ad aggiornare il regolamento, ma ripensa l’intera esperienza in chiave moderna senza tradire ciò che ha reso l’ambientazione tanto apprezzata nel corso degli anni. Al momento il manuale non è disponibile in italiano, una mancanza che pesa particolarmente considerando la qualità complessiva dell’opera e la sua capacità di distinguersi in un panorama ormai saturo di prodotti ispirati direttamente o indirettamente all’opera di H.P. Lovecraft.

La prima domanda che viene spontaneo porsi davanti a The Laundry è se sia davvero possibile trasformare la burocrazia in un elemento horror. La risposta è sì, e il motivo per cui funziona così bene è che Stross non utilizza la macchina amministrativa come semplice espediente comico, ma come metafora perfetta della contemporaneità. Se Lovecraft costruiva il proprio orrore sulla scoperta dell’insignificanza umana di fronte all’immensità del cosmo, The Laundry prende quello stesso concetto e lo trasporta nel ventunesimo secolo. L’ignoto non si nasconde più soltanto tra le stelle o nelle profondità oceaniche, ma dentro reti informatiche, algoritmi, database, sistemi di sicurezza e infrastrutture tecnologiche che governano ormai ogni aspetto della nostra vita.
Nel mondo creato da Stross la magia non è una disciplina esoterica nel senso tradizionale del termine. Non esistono stregoni che evocano poteri arcani attraverso formule incomprensibili o sacerdoti che ricevono doni dagli dèi. La magia è matematica applicata. Determinate equazioni, particolari strutture computazionali e specifiche procedure algoritmiche sono in grado di alterare la realtà e attirare l’attenzione di entità provenienti da universi differenti. In pratica, il programma sbagliato eseguito sul computer sbagliato può aprire una porta verso qualcosa che non dovrebbe esistere.
È un’idea che sulla carta potrebbe sembrare quasi ridicola e che invece il manuale riesce a rendere straordinariamente credibile. Gran parte del merito va all’enorme lavoro di worldbuilding costruito da Stross e riportato con grande efficacia all’interno del volume. Alan Turing diventa il padre della demonologia computazionale, la teoria dell’informatica assume implicazioni occulte e la rivoluzione digitale contemporanea si trasforma nella più grande minaccia mai affrontata dall’umanità. Più aumenta la capacità di calcolo disponibile, più diventa semplice eseguire procedure in grado di attirare l’attenzione delle entità che vivono oltre i confini della nostra realtà.

Per contrastare questa minaccia esiste la Laundry, ufficialmente Capital Laundry Services, una divisione segreta del governo britannico nata dalle ceneri delle operazioni occulte dello Special Operations Executive durante la Seconda Guerra Mondiale. Il suo compito consiste nel monitorare, contenere e contrastare ogni forma di attività soprannaturale, dagli stregoni dilettanti ai culti extradimensionali, dalle possessioni demoniache agli incidenti causati da programmatori particolarmente brillanti ma privi del minimo buon senso.
Ed è proprio qui che emerge il vero genio dell’ambientazione. La Laundry non è una versione britannica della Delta Green, né una fondazione segreta modellata sulla SCP Foundation. È una struttura governativa. Ha dipartimenti, responsabili, budget, procedure, audit, riunioni, modulistica, corsi di aggiornamento obbligatori e inevitabili problemi di gestione delle risorse umane. I suoi agenti combattono l’orrore cosmico, ma devono comunque giustificare le spese, compilare report e rispettare le procedure interne.
L’intero manuale è costruito attorno a questa idea e la sviluppa con una coerenza impressionante. Fin dalle prime pagine il tono viene definito in maniera chiarissima grazie alla prefazione scritta da Charles Stross, una lunga e surreale sessione di orientamento per nuovi dipendenti che riesce contemporaneamente a far sorridere e a trasmettere la natura profondamente inquietante dell’ambientazione. Biscotti scaduti, corsi HR, protocolli di sicurezza, PowerPoint considerato un rischio occulto e mostri extradimensionali convivono nello stesso discorso senza che nulla sembri fuori posto. È un equilibrio difficilissimo da ottenere e che molti prodotti simili non riescono mai a raggiungere.

Uno degli aspetti più interessanti di questa seconda edizione è proprio la capacità di preservare tale equilibrio lungo tutto il manuale. L’umorismo è costante, ma non diventa mai una parodia. Le battute servono ad alleggerire la lettura e a caratterizzare il mondo di gioco, ma dietro ogni situazione assurda rimane sempre la consapevolezza che l’umanità sta perdendo lentamente la propria guerra contro forze infinitamente più grandi di lei. CASE NIGHTMARE GREEN, l’evento apocalittico che incombe sull’intera serie letteraria, continua a rappresentare una presenza costante sullo sfondo dell’ambientazione.
Anche dal punto di vista editoriale Cubicle 7 svolge un lavoro notevole, costruendo un volume che non si limita a presentare informazioni ma cerca continuamente di coinvolgere il lettore attraverso la propria struttura. Memorandum, documenti classificati, circolari interne, regolamenti governativi e protocolli di sicurezza contribuiscono a creare l’impressione di avere davvero tra le mani un fascicolo destinato ai nuovi assunti della Laundry.
Questa scelta si riflette anche nell’apparato grafico. Le illustrazioni evitano volutamente gran parte dell’estetica gotica che caratterizza molti giochi lovecraftiani e preferiscono ambientazioni contemporanee, uffici governativi, laboratori, data center, server, sale riunioni e corridoi illuminati da neon. L’orrore di The Laundry non vive in castelli abbandonati o biblioteche polverose. Vive nei luoghi che frequentiamo ogni giorno.

Dal punto di vista delle regole, la nuova edizione rappresenta un netto passo avanti rispetto al passato. La prima incarnazione del gioco utilizzava una versione modificata del Basic Roleplaying System di Chaosium, un sistema robusto ma inevitabilmente figlio della propria epoca. Questa seconda edizione sceglie invece un approccio molto più moderno e orientato alla fluidità.
Gli Attributi sono ridotti a Corpo, Mente e Spirito, mentre la risoluzione delle azioni si basa su pool di dadi a sei facce costruiti combinando Attributi e livelli di Addestramento nelle varie Abilità. Il sistema risulta immediatamente comprensibile anche per chi non ha particolare esperienza con il gioco di ruolo e riesce a mantenere una buona profondità senza mai appesantire inutilmente la partita.
La gestione del Focus contribuisce inoltre a mantenere il sistema agile e leggibile, permettendo ai personaggi più competenti di influenzare i risultati ottenuti senza trasformare automaticamente ogni specialista in un individuo infallibile. Allo stesso modo, meccaniche come Adrenalina, Fortuna e Minaccia contribuiscono a sostenere efficacemente il tono narrativo del gioco. In particolare la Minaccia rappresenta uno degli strumenti più interessanti messi a disposizione del Supervisore, perché consente di simulare il progressivo deterioramento della situazione e di mantenere costante la pressione sui personaggi.

Il regolamento non cerca mai di rubare la scena all’ambientazione. Ogni scelta di design sembra finalizzata a sostenere il tipo di storie che The Laundry vuole raccontare, evitando quella tendenza all’accumulo di sottosistemi che spesso caratterizza i giochi horror più tradizionali.
La creazione dei personaggi rappresenta probabilmente una delle sezioni più riuscite dell’intero volume, non tanto per il numero di opzioni disponibili quanto per il modo in cui riesce a introdurre immediatamente il giocatore nella mentalità dell’ambientazione. The Laundry non parla di eroi, né di agenti segreti infallibili o di soldati pronti a sacrificarsi per il bene superiore. Parla di lavoratori. Archivisti, informatici, tecnici, ricercatori, impiegati amministrativi, auditor e funzionari pubblici che si trovano improvvisamente a combattere minacce capaci di annientare la realtà stessa.
Questa scelta produce conseguenze enormi sul modo in cui vengono percepiti i personaggi e sulle storie che emergono durante le campagne. Se Delta Green racconta la lenta distruzione psicologica di professionisti altamente addestrati e Call of Cthulhu mette spesso al centro studiosi, investigatori e avventurieri, The Laundry parla soprattutto di persone comuni costrette ad affrontare l’incomprensibile senza smettere di preoccuparsi della propria carriera, del prossimo audit o del budget assegnato al proprio dipartimento.
Gli Assignment rappresentano perfettamente questa filosofia. Invece delle tradizionali professioni eroiche troviamo ruoli come Counter-Possession Exorcist, OCCULUS Support Officer, Apprentice Demonologist, Occult Forensics Analyst, Computer Helpdesk Technician o Zombie Wrangler. Ciascuno di questi incarichi non si limita a definire le competenze del personaggio, ma racconta qualcosa della struttura interna della Laundry e del modo in cui l’organizzazione affronta le minacce soprannaturali.

Il manuale dedica inoltre ampio spazio ai vari dipartimenti, alle loro competenze e ai rapporti che li legano. Questo elemento avrebbe potuto trasformarsi facilmente in semplice materiale descrittivo, ma viene invece integrato all’interno dell’esperienza di gioco attraverso il concetto di matrix management. I personaggi appartengono a divisioni differenti, rispondono a superiori diversi e spesso si ritrovano coinvolti in conflitti amministrativi che finiscono per essere tanto problematici quanto le stesse minacce occulte.
È una scelta estremamente intelligente perché permette di creare tensione e conflitto anche lontano dalle scene d’azione. Le missioni non consistono semplicemente nel fermare cultisti o chiudere portali dimensionali. Bisogna ottenere autorizzazioni, gestire risorse, coordinarsi con reparti rivali, giustificare spese operative e sopravvivere alle inevitabili verifiche interne successive.
Anche il combattimento riflette perfettamente questa filosofia generale. Gli scontri sono rapidi, sporchi e pericolosi. Il gioco non incoraggia mai la ricerca della soluzione violenta e non trasforma i personaggi in macchine da guerra. La vulnerabilità rimane una costante e contribuisce a mantenere elevata la tensione anche durante le situazioni apparentemente più semplici.

Lo stesso vale per la gestione della paura e delle condizioni psicologiche. Invece di limitarsi a replicare il classico modello della Sanità di Call of Cthulhu, The Laundry preferisce lavorare sul logoramento progressivo, sullo stress accumulato e sulla pressione costante derivante dall’esposizione all’assurdo.
L’equipaggiamento merita un discorso a parte, perché rappresenta perfettamente il modo in cui The Laundry rielabora gli elementi più classici della spy fiction britannica attraverso la lente dell’occultismo e della tecnologia. Ne nasce un arsenale composto da gadget arcani, software rituali, applicazioni occulte, artefatti sperimentali e strumenti che sembrano usciti direttamente da un laboratorio governativo specializzato nella fusione tra informatica e stregoneria.
Naturalmente la magia occupa una posizione centrale all’interno del volume. Anche in questo caso il gioco riesce a distinguersi nettamente dalla maggior parte della produzione fantasy e horror contemporanea. Gli incantesimi non sono poteri da utilizzare con leggerezza, ma procedure operative complesse e potenzialmente devastanti. Ogni rituale trasmette la sensazione che qualcosa possa andare storto e che il prezzo da pagare possa essere molto più alto del previsto.

La terminologia utilizzata per descrivere la magia contribuisce enormemente a rafforzare questa impressione. Più che leggere un grimorio, spesso sembra di consultare documentazione tecnica relativa a tecnologie che l’umanità non dovrebbe essere in grado di comprendere.
La parte finale del manuale, dedicata alla vita quotidiana nella Laundry, rappresenta forse la sintesi perfetta di tutto ciò che rende questa ambientazione tanto speciale. Procedure di sicurezza, rapporti tra colleghi, protocolli organizzativi, linee guida ministeriali e gestione delle emergenze diventano strumenti narrativi a tutti gli effetti.
Ed è proprio qui che emerge con maggiore chiarezza la qualità della scrittura. Perché l’orrore di The Laundry non nasce soltanto dalle entità extradimensionali o dagli dèi esterni. Nasce dalla sensazione che il collasso della realtà possa essere gestito attraverso gli stessi strumenti con cui viene amministrato qualsiasi altro problema burocratico. Riunioni, report, audit, fogli di calcolo e gestione delle risorse umane diventano improvvisamente inquietanti quanto qualsiasi mostro lovecraftiano.

Naturalmente si tratta di un prodotto molto particolare. Il tono fortemente britannico, l’umorismo nero costante e la satira del mondo del lavoro potrebbero non incontrare i gusti di tutti. Chi cerca un horror più diretto, disperato e opprimente potrebbe continuare a preferire titoli come Call of Cthulhu o Delta Green. Ma è proprio questa identità così forte e riconoscibile a rendere The Laundry qualcosa di diverso da quasi tutto il resto della produzione horror contemporanea.
Negli ultimi anni il mercato dei giochi horror ispirati a Lovecraft è diventato sempre più affollato. Molti prodotti si limitano a riproporre gli stessi temi e le stesse atmosfere con variazioni più o meno significative, finendo spesso per assomigliarsi tra loro. The Laundry riesce invece a fare qualcosa di molto più difficile, prendere quell’immaginario e reinterpretarlo attraverso problemi, paure e ossessioni tipicamente contemporanee, costruendo un’identità immediatamente riconoscibile e mantenendola coerente per tutta la durata del manuale.
The Laundry RPG 2E: Operative’s Handbook è un manuale ricchissimo di contenuti, scritto con intelligenza e personalità, supportato da un regolamento moderno e costruito attorno a una delle ambientazioni più originali apparse nel panorama ruolistico degli ultimi anni. Riesce a fondere horror cosmico, spionaggio, fantascienza, occultismo e satira sociale in un insieme coerente, credibile e straordinariamente evocativo, riuscendo dove molte reinterpretazioni moderne di Lovecraft falliscono: prendere concetti ormai familiari e renderli nuovamente attuali.
Perché in fondo l’orrore di The Laundry non nasce soltanto dagli dèi esterni, dalle evocazioni proibite o dalle entità provenienti da universi impossibili. Nasce dalla sensazione che l’apocalisse possa davvero arrivare attraverso gli strumenti della quotidianità, un algoritmo scritto male, un software sviluppato senza le dovute precauzioni, una procedura eseguita nel modo sbagliato. Trasformare la fine del mondo in una crisi amministrativa gestita da impiegati sottopagati, tecnici informatici esausti e funzionari governativi sommersi dalla burocrazia non dovrebbe funzionare. E invece funziona magnificamente. Tanto da far sembrare perfettamente normale che, mentre la realtà sta collassando attorno a noi, qualcuno ricordi che il report operativo, il rimborso spese e il modulo R70 per gli straordinari vanno comunque consegnati entro venerdì.
*Copia fisica del manuale fornita dall’editore in cambio di una recensione onesta.







