Pubblicato nel 2023 da Two Little Mice, Codex Gigas è il primo supplemento dedicato a Memento Mori, il gioco di ruolo di Andrea Felicioni e Marco B. Bucci. Definirlo semplicemente un bestiario, però, sarebbe riduttivo. Pur contenendo decine di creature, piante e materiali soprannaturali, il volume nasce con un obiettivo diverso, approfondire l’intero universo dell’Oltre il Velo e offrire al Narratore nuovi strumenti per costruire campagne ancora più ricche. È un’espansione pensata per chi desidera andare oltre quanto raccontato nel Manuale Base, esplorando la cosmologia, il folklore e le leggi che governano la dimensione oscura al centro dell’ambientazione.
Trovate qui la nostra recensione del Manuale Base di Memento Mori.

Uno degli aspetti che emerge immediatamente è la volontà di non interrompere la continuità narrativa costruita dal gioco base. Molti supplementi adottano un’impostazione quasi enciclopedica, limitandosi a raccogliere nuove regole o nuovi avversari. Codex Gigas sceglie invece di trasformare il proprio contenuto in un racconto. Il lettore non ha tra le mani un manuale scritto dagli autori, ma il diario di Hermann il Recluso, un misterioso monaco benedettino che, dopo essere sopravvissuto alla peste grazie a un enigmatico incontro, dedica un’esistenza apparentemente infinita allo studio dell’Oltre il Velo. L’intero libro è costruito attorno ai suoi appunti, alle sue riflessioni e alle sue osservazioni, come se il volume fosse davvero un antico manoscritto giunto fino ai giorni nostri.
Questa scelta cambia profondamente il modo in cui vengono trasmesse le informazioni. Hermann non descrive il mondo come farebbe uno storico o un naturalista imparziale. Ogni pagina restituisce il punto di vista di un uomo profondamente religioso, costretto a conciliare la propria fede con un universo che mette continuamente in discussione ogni certezza. Le sue annotazioni oscillano tra curiosità, timore e ricerca della verità, creando una narrazione che accompagna il lettore lungo tutto il volume. Anche quando si limita a descrivere una creatura o una pianta, la sensazione è quella di leggere il resoconto di qualcuno che l’ha realmente incontrata.
È proprio questa impostazione a distinguere Codex Gigas da molti altri supplementi dedicati ai giochi di ruolo. Il libro non cerca semplicemente di fornire informazioni, ma costruisce un contesto nel quale quelle informazioni acquistano significato. Il manoscritto diventa esso stesso parte dell’ambientazione, tanto che gli autori suggeriscono esplicitamente la possibilità di inserirlo nelle campagne come oggetto di gioco, trasformandolo in un reperto che gli stessi Erranti possono ritrovare durante le loro avventure. È un dettaglio che rafforza ulteriormente l’immersione e contribuisce a rendere l’intero volume qualcosa di più di un semplice accessorio.

L’espansione della cosmologia rappresenta probabilmente il contributo più importante del supplemento. Nel Manuale Base l’Oltre il Velo veniva introdotto attraverso i suoi elementi fondamentali, sufficienti per comprendere il funzionamento dell’ambientazione e iniziare una campagna. Codex Gigas amplia invece quel quadro, approfondendo la natura degli Accessi, il ruolo dei Potentati, le modalità di esplorazione e le dinamiche che regolano i territori oltre il Velo. Non si tratta di aggiungere semplicemente nuove informazioni, ma di dare maggiore consistenza a un mondo che ora appare molto più stratificato.
Questa maggiore profondità risulta particolarmente utile durante la preparazione delle campagne. Il Narratore dispone infatti di molti più riferimenti per costruire luoghi, conflitti e fazioni coerenti con l’ambientazione, senza dover inventare ogni elemento partendo da zero. L’impressione è quella di trovarsi davanti a un mondo che continua a esistere anche quando gli Erranti non lo stanno osservando, con equilibri politici, gerarchie e relazioni che vanno oltre la singola avventura.
Naturalmente la parte più estesa del volume rimane il Bestiarium. Sarebbe però un errore considerarlo una semplice raccolta di mostri. Le creature presenti nel manuale non sono pensate come ostacoli da collocare lungo il percorso degli Erranti per dare vita a un combattimento. Ognuna rappresenta piuttosto un frammento del folklore europeo reinterpretato attraverso la lente di Memento Mori.

Arpie, Banshee, Basilischi, Coboldi, Troll, Lamie, Vampiri, Kraken e decine di altre figure vengono rilette alla luce della cosmologia dell’Oltre il Velo, assumendo comportamenti, motivazioni e relazioni con il mondo circostante che vanno oltre la tradizione dalla quale traggono origine. Alcune diventano predatori, altre custodi di territori dimenticati, altre ancora interlocutori ambigui con cui stringere alleanze temporanee. È evidente il lavoro di reinterpretazione svolto dagli autori, che evitano di limitarsi alla riproposizione del mito originale.
Anche dal punto di vista del gioco questa impostazione produce un effetto interessante. Le informazioni strettamente meccaniche occupano poco spazio. Ogni creatura dispone della Difficoltà, dei Punti Ferita e di alcune indicazioni utili alla gestione durante la partita, ma il vero valore del Bestiarium risiede nella descrizione del suo comportamento, dell’habitat, delle abitudini e del modo in cui può entrare a far parte di una storia. Il Narratore riceve così idee per costruire intere avventure, invece di limitarsi a consultare un blocco di statistiche. È un approccio perfettamente coerente con la filosofia narrativa che caratterizza Memento Mori fin dal Manuale Base.
Lo stesso principio viene applicato anche all’Herbarium e al Lapidarium, sezioni che potrebbero sembrare secondarie ma che finiscono per ampliare sensibilmente l’esperienza di gioco. L’Herbarium raccoglie piante, funghi ed essenze appartenenti all’Oltre il Velo, trasformandole in strumenti narrativi prima ancora che in risorse meccaniche. Alcune possono essere utilizzate per preparare rimedi o veleni, altre rappresentano semplicemente stranezze botaniche che raccontano la natura del luogo in cui crescono. La flora diventa così parte integrante dell’esplorazione e contribuisce a differenziare ogni territorio visitato dagli Erranti.

Il Lapidarium svolge un ruolo analogo attraverso minerali, gemme e materiali soprannaturali. Anche qui il valore del capitolo non risiede tanto nelle proprietà numeriche dei singoli elementi, quanto nelle possibilità narrative che offrono. Molti di questi materiali possono diventare il centro di una spedizione, la ricompensa di un viaggio o il motivo stesso per affrontare una particolare minaccia. In questo modo il supplemento amplia il concetto stesso di bottino, spostandolo da una logica puramente economica a una molto più legata alla costruzione del mondo.
Un altro elemento che convince è la coerenza con cui gli autori mantengono la filosofia del sistema. Codex Gigas non introduce un numero elevato di nuove regole e non modifica il funzionamento del gioco. Al contrario, ribadisce più volte che le meccaniche devono rimanere uno strumento al servizio della narrazione. Anche i suggerimenti dedicati alle creature e agli oggetti mantengono volutamente un certo grado di flessibilità, lasciando al Narratore la possibilità di adattarli al tono della propria campagna. Chi cerca un’espansione costruita principalmente su nuove opzioni regolistiche potrebbe rimanere sorpreso da questa scelta. Il supplemento investe infatti gran parte delle proprie pagine nell’espansione dell’ambientazione, preferendo fornire ispirazione piuttosto che nuove eccezioni alle regole.
Sul piano editoriale il lavoro svolto da Two Little Mice continua a mantenere un’identità molto riconoscibile. L’impaginazione richiama quella di un antico codice miniato, con il testo principale affidato al diario di Hermann e le note laterali dedicate ai suggerimenti per il gioco. Questa distinzione rende la consultazione intuitiva e permette al volume di conservare il proprio carattere narrativo anche durante una lettura frammentata. Le illustrazioni seguono la stessa direzione artistica del Manuale Base, proponendo creature inquietanti e scenari che sembrano provenire direttamente da un manoscritto medievale. Non hanno soltanto una funzione estetica, ma contribuiscono a definire il tono dell’opera e ad alimentare continuamente quella sensazione di meraviglia e inquietudine che accompagna il lettore dall’inizio alla fine.

Alla luce di tutto questo, Codex Gigas trova la propria collocazione naturale accanto al Manuale Base, senza cercare di sostituirlo o di riscriverne le fondamenta. È un libro rivolto soprattutto ai Narratori e ai gruppi che hanno già iniziato a esplorare l’Oltre il Velo e desiderano renderlo più vasto, più credibile e più ricco di storie. Non è un acquisto indispensabile per iniziare a giocare a Memento Mori, perché il Manuale Base contiene già tutto ciò che serve per vivere campagne complete. Diventa invece un’espansione estremamente interessante nel momento in cui si vuole approfondire l’ambientazione e dare maggiore spessore a ogni viaggio oltre il Velo.
Codex Gigas dimostra così che un supplemento può ampliare un gioco senza aumentare necessariamente la complessità delle sue regole. La sua forza sta nella capacità di trasformare l’ambientazione in un luogo ancora più vivo, popolato da creature che raccontano il folklore europeo attraverso una nuova prospettiva, da luoghi che invitano all’esplorazione e da misteri che sembrano esistere ben prima dell’arrivo degli Erranti. È un libro che arricchisce soprattutto l’immaginazione del Narratore, offrendo nuovi strumenti per costruire storie e ricordando, pagina dopo pagina, che l’Oltre il Velo è molto più di uno sfondo per le avventure di Memento Mori.
*Edizione fisica del manuale fornita da Two Little Mice in cambio di una recensione onesta.







