I grandi confini che dividevano il mondo dell’intrattenimento sono crollati in via definitiva, lasciando il posto a storie in grado di viaggiare attraverso mezzi di comunicazione diversi. I marchi più famosi si rifiutano di rimanere bloccati all’interno di una singola console, preferendo invadere ogni aspetto del nostro tempo libero. Un videogioco di grande successo non si limita ad aspettare i lunghi mesi di programmazione necessari per creare un nuovo capitolo digitale, ma cerca di mantenere viva l’attenzione del pubblico proponendo film, fumetti e prodotti fisici. Chi possiede un pad tra le mani smette di essere un semplice acquirente per trasformarsi in un appassionato devoto, disposto a consumare decine di prodotti nati dallo stesso universo narrativo pur di scoprire nuovi dettagli sui propri eroi preferiti.
L’animazione e il cinema come estensione del joypad
I film realizzati con attori veri hanno mostrato limiti enormi nel corso degli anni passati. Quando un regista deve portare su pellicola un mondo magico o ricreare salti al limite delle leggi fisiche, l’uso di persone in carne ed ossa rischia spesso di risultare goffo o finto. Le produzioni televisive moderne scelgono per questo motivo lo stile animato, capace di cancellare del tutto gli ostacoli imposti dai costi degli effetti speciali in computer grafica. Il linguaggio dei disegni animati giapponesi o americani offre il terreno ideale per imitare la velocità dei combattimenti o il design esagerato dei protagonisti senza perdere credibilità. Opere dal grande impatto visivo come Arcane (basato sul mondo di League of Legends), Cyberpunk: Edgerunners, Castlevania o NieR: Automata Ver1.1a uniscono in modo perfetto le regole del controller con i ritmi di una sceneggiatura pensata per la televisione.
La stessa logica si applica per le sale del cinema, dove i grandi campioni di incassi come Super Mario Bros. Il Film e i divertenti capitoli di Sonic fanno dimenticare in fretta i fallimenti registrati in passato. Per svariati decenni l’azienda Nintendo ha preferito tenere i suoi amati personaggi a debita distanza da Hollywood per paura di rovinare la loro immagine pubblica, ma oggi detta le regole del botteghino globale con pellicole capaci di rispettare in pieno le atmosfere dei giochi originali.
Capire i motivi dietro questa ondata continua di nuove uscite richiede punti di riferimento molto chiari. Il progetto editoriale Eroica Fenice ha creato al riguardo un ottimo database di informazioni sulle produzioni anime e sulle logiche dietro questo mercato per aiutare i lettori a comprendere le mosse di un’industria in fortissima espansione. Le serie a cartoni animati non fungono più da banale passatempo per i fan in attesa di un nuovo gioco. Gli sviluppatori del software impongono adesso un controllo ferreo sulle storie scritte per piattaforme come Netflix o Amazon, rendendo gli episodi televisivi parti ufficiali della trama principale. Guardare uno show televisivo serve per scovare dettagli nascosti e per dare un senso a eventi rimasti senza una spiegazione all’interno del videogioco.
Il ritorno alla materia: scatole, dadi e giochi di ruolo
Passare decine di ore fissando uno schermo fa nascere un bisogno opposto, basato sul desiderio di toccare oggetti fisici e passare del tempo al tavolo in compagnia. I siti nati per raccogliere fondi dal basso, come Kickstarter o Gamefound, infrangono di continuo ogni record di incasso portando nei negozi le enormi versioni di cartone e plastica di giganti dei videogiochi. Oltre a nomi celebri come Dark Souls e Resident Evil, i fan di tutto il mondo finanziano a scatola chiusa enormi pacchi dedicati a giochi come Bloodborne, Horizon Zero Dawn, il drammatico This War of Mine o il rilassante e bucolico Stardew Valley.
Il giocatore spegne il PC per sedersi in salotto insieme ai propri amici, scambiando risorse di carta, lanciando dadi colorati e dipingendo piccole miniature in resina a forma di mostro. I grandi marchi invadono con forza anche il settore dei giochi di ruolo di carta e penna, dove non esiste nessun tabellone da seguire. Il successo clamoroso di Cyberpunk Red o dei pesanti manuali dedicati all’universo fantasy di The Witcher spinge gli appassionati a inventare avventure inedite da zero, usando come unici strumenti delle schede stampate, delle matite e una buona dose di fantasia per passare intere serate a chiacchierare.
L’offerta sterminata rischia di far svuotare i portafogli dei meno esperti nel giro di pochi clic. Scegliere il pacco sbagliato porta a delusioni roventi, specie considerando i prezzi non sempre accessibili di questi enormi scatoloni ricchi di componenti. Affidarsi a una guida pratica per capire quale gioco da tavolo scegliere e comprare in base al proprio gruppo di amici aiuta a schivare gli acquisti sbagliati dettati in via esclusiva dalla nostalgia. Le regole spiegate sui manuali di carta devono infatti reggere la prova del gioco per ore intere, riuscendo a divertire i presenti senza basarsi in modo esclusivo sul peso del logo famoso stampato in bella vista sul coperchio.
Le differenze tra il calcolo di un processore e il gioco fisico
Il passaggio dal rigido codice informatico ai semplici pezzi di cartone presenta degli ostacoli logici di dimensioni preoccupanti. Una console per videogiochi calcola migliaia di numeri in una frazione di secondo, gestendo la salute di trenta nemici diversi, la linea di tiro delle armi e i danni delle spade senza mostrare la minima fatica. Un gioco in scatola, al contrario, scarica ogni singola operazione matematica e ogni noioso conteggio dei danni sulle spalle delle persone sedute intorno al tavolo.
Gli autori incaricati di creare versioni fisiche affrontano un lavoro ingrato, perché devono ridurre le istruzioni da seguire senza però distruggere le sensazioni tipiche dell’opera originale. L’azione veloce di uno sparatutto sanguinoso come Doom lascia per forza di cose spazio a mosse lente e molto più tattiche. L’esplorazione libera delle mappe digitali si trasforma in una gara per gestire al meglio dei piccoli cubetti di legno colorato e delle carte azione. Copiare per intero la struttura complessa tipica dei computer crea manuali illeggibili e partite eterne, capaci di generare una noia letale. La trasposizione ottiene i favori del pubblico in un solo caso: l’autore deve estrarre il cuore del videogioco per ricostruirlo da zero con regole nuove, facendo in modo che le meccaniche su carta risultino eleganti e divertenti da usare fin dai primi turni.
La caccia al tempo libero e la fedeltà del pubblico
Le aziende leader di questo settore puntano a creare una catena di consumi destinata a durare per moltissimo tempo. Il ciclo di vita di una saga famosa può accompagnare la crescita di un individuo per svariati decenni. Un ragazzo finisce l’avventura principale sulla sua console, decide di guardare lo show televisivo in pausa pranzo, si appassiona fino a leggere i fumetti per scoprire il passato segreto dei nemici e alla fine organizza i fine settimana per affrontare le missioni del gioco da tavolo in compagnia dei suoi compagni storici di gioco.
Questa strategia riesce a catturare in pieno tutto il tempo libero a disposizione di una persona. I soldi spesi dagli appassionati su formati tanto distanti tra loro garantiscono alle aziende degli introiti costanti, essenziali per coprire i costi di produzione stellari richiesti dalla programmazione moderna. La singola serie videoludica assume in questo scenario la forma di un recinto esclusivo capace di far sparire i prodotti della concorrenza, tenendo l’attenzione di un intero gruppo di amici incollata a un solo franchise per anni.







