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Annihilator: Patto con il diavolo – La più grande opera d’arte mai creata – Recensione

Quando la materia e l’antimateria si incontrano le loro masse si distruggono, convertendosi in fotoni altamente energetici.  Questo processo è detto annichilazione ed è proprio grazie al suddetto fenomeno che l’universo, almeno per come lo conosciamo oggi, ha avuto inizio. La fisica moderna ancora si domanda come sia venuta meno la simmetria tra materia ed antimateria e a spiegare questo mistero ci ha provato Grant Morrison, fumettista scozzese che annovera nel suo curriculum collaborazioni con case editrici come DC Comics, Marvel, Vertigo e Boom! Studios.

L’autore ha preso la teoria del Big Bang e l’ha fatta collidere con la storia della creazione, tirandone fuori Annihilator: Patto con il diavolo, opera pubblicata a partire da settembre 2014 dalla statunitense Legendary Comics.
Giovedì 25 marzo finalmente arriverà anche in Italia in un volume unico edito da saldaPress, che racchiude i primi sei albi originali, e noi ve ne parliamo in questa recensione in anteprima.

Annihilator: Patto con il diavolo
The Walking Dead Color Edition 01
Editore:saldaPress
Sceneggiatura:Grant Morrison
Disegni:Frazer Irving
Colori:Frazer Irving
Copertina:Frazer Irving
Pagine:224
Prezzo:24,90 €
Data Di Uscita:18 marzo 2021

La trama.

Ray Spass (pronunciato “speis” come “spazio” in inglese, come ribadisce più volte il protagonista stesso) è un giovane e brillante sceneggiatore hollywoodiano alle prese con la stesura della sceneggiatura del suo prossimo film, che segue le vicende del criminale intergalattico Max Nomax in un universo futuristico e fantascientifico. Tra alcol, droghe e orgie, Ray si ritrova a combattere con il suo blocco dello scrittore per portare a termine il prima possibile la sua opera, attesa come un capolavoro.
La scoperta di un tumore al cervello, però, manda in fumo i piani di Ray, il quale, una volta tornato a casa, prende la decisione di suicidarsi. Ma a fermarlo sarà lo stesso Max Nomax, il protagonista della storia di Ray che, per l’appunto, scopre non essere affatto una sua creazione, bensì la trascrizione di fatti realmente accaduti.
Max rivela a Ray che quello che crede essere un tumore non è altro che una pallottola dati, all’interno della quale sono racchiusi i ricordi di Max, e che per recuperarli sarà necessario che lo sceneggiatore finisca di scrivere. Spass ha sette giorni di tempo per riuscire nell’impresa, al termine dei quali il tumore lo ucciderà. Max, per spingerlo a scrivere, gli promette in cambio di salvargli la vita. Fatto il patto, inizia la turbolenta settimana di convivenza, durante la quale si ritroveranno inseguiti dalla polizia e da un “agente speciale” cosmico: Jet Makro.

Storia della creazione o processo creativo?

Cercare di parlare della trama intricata di Annihilator: Patto con il diavolo senza rivelare spoilers è davvero impossibile: ogni singolo dettaglio della storia è inserito astutamente al momento giusto. Lo denota la narrazione alternata, molto cinematografica, della storia di Ray e Max, prima in ordine cronologico, poi ovviamente con una sequenza di flashback mano a mano che la storia di Max viene trascitta da Ray.

Max Nomax non è un criminale qualsiasi e lo scopriamo di pari passo con Ray. Max è infatti colpevole del crimine più grave mai commesso: aver deturpato volontariamente l’operato di Vada, ossia la divinità creatrice dell’universo di Annihilator. Lo ha fatto a causa della sua invidia e della volontà di creare “la più grande opera mai creata”, ossia un universo proprio, al fine di liberarsi dal dominio di Vada, che reputa dittatoriale. Il suo scopo ultimo è eliminare la morte, per motivi che verranno spiegati nel corso dell’opera.

Chiaramente il conflitto tra Max Nomax e Vada è la storia più vecchia del mondo: il buon vecchio Dio vs Satana.
L’armonia con cui Grant Morrison riesce a collegare e ad affrontare il tema della morte, della lotta tra il bene e il male, della Genesi e del processo creativo di uno scrittore, è elegante e affascinante. Nonostante la storia abbia delle connotazioni crude e ciniche, il focus non scivola mai nella volgarità del contesto, ma rimane sempre ben saldo alla narrazione dai ritmi serrati che incuriosiscono il lettore e lo lasciano con il fiato sospeso in diverse sequenze d’azione.

Una palette per ogni momento.

I disegni e i colori dell’opera di Grant Morrison sono affidati a Frazer Irving, artista britannico che, come Morrison, colleziona titoli di spicco nella sua carriera. La cura dei personaggi di Irving è magistrale e la caratterizzazione dei tratti somatici è peculiare ed oculata. Ogni personaggio è facilmente riconoscibile in ogni sua angolazione ed il tratto è un piacere per gli occhi. Il tutto esaltato dai colori vividi ed intensi divisi tra colori freddi per tutto ciò che riguarda Vada e il cosmo, e colori caldi per quello che invece concerne la vita terrestre e terrena.

Conclusioni.

Un’opera che non può mancare nella libreria di ogni appassionato di fantascienza. L’inizio di Annihilator: Patto con il diavolo è esplosivo, disorientante e maestoso. Rapisce immediatamente. Dopo un primo momento di confusione e dubbio per una storia così assurdamente rocambolesca, Morrison conferma al lettore che il caos del fumetto è in realtà voluto ed articolato. Le tematiche vengono trattate in modo frizzante e acuto, senza appesantire il lettore con un polpettone filosofico. Insomma una lettura sì riflessiva, ma anche sorprendentemente leggera e piacevole. Da non perdere in alcun modo.

*Recensione effettuata grazie ad una copia digitale del volume fornita gentilmente da saldaPress.

Annihilator: Patto con il diavolo

€24,90
8.5

8.5/10

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Rebecca Sargo

Sin da piccola, si diletta in ogni genere di scrittura e comunicazione. Divoratrice di libri, manga e videogiochi, è la smanettona social media per Facebook ed Instagram.