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Disaster Report 4: Summer Memories – Figli della catastrofe – Recensione

La situazione per tutti noi in questo periodo di quarantena è quella che è, e non c’è troppo bisogno di soffermarsi su quanto sia frustrante per molti di noi tutto ciò. Quello che però un videogiocatore può fare è trarre un piccolo lato positivo da questo momento e ritagliarsi del tempo per se, e magari alleggerire un po’ questo senso di catastrofe che i più sensibili possono avvertire serpeggiare nell’aria.

Oppure giocare sulla creazione di un’atmosfera, sempre protetta, che vada ad esaltare le sensazioni momentanee, e iniziare la nostra avventura su Disaster Report 4: Summer Memories.

Con quella che sarà per ognuno di noi l’estate più tormentata che si avvicina, la scelta corretta ovviamente è quella di buttarsi sul titolo sviluppato da Granzella e pubblicato da Nis America.

Disaster Report 4: Summer Memories promette già dall’avvio dell’applicazione di non tenerci tranquilli: dopo una quanto mai rudimentale creazione del nostro personaggio, ci troveremo su un’autobus per le strade di una città fittizia situata in Giappone, proprio nel momento in cui un violento terremoto si abbatte sulla zona. A questo punto lo schermo si oscura e noi ci ritroviamo catapultati nel gameplay, un grezzo survival che si snoda tra diverse meccaniche, quasi nessuna ad onor del vero ben approfondita: saremo di fatto dunque chiamati a sopravvivere nella città post catastrofe, con tutto quello che ne consegue in attesa dell’arrivo dei soccorsi che, si spera, ci tireranno fuori dalla situazione scomoda.

Le ambientazioni si snodano fondamentalmente in delle aree chiuse all’interno delle quali dovremo svolgere le nostre missioni principali e  trovare il modo di mantenere a livelli accettabili le nostre barre di fame, sete, bisogni corporei e ovviamente vita; troveremo in queste zone anche dei semplici incarichi secondari che potremo svolgere per proseguire in maniera più adeguata attraverso il nostro walkthrough e racimolare qualche “punto moralità” o “punto immoralità”, che andranno a definire l’orientamento del nostro personaggio caratterizzandolo o come un angelo delle macerie o un cubitale figlio di buona donna.

Dove sono allora i problemi del gameplay di Disaster Report 4? Semplicemente nel fatto nulla ha senso ai fini del gioco. Gli indicatori sono soltanto un hint sull’hud, e anche portando non badando alle nostre barre di fame e sete non succederà di fatto nulla al nostro personaggio, che potrà proseguire fresco come una rosa nel suo completare missioni che di fatto aggiungono poco alla trama. Anche il sistema della morale è in ultima istanza inutile: le uniche vere scelte determinanti per lo svolgimento della storia che potremo compiere saranno solo alla fine di questa, e non terranno minimamente conto del nostro percorso. Insomma siamo si abbandonati in una città in rovina aspettando i soccorsi, ma fin troppo coerentemente con la realtà possiamo fare ben poco per cambiare la nostra situazione.

Altri problemi arrivano sul versante tecnico, e per motivi ben precisi: Disaster Report 4: Summer Memories infatti aveva visto iniziare il suo sviluppo nel lontano 2011 ad opera del team di Irem, che abbandonò il progetto a causa di un reale disastro avvenuto in Giappone in quel periodo: il titolo passò solo successivamente nelle mani di Granzella, che si trovano dunque a proporre oggi un prodotto datato di 9 anni.

Questi anni infatti si sentono tutti: su Nintendo Switch lo scorrere delle immagini non riesce a dare una vera parvenza di fluidità, e anche a fronte di poligoni non ben definiti e animazioni non certo curate, Disaster Report 4 ci mette di fronte a tempi di caricamento decisamente troppo lunghi per ciò che propone. Che ci si avvalga o meno di un particolare gusto per il datato, il patinato, o il vintage, la produzione, che non mira ovviamente ad uscire dalla nicchia, rimane oggettivamente grezza e decontestualizzata storicamente.

Quello però che di ottima qualità può proporre il titolo sono state per quanto mi riguarda le atmosfere: camminando per la città distrutta si riesce davevro a respirare la mortale calma che ammanta il luogo del disastro e le miriadi di dialoghi riescono a immergere ancora di più il giocatore in questa calda e silenziosa tomba, a patto di avere la pazienza di Giobbe nel leggere ogni riga.

In conclusione Disaster Report 4: Summer Memories si mostra come un titolo ambivalente, figlio di un buon concept di base al livello di background e ambientazione, ma che viene flagellato dalla grettezza della resa a schermo: l’impatto grafico lascia a desiderare e il comparto tecnico non riesce a supportare le idee degli sviluppatori originali, per quanto queste avrebbero potuto rendere in maniera molto migliore.

Non è un disastro, è semplicemente una triste eredità da cui non ci si è riusciti a liberare.

*Versione testata: Nintendo switch, grazie al codice fornito dal publisher

Disaster Report 4: Summer Memories

6.4

Trama/Ambientazione

6.7/10

Gameplay

6.0/10

Grafica

5.0/10

Sonoro

7.5/10

Longevità

6.7/10

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Pietro Ferri

Senior Editor di Serial Gamer, è un appassionato di videogames fin da tenera età. Si interessa con dedizione all'approfondimento di qualunque forma d'arte che riesca a trasmettergli emozioni

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