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Destiny 2: L’Armeria Nera – Forgiare le novità – Recensione

Il 2019 sarà il terzo anno di vita di Destiny 2, e sarà di sicuro un anno interessante.

Mentre infatti i giocatori si godono ancora la grande qualità dell’espansione Forsaken, che caratterizzerà il titolo ancora per molti mesi, gli sviluppatori di Bungie sono impegnati a combattere un’altra battaglia. Freschi dello scisma con il publisher Activision, i ragazzi dello studio di Chicago sono chiamati a dare un segnale forte per assicurare il radioso futuro del brand, e la prima cosa da fare in questo senso è certamente quella di dare concretezza al season pass dell’anno due.

Recante con sé ben tre dlc minori (parlando rispetto a I Rinnegati) questo pass ha già mostrato la sua prima carta: si tratta del contenuto aggiuntivo chiamato L’Armeria Nera, e oggi, dopo aver esaminato nel dettaglio le implementazioni che ha portato nel gioco, siamo qui per analizzarlo.

Ci sarà molto da dire su questo dlc, che si mostrerà subito controverso, capace di grandi cose come totalmente manchevole in altre.

A livello narrativo in primis, L’Armeria Nera introduce un comparto di storia supplementare che va ad ampliare ulteriormente il già gargantuesco universo di Destiny. Per fare questo si affida quasi totalmente al nuovo NPC legato al contenuto, la Exo Ada-1, che sarà la guida del nostro guardiano nella sua nuova avventura. Ada infatti (già simpaticamente ribattezzata dagli hater Addá Morì) rivelerà al primo difensore della luce l’esistenza di un luogo chiamato Armeria Nera, di cui lei è curatrice, dove vengono costruite le migliori armi dell’universo; questo sistema però è da molti anni compromesso: le forgie sparse per i pianeti della galassia infatti sono ormai inutilizzate e dimenticate, e un arconte caduto di nome Siviks è in azione per rubare i prototipi dell’armeria e inseguire un oscuro mistero a questa legato…

Cosa voglia Siviks? Dove sono le forge? Qual è il segreto che i caduti cercano di svelare? Ma soprattutto, qual’è il vero scopo dell’Armeria Nera? Per scoprirlo il nostro guardiano e Ada-1 dovranno collaborare, mettendo anche da parte i rancori secolari che l’Exo sembra celare nei confronti dei figli del Viaggiatore.

Dal punto di vista del gameplay L’Armeria Nera si appoggia al solidissimo comparto Shooter MMMORPG che caratterizza Destiny fin dal suo lancio non arricchendolo con alcuna nuova feature, ma regalandogli semplicemente possibilità prima inesplorate. Non si ha qui a che fare con una vera e propria campagna, solo con un NPC che ci affida delle missioni a step (spesso legate ad un farming smodato) per sbloccare delle nuove armi.

Per inquadrare Black Armory immaginate il vecchio dlc “La Maledizione di Osiride”: ora mettete il sistema dei perk casuali sulle armi profetiche e togliete… Beh, La Maledizione di Osiride. In questo modo otterrete un tizio (Fratello Vance, Ada-1 o chi per lui) che vi offre alcune tra le armi più forti del gioco come ricompensa di quest in cui la regola principe è spegnere il cervello, tapparsi il naso, fare il lavoraccio e godersi poi la meritata ricompensa.

Questa è L’Armeria Nera.

La vera novità del contenuto sta però nell’implementazione delle Forge. Per creare una delle armi offerte da Ada infatti, come ultimo degli step della missione a questa legata, dovremo “accendere” il macchinario incaricato poi in ultimo di dropparci materialmente il pezzo. Per farlo dovremo recarci in una delle nuove arene delle forge, due su Nessus e due nella Zona Morta Europea, e cimentarci nella sfida a tempi che ci sarà lanciata: si tratta di fatto di una modalità orda nella quale alcuni nemici maggiori alla morte (oltre ad aumentare il tempo a nostra disposizione) lasceranno cadere delle batterie da raccogliere e lanciare nella macchina al centro dello spazio. Lanciate 20 batterie il round sarà completato, e dopo una seconda manche uguale alla prima si avrà accesso alla bossfight, anche questa a tempo, che una volta risolta ci premierà con l’arma per la quale abbiamo tanto sudato. Come accennavo, quest’arma sottostará, come tutto l’equipaggiamento dopo Forsaken, al sistema dei perk casuali, in modo da offrirci prestazioni diverse tra loro e adattabili a variegate situazioni, sia PvE che PvP.

Insomma, finché non esaminerete nel dettaglio i perk reperiti ad ogni giro vi troverete con una vera e propria “Arma di Shroedinger” , potenzialmente la più scarsa del gioco come la più forte.

L’Armeria Nera porta con sé anche un nuovo raid per sei giocatori, chiamato “Sventura dal Passato”.

La nuova attività si caratterizza similmente alle “mini-incursioni” dell’anno 1, avendo una durata media ed una vastità circa equivalente a quella delle nostre sfide contro Argos nel Divoratore di Mondi o Val Ca’Uor nel Pinnacolo Siderale. In questo caso però, anche a fronte di un numero esiguo di step, l’attività riesce a portare qualche interessante novità: mappe più aperte, sessioni di corsa sugli astori e un boss finale (con fase pre-boss) con meccaniche e aspetti finalmente inediti lasciano intuire come il team di sviluppo di Bungie stia continuando a sperimentare nuove idee per creare situazioni sempre nuove e battaglie mai viste in cui gettare i guardiani. Un buon auspicio per il futuro, ma anche un’occasione per il presente di Destiny di vivere un’esperienza prima impensabile.

Ma che cos’è davvero L’Armeria Nera dunque? Un tiro a vuoto? Un altro passo verso qualcosa di più grande? Un capolavoro?

Il contenuto alla fine della fiera si presenta di fatto con un comparto narrativo davvero troppo marginale e superficiale: certo torno a dire che se pensiamo alla caratura anche in questo senso di Forsaken, un passo indietro è naturale e forse addirittura richiesto per non tenere la storia su toni troppo alti e, stemperando un po’ di tensione, tornare a dare la possibilità al giocatore di giocare con obiettivi diversi dalla difesa della realtà da divinità che le realtà se le mangiano a colazione. È anche vero però la mancanza di una campagna propria e la costruzione delle nuove quest attraverso sole meccaniche di farming e di riproposizioni di assalti già esistenti a livello luce più alto è davvero una soluzione troppo semplicistica.

La stessa presentazione del nuovo NPC è una delle cose che ho trovato più raffazzonata: di fatto incontriamo Ada-1 come fosse praticamente la nostra vicina di casa del piano di sotto, che nessuno sapeva che stesse li però oh, a quanto pare ci abita da prima dei guardiani. Gli esponenti dell’avanguardia non hanno nulla da ridire (ad un certo punto poveretti devono proteggere il viaggiatore, mica controllare i muri invisibili che hanno sotto i piedi eh…) e anche noi che certo abbiamo il nostro da fare siamo chiamati ad accantonare due secondi tutti i nostri compiti (non ultimo risolvere una certa maledizione sulla città sognante) e dare una mano a fare le sue cose a ‘sta benedetta signora, da bravi boy scout.

Superficiale.

D’altro canto però i veri punti di forza dell’espansione sono altri: da una parte a livello di contenuti c’è di fatto il raid e l’introduzione di un numero di armi nuove davvero elevato, mentre dal punto di vista più “spirituale”, la grande richiesta di grind che il contenuto porta con sé determinerà delle atmosfere più rilassate, legate allo svolgimento meccanico di un farming che non è per definizione un male, e che a fronte delle sfide che lancia, canoniche per questo tipo di feature in ogni gioco, ci ricompenserà con un ventaglio gigantesco di nuove possibilità, sia per quanto riguarda il nostro arsenale vero e proprio, sia per quanto concerne le nuove varianti di un gameplay da sempre flessibile di fronte all’arrivo dei nuovi contenuti che Destiny ha sempre portato.

Per cosa ci ricorderemo dunque Black Armory, e come?

Riascoltando questo nome ci verranno alla mente il raid Sciagura dal Passato, il nuovo arsenale, gli eventi delle forge e anche altro, ma quello che più di tutto rimarrà nei prossimi mesi di questo contenuto, e la sensazione che ci dice che per quanto questo sia buono, presto arriverà molto di meglio. Che sia questo un bene o un male, giustificato o meno, lo deciderà ogni singolo giocatore.

Per ora, ad maiora.

 

Destiny 2: L'Armeria Nera

7.3

Trama

6.0/10

Gameplay

8.0/10

Grafica

8.0/10

Sonoro

6.5/10

Longevità

8.0/10

Pro

  • Sistema di farming
  • tante nuove armi
  • mini-raid innovativo

Contro

  • narrativa superficiale
  • di fatto solo nuove armi

Pietro Ferri

Senior Editor di Serial Gamer, è un appassionato di videogames fin da tenera età. Si interessa con dedizione all'approfondimento di qualunque forma d'arte che riesca a trasmettergli emozioni

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