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The Dangerous Book For Boys: Il superamento della perdita attraverso l’immaginazione – Recensione

Nella decade in cui viviamo, i prodotti televisivi aumentano costantemente ed è facile trovare delle serie che ci soddisfino, spesso però esse sono destinate a un pubblico adulto. La trattazione di temi importanti avviene anche nelle sit – com, le quali non hanno una sufficiente delicatezza per comunicare a una fascia d’età molto bassa. Il progetto creato da Greg Mottola e Bryan Cranston, cerca di avvicinare un pubblico giovanissimo e per farlo è doveroso svolgere un lavoro di scrittura, preciso e indirizzato nella giusta direzione; essa pur esponendo temi importanti, dovrà compiere determinate scelte narrative per avere una serenità interna, senza la quale non conseguirebbe l’obiettivo destinatosi inizialmente. The Dangerous Book For Boys tenta un approccio delicato e spensierato alla serialità, imbastendo un discorso di formazione che potrà farsi apprezzare, in special modo da spettatori di tenera età.

Basato sull’omonimo libro, i sei episodi della stagione affrontano l’elaborazione del lutto. Wyatt McKenna perde suo padre ma tramite un libro scritto da quest’ultimo, Patrick continuerà a vegliare sulla crescita dei suoi figli elargendo insegnamenti, nei quali poter sognare e viaggiare con la fantasia; quest’ultima diventa per Wyatt una compagna essenziale per superare la perdita, essa difatti porta la mente del bambino in un sogno a occhi aperti, in cui il padre è ancora presente. Le visioni fantasiose inserite nella narrazione sono tutte caratterizzate da pochissimi dettagli e da un’ingenuità dei set molto precisa; trattandosi dei sogni di un bambino, gli ambienti sono riconducibili a un immaginario infantile di un tale luogo, primo fra tutti la navicella spaziale.

Dalla perdita del padre scaturiscono anche problemi economici, i quali sono visti da ogni membro della famiglia in modo differente, creando liti e riappacificazioni molto brevi. The Dangerous Book For Boys non pretende di essere un prodotto complesso o di ampio respiro, ma si limita a inserirsi perfettamente in quella tipologia di televisione superficiale per famiglie.

7

Regia

7.0 /10

Fotografia

7.0 /10

Montaggio

7.0 /10

Interpretazioni

7.0 /10

Sceneggiatura

7.0 /10

Pro

  • Target preciso
  • Scrittura consapevole del proprio pubblico

Contro

  • Qualche guizzo nella messa in scena avrebbe giovato

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