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Annihilation: Quando la vita assume nuove forme – Recensione

Il panorama cinematografico Netflix si arricchisce di un nuovo ed interessante drama-thriller fantascientifico: Annihilation. Il film narra le vicende legate ad un “bagliore” comparso improvvisamente sul nostro pianeta, esso delimita una zona nella quale si nascondono misteri e circostanze all’apparenza inspiegabili.

Annihilation

L’evento, nascosto a molti, mobilita nell’immediato una serie di squadre per spedizioni militari, al fine di indagare sull’accaduto. Inutile dire che purtroppo l’unica conseguenza non sarà altro che il fallimento ma, laddove la forza bruta maschile e la tattica hanno fallito, la scienza e la femminilità vinceranno, o quasi; infatti, la dodicesima spedizione, tutta al femminile, sarà l’unica che darà risposta ad alcuni quesiti, facendo in parte chiarezza sul mistero.

La messa in scena di una situazione così inusuale è di ottima fattura, in quanto mai si cade in banali cliché di genere, viaggiando sapientemente sopra un giusto equilibrio tra approfondimento psicologico e risposta all’azione, che risulta essere molto credibile.

Il cast vanta la presenza di un’attrice celebre e navigata come Natalie Portman,  che ha però creato un’aspettativa molto alta, delusa in parte non per demeriti recitativi, tuttavia la prova della bella attrice israeliana non risulta indimenticabile. Parallelemente, il resto del cast svolge un buon lavoro, senza nessuna particolare sorpresa né pretesa.

Annihilation

La trama, invece, racconta il solito “insolito”: purtroppo siamo di fronte all’ennesima vicenda tutt’altro che originale con la mancanza di quella spinta necessaria per differenziarsi dalla concorrenza. Con Annientamento, Alex Garland, regista di “Ex Machina”, si è occupato dell’adattamento cinematografico del romanzo omonimo e bestseller di Jeff VanderMeer, primo libro della “trilogia dell’area X”; ovviamente vi sono alcune differenze dall’originale, legittime quando si tratta di una trasposizione cinematografica.

Volendo ripercorrere le precedenti esperienze di Garland, notiamo un filo comune che collega i suoi lavori, per esempio una ripetizione tematica di fondo, tradotta dalla personale volontà comunicativa: l’isolamento. Quest’ultimo è portante nel film e spinge i protagonisti e gli spettatori ad isolarsi, appunto, dalle “quotidianità” e dal “normale”.

Tutto ciò è reso possibile proponendo una teoria scientifica che ribalti il concetto stesso di normalità, appare evidente infatti, che “qualcosa” tenti, riuscendoci, di rimescolare le conoscenze pregresse sulla natura biochimica degli esseri viventi. Il risultato propone non solo nuovi scenari visivi, ma anche nuove creature, nuova vita. La paura lotta costantemente con la curiosità di conoscere e studiare le nuove leggi fisiche, chimiche e biologiche che comandano l’Area X, che appare in continua espansione, come un pericolo costante.

Annihilation

La traduzione estetica delle parole, caratterizzate da una grandissima libertà interpretativa all’interno del libro, è magistrale e rende la visione generale assolutamente affascinante ed attraente. Gli effetti visivi, la post-produzione, le luci e la fotografia giocano un ruolo primario e stupiscono, riuscendo laddove il film delude maggiormente: il finale.

Un totale fallimento, che sembra figlio di un dovere logico-consequenziale per nulla necessario, anche se in realtà, molti eventi dei centoventi minuti di pellicola sanno di già visto e rendono prevedibile gran parte dello sviluppo della trama. Tuttavia, il finale è la perfetta distruzione di tutto ciò che di buono si era creato. Esso risulta essere esageratamente scontato, con picchi altrettanto esagerati di elementi Sci-Fi. Si avverte come una sensazione di estrema “concretezza”, in netto contrasto rispetto alla filosofia di fondo. Era davvero così necessario dare forma e gesti ad una metafisica fresca ed originale, di cui il cinema ha dannatamente bisogno adesso?

Annihilation

Lo standard, negli ultimi anni, si è alzato notevolmente e di questo siamo tutti molto, ma molto contenti, forse però a volte bisogna avere il coraggio di sorprendere, percorrendo strade contro la logica consequenzialità, senza la paura di stravolgere l’originale. Ma, ahimé, sappiamo bene che il cinema e purtroppo anche i suoi spettatori, abbiano vincoli, limiti e dinamiche talvolta molto costrittivi.

Annihilation

Annihilation
6.8

Regia

6.0 /10

Interpretazioni

6.0 /10

VFX

9.0 /10

Sceneggiatura

5.5 /10

Fotografia

7.5 /10

Pro

  • Visual Effects straordinari
  • Fotografia da menzione
  • Approccio fantascientifico interessante...

Contro

  • Interpretazioni senza infamia e senza lode
  • Trama che sa di già visto
  • ... Rovinato con il finale

Davide Battiston

Laureando in Design e Comunicazione Visiva, da sempre nutro passione per i videogiochi, i film e le serie tv. Cosa mi incuriosisce di più? Decisamente il lato artistico.

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