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Beyond Eyes: una favola interattiva – la nostra recensione

Per parlare di Beyond Eyes bisogna partire dal presupposto che non si tratta di un videogioco nel senso più stretto del termine, e che a volerlo proprio definire si potrebbe chiamare favola interattiva. Il titolo infatti non ha un gameplay frenetico, pieno di combinazioni di tasti o quant’altro; dovrete semplicemente camminare, esplorare il mondo circostante e ogni tanto scavalcare un muretto o utilizzare un oggetto.

Ma partiamo dal principio: Beyond Eyes, sviluppato da Tiger & Squid ed uscito ad agosto del 2015 su PC e Xbox One ed il mese successivo su PlayStation 4, è la storia di Rae, una bambina che alla tenera età di dieci anni mentre aspettava felice l’inizio dei fuochi d’artificio estivi, è vittima di un tragico incidente e perde completamente la vista.

La vita di Rae cambia radicalmente e la storia del gioco comincia qualche tempo dopo all’incidente: troviamo la bambina seduta su di una panchina nel giardino di casa sua, che oramai è tutto il suo mondo, quando all’improvviso compare dal nulla un gatto arancione che le si avvicina. Questo gatto, Nani, diventerà il suo unico amico, e passeranno alcune stagioni insieme, giocando nel giardino in cui il micio fa visita alla bambina.

Ad un certo punto però Nani scompare, ed è così che inizia l’avventura di Rae, che dovrà esplorare il mondo esterno alla sua casa per cercare di ritrovare il suo amico felino.

Il gioco affronta la cecità della piccola protagonista facendoci scoprire il mondo circostante piano piano, in relazione ai lenti passi di Rae, e la schermata passerà dall’essere completamente bianca a colorarsi in una vera e propria tavolozza di acquerelli man mano che la bambina avanza.

In aiuto della bimba, in mancanza della vista, accorrono gli altri sensi. Così il tatto farà comparire il terreno sotto i piedi e i muretti, le siepi e le staccionate a cui andremo incontro, o l’udito, grazie al quale vedremo comparire elementi nello schermo, ad esempio il suonare delle campane farà visualizzare un campanile, il cinquettio gli uccellini…

Interverrà anche l’olfatto, come nel caso in cui penserete di essere vicini ad una graziosa fontana e avvicinandovi scoprirete che è invece un tubo delle fognature.

Le uniche variazioni in quella che sarà in pratica una lunga camminata alla ricerca del gatto scomparso saranno di tanto in tanto alcune situazioni di pericolo: corvi, cani, auto ed altro ancora spaventeranno la piccola bambina, senza mai poterla ferire o uccidere, ma rallentandone ulteriormente il passo o costringendola a cambiare strada, cosa che in ogni caso vi troverete a fare numerose volte, scoprendo ostacoli nello svelare il mondo circostante passo dopo passo.

A descriverlo è difficile riuscire a trasmettere il lato poetico dell’avventura creata da Sherida Halatoe, anche se devo ammettere che ogni tanto risulta frustrante non poter procedere più velocemente e poter interagire solo in una manciata di occasioni. In ogni caso, il gioco scorre in maniera generalmente piacevole nelle 2-3 ore che occorrono per concluderlo, e nel finale non mancherà di emozionare anche i cuori più duri.

Graficamente Beyond Eyes è semplice e piacevole. A fare la differenza è un comparto sonoro d’effetto, dagli effetti ambientali alla musica di sottofondo tutto si sposa alla perfezione con lo scopo del gioco, che è quello di metterci nei panni di un non vedente.

In conclusione, il titolo è come detto una favola interattiva più che un videogioco, ma mi sento di consigliarlo vivamente a chiunque voglia farsi emozionare da un’avventura poetica che nonostante il procedere lento ed incerto della protagonista riesce anzi in questo modo a metterci perfettamente nei suoi panni.

Vi troverete a sperare davvero che Nani compaia dietro ad un angolo e ad angosciarvi con i tuoni e i rumori di tempesta in sottofondo che minacciano e spaventano Rae, e non potrete che emozionarvi nelle fasi finali del gioco.

*Recensione originariamente pubblicata su Videogamer Italia.

Beyond Eyes

7.3

Gameplay

7.0/10

Grafica

8.0/10

Sonoro

8.0/10

Trama

7.5/10

Longevità

6.0/10

Pro

  • Bellissima favola interattiva dalla spiccata poetica
  • Livello artistico della produzione elevatissimo
  • Semplicemente emozionante

Contro

  • Scarsa interattività
  • Durata complessiva 2/3 ore

Paolo Lorenzini

Editor in chief di Serial Gamer, dopo anni di gavetta su diversi portali videoludici ne crea uno nuovo perché crede in un'informazione libera ed obiettiva.