Negli ultimi anni abbiamo seguito con sincero piacere e interesse il ritorno alla vita della saga di Legacy of Kain, prima con il lancio delle versioni rimasterizzate dei capitoli Soul Reaver, e in ultimo con la remastered di Legacy of Kain: Defiance, che chiudeva la saga fino a quel giorno.
Oggi, il vampiro che è tornato nel mondo, ha operato qualcosa di nuovo.
Legacy of Kain Ascendance è una titolazione perfetto per il primo capitolo davvero nuovo del franchise da molti anni: la serie ha infatti subito un vero e proprio risveglio, e ora esce con qualcosa di inedito fino ad ora, con il compito di esplorare ancora una volta il potenziale narrativo di Nosgoth.
L’esperimento in realtà appare un po’ timido, e non deciso come ci ha abituato la saga: scopriamo insieme come si caratterizza il titolo.

Reso disponibile il 31 marzo 2026 per PlayStation, Xbox Series, PC e Nintendo Switch, Legacy of Kain Ascendance è stato sviluppato da Bit Bot Media, e edito da Crystal Dynamics, che per il nuovo capitolo della amata saga si affida quindi ad uno studio di “respiro” ridotto, lanciando un chiaro segnale circa quelle che sono le ambizioni del prodotto e il suo setting sul panorama.
La storia narrata in Ascendance è il primo elemento inedito per la serie: si tratta di una serie di avvenimenti che circondano la figura di Elaleth, la sorella di Reziel di cui sentiamo parlare qui per la prima volta.
Elaleth è innamorata di un giovane chiamato Mathias, e insieme al fratello Reziel vivono serenamente ancora umani, fino a quando l’attacco dei vampiri distrugge il loro villaggio, trasformando Mathias a sua volta in un vampiro. Reziel, giovane inquisitore Sarafan, uccide Mathias e taglia una mano alla sorella Elaleth, morsa proprio da Mathias.
A questo punto Elaleth, che sembra inizialmente morire, si risveglia come vampiro, e per quanto questo possa essere già un trauma, non è minimamente paragonabile alla morte dell’amato per mano del Fratello.
Elaleth comincia quindi un vero e proprio pellegrinaggio sul cammino della vendetta contro il fratello e dell’amore malato per Mathias, che spera di riportare in vita.
Con l’aiuto del misterioso Ky’set’syk, la vampira si muoverà nel flusso del tempo per raggiungere il suo obiettivo, incurante dell’equilibrio del mondo.
E della coerenza dell’intera saga.

Si, perché la trama di Legacy of Kain Ascendance è probabilmente l’elemento più criticabile di un progetto che , anche con poche ambizioni rischia di fare più danni che cose buone.
Il fatto è che la trama, di per sé fondata su basi “semplici” come il desiderio di vendetta e l’amore, ha la volontà di inserirsi all’interno di una saga che stava benissimo in piedi da sola, provando a spiegarla ulteriormente alla luce di implementazioni che non sono necessarie, e anzi rendono tutto fin troppo forzato.
Se l’avventura di Elaleth fosse iniziata e finita in un momento preciso della storia di Nosgoth, staremmo ora parlando di un espansione dell’universo narrativo. Il nuovo personaggio invece tenta , attraverso i consueti viaggi nel tempo, di riscrivere la storia della saga presentandola come una diretta conseguenza delle sue azioni.
Questa operazione è semplicemente fallimentare, e appesantisce una trama che non aveva assolutamente bisogno di questo tipo di espansione, rischiando di collassare su se stessa come una produzione di serie c, cosa che la saga di Legacy of Kain, assolutamente, non è.
Più volte ho visto Legacy of Kain Ascendance bollato come una “Fanfiction scritta male” e per quanto il giudizio sia inclemente, i difetti narrativi di questa produzione sono del tutto assimilabili a quelli tipici di operette fatte da fan mossi più da amore che da competenza.

Dal punto di vista del gameplay, Legacy of Kain Ascendance opera un’ulteriore cesura dalla saga principale, presentando un apparato puramente metroidvania a scorrimento orizzontale, votato alla dinamicità dei movimenti e a combattimenti semplici immersi nella tipica atmosfera viscerale e dark a cui la saga ci ha abituati.
La formula, anche qui molto semplice, appare come un “ridimensionamento” delle arie più aperte che ci sono state proposte negli scorsi capitoli della saga. Si tratta di una scelta contestualizzata all’interno dell’intero progetto, che punta a solleticare la voglia di novità dei fan della serie, ma che manca completamente di ambizione: questo tipo di gameplay design era davvero quello che serviva a Nosgoth per ripresentarsi nel 2026 con qualcosa di nuovo?
Dal punto di vista di concept, il titolo si presenta fluido e energico, alternando sezioni di progressione metroidvania a boss fight di semplice lettura.
Sul lato tecnico offre il fianco solamente la precisione dei comandi che, specie per i giocatori non propriamente esperti nell’approccio al genere (quale io), rischia di punire in maniera immeritata molte più azioni di gioco di quelle che ci si potrebbe aspettare.
Questo rende effettivamente più spigolosa la progressione.

Sul piano artistico la fanno da padrone le atmosfera gotiche e dark, qui rese però in una versione più moderna e accessibili che in passato, mostrando personaggi e ambienti come fossero vignette di un fumetto.
Si tratta di uno stile brillante, ma che può essere faticoso ada associare in prima battuta alla oscura Nosgoth, andando a definire una situazione simile a quella che si era presentata con il “cambio” a livello stilistico avvenuto da Diablo 2 a Diablo 3.
Efficace? In un certo senso si.
Funzionale al contesto? Certamente.
Apprezzabile? Non sono così sicuro.

In conclusione al netto di essere un gioco assolutamente godibile, Legacy of Kain Ascendance fa riflettere più per i suoi approcci limitativi che per altro.
La scelta di presentare in questo modo, dopo più di vent’anni, un capitolo finalmente nuovo a Nosgoth, lascia onestamente un po’ l’amaro in bocca.
Ascendance non ha assolutamente la caratura per essere il nuovo gioco di Legacy of Kain che i fan Aspettavano, né un buon entry level per degli eventuali giocatori che dovessero approcciarsi ora alla saga.
La variazione nella formula di gameplay risulta limitante rispetto ai capitoli precedenti, la cura della trama addirittura dannosa.
Se questo voleva essere un tentativo di sperimentazione su piccola scala per riportare in auge la serie in nuove vesti, il momento storico non è quello ideale: le remastered dei capitoli principali stavano ridestando l’interesse del panorama, e questo ridimensionamento evidentemente rischia di fare girare tutti dall’altra parte.
Il gioco in se, ripeto, non è un disastro: la breve durata e il dinamismo proposto lo rendono scorrevole pad alla mano.
Semplicemente, Ascendance non è all’altezza di essere un Legacy of Kain.
Insomma Legacy of Kain Ascendance va preso esattamente per quello che è: un esperienza piccola, e di peso ridotto all’interno dell’universo narrativo di Nosgoth.
Abbassare ogni pretesa anche in termini di storia, e vivere la trama davvero come una “Fanfiction” sarà probabilmente l’unico modo di godere del prodotto senza storcere il naso.
Legacy of Kain Ascendance non è assolutamente quello di cui avevamo bisogno.
Non è quello che volevamo.
Legacy of Kain Ascendance è però quello che abbiamo, e che, volenti o nolenti, prenderemo, in attesa della vera resurrezione della saga di Nosgoth.
*versione testata: PS5, grazie al codice fornito dal publisher







