Occult France è un supplemento per Il Richiamo di Cthulhu Settima Edizione scritto da Fabrice Bouchet e pubblicato nel 2026 da DejaVu. Disponibile in formato digitale attraverso DriveThruRPG nell’ambito del programma di contenuti della community di Chaosium (Miskatonic Repository), il volume affronta una destinazione che offre un potenziale notevole per le indagini lovecraftiane, ma che non sempre ha ricevuto, soprattutto in lingua inglese, un’attenzione paragonabile a quella riservata ad altre ambientazioni del gioco. L’obiettivo è ambizioso: fornire ai Keeper una guida alla Francia degli anni Venti che permetta di muoversi dalla capitale alle regioni più periferiche, fino ai territori dell’impero coloniale, intrecciando riferimenti geografici, contesto storico, tradizioni locali e orrore cosmico. Il risultato è un manuale di consultazione corposo, che cerca di rendere la preparazione delle avventure più immediata senza trasformare l’intera ambientazione in un semplice pretesto per inserire creature e culti del Mythos.

La struttura si articola in tre parti. La prima, A Nation, an Empire, delinea il contesto generale della Francia interbellica: storia, istituzioni, economia, industria, trasporti, medicina, usi e costumi, criminalità e movimenti occultisti. La seconda, The Regions of France, costituisce il cuore del libro e suddivide il territorio metropolitano e le colonie in sette grandi aree geografiche. La terza, Playing in France, raccoglie invece gli strumenti più direttamente destinati al tavolo. Questa organizzazione è funzionale, perché consente di affrontare il supplemento tanto come lettura introduttiva quanto come repertorio da consultare durante la preparazione di una sessione. Non è necessario studiarlo dall’inizio alla fine per ricavarne materiale utile: si può partire da una città, da una regione o da una necessità concreta della campagna e seguire le informazioni pertinenti.
Il contesto storico non è trattato soltanto come una cornice decorativa. La Francia degli anni Venti è un paese segnato dalle conseguenze della Grande Guerra, dalle perdite umane, dalla ricostruzione economica e dalle tensioni politiche e sociali della Terza Repubblica. La crescita industriale convive con condizioni di lavoro difficili, le differenze di classe influenzano la vita quotidiana e la modernizzazione dei trasporti modifica il modo in cui persone e informazioni si spostano. Il manuale dedica spazio anche alle istituzioni, all’esercito e alle relazioni diplomatiche, elementi che possono diventare importanti quando un’indagine coinvolge funzionari, poliziotti, militari, giornalisti o personalità influenti. La presenza di questi argomenti rende l’ambientazione più concreta e offre al Keeper diversi modi per costruire ostacoli, contatti e conflitti che non dipendano necessariamente dall’intervento del soprannaturale.
Particolarmente utile è l’attenzione riservata agli spostamenti. Reti ferroviarie, collegamenti marittimi, strade e trasporti aerei vengono presentati attraverso informazioni e tabelle che aiutano a stimare tempi, distanze e possibilità di viaggio. In una campagna investigativa, questi dettagli hanno una funzione pratica: permettono di rendere credibile una trasferta, di dare un peso alle scelte logistiche e di evitare che la Francia degli anni Venti diventi, per comodità narrativa, un territorio in cui ogni luogo è raggiungibile in pochi minuti. Anche le informazioni sull’economia e sulle condizioni di vita aiutano a distinguere una metropoli da una cittadina industriale o da un’area rurale, suggerendo ambienti sociali e situazioni molto diversi tra loro.

La sezione dedicata all’occultismo è un altro tassello significativo. Il testo esamina lo spiritismo, le tradizioni ermetiche, la teosofia, il martinismo, i Rosacroce e diversi movimenti esoterici, affiancandoli alle credenze regionali e alle pratiche che possono alimentare il soprannaturale in gioco. È interessante la distinzione tra rituali utilizzati come provocazione sociale in alcuni ambienti privilegiati e gruppi che credono realmente di poter esercitare un’influenza malefica attraverso le proprie pratiche. Questa varietà permette di evitare un occultismo uniforme, fatto soltanto di sette intercambiabili e cerimonie sinistre. Un’indagine può cominciare in un salotto borghese, in una cerchia spiritualista o in un ambiente intellettuale, per poi rivelare connessioni più inquietanti. Il Keeper dispone così di una base per costruire misteri che si sviluppino gradualmente, senza dover ricorrere immediatamente a manifestazioni esplicite del Mythos.
È però nella seconda parte che Occult France mostra con maggiore chiarezza la propria utilità. Le sette aree geografiche riuniscono regioni storiche differenti e propongono informazioni sulla geografia, sui centri abitati, sulle reti di trasporto, sull’economia e sulle caratteristiche culturali e sociali locali. A queste descrizioni si aggiungono luoghi misteriosi, leggende, apparizioni e fenomeni inspiegabili, accompagnati da spunti collegati al Mythos di Cthulhu. Il volume presenta complessivamente 115 città, con un livello di approfondimento variabile in funzione della loro importanza, e oltre 140 luoghi misteriosi concepiti come possibili punti di partenza per altrettante trame. Non si tratta quindi di 140 scenari completi pronti da giocare, ma di una raccolta di nuclei narrativi che il Keeper può sviluppare, combinare o modificare secondo le esigenze del proprio gruppo.
La varietà delle ambientazioni è uno degli aspetti più riusciti. Parigi offre naturalmente una grande quantità di possibilità, dai quartieri cittadini ai suoi ambienti artistici, criminali e intellettuali, fino ai luoghi sotterranei che alimentano l’immaginario dell’orrore. Altrove, il carattere dell’indagine cambia sensibilmente. L’Alsazia del dopoguerra è attraversata da tensioni identitarie legate al ritorno sotto l’amministrazione francese dopo decenni di annessione tedesca. La Bretagna e la Normandia forniscono paesaggi costieri, tradizioni locali e storie legate al mare. Le regioni interne permettono di lavorare su comunità più isolate, memorie religiose, folklore e luoghi dalla storia stratificata. Il volume non si limita dunque a cambiare lo sfondo geografico: mette a disposizione contesti sociali e culturali che possono influenzare il tono delle indagini e il rapporto tra investigatori e abitanti.

L’approccio emerge con particolare efficacia quando i luoghi reali diventano parte del mistero. L’esempio dei passaggi coperti di Lione e dei suoi percorsi sotterranei mostra come una caratteristica architettonica e urbana possa trasformarsi in una risorsa investigativa. Il materiale relativo alla città richiama anche i tunnel sotto la Croix-Rousse, collegandoli a un immaginario sotterraneo che si presta bene al genere. Non è necessario che ogni elemento locale sia già un segreto del Mythos: spesso basta partire da una particolarità concreta, da una leggenda o da una storia poco conosciuta per costruire un’indagine credibile, lasciando che l’orrore emerga progressivamente.
La terza parte è meno suggestiva sul piano della lettura, ma essenziale per l’impiego pratico del supplemento. Comprende indicazioni per interpretare investigatori francesi, nuove professioni, prezzi di beni e servizi, statistiche e costi dei veicoli, armi, personaggi non giocanti generici e investigatori pregenerati francesi e coloniali. Sono presenti anche un bestiario collegato agli spunti regionali, nuovi grimori e libri occulti, materiali di consultazione e diversi handout, tra cui carta d’identità, telegramma e banconote d’epoca. Le 35 mappe e le tabelle completano un apparato pensato per ridurre il lavoro preliminare del Keeper. Non tutto avrà la stessa utilità in ogni campagna, ma la presenza di strumenti così diversi rende il volume adattabile a stili di gioco differenti, dalle indagini urbane alle spedizioni più avventurose.
La quantità di materiale è impressionante, ma rappresenta anche il principale limite editoriale. Un repertorio così esteso non può garantire a ogni città e a ogni spunto lo stesso livello di approfondimento. Alcune descrizioni funzionano soprattutto come introduzioni, mentre le idee investigative richiedono al Keeper di definire personaggi, indizi, progressione degli eventi e possibili conseguenze. È una scelta comprensibile per una guida geografica di questa portata, ma è importante riconoscere la natura del prodotto: Occult France è soprattutto uno strumento di ambientazione e preparazione, non una raccolta di avventure complete. Chi cerca scenari già strutturati dovrà sviluppare il materiale o affiancargli pubblicazioni dedicate. Anche la densità delle informazioni può rendere la consultazione meno immediata nelle prime sessioni, soprattutto se si tenta di utilizzare contemporaneamente gli aspetti storici, logistici e soprannaturali.

Una riflessione specifica merita la sezione sulle colonie. La scelta di includere l’impero coloniale francese amplia considerevolmente le possibilità geografiche del supplemento e riconosce che la Francia degli anni Venti non può essere compresa soltanto attraverso il territorio metropolitano. Il volume richiama le disuguaglianze giuridiche, il lavoro forzato, la repressione e i conflitti che attraversavano i territori sottoposti al dominio francese. Questa attenzione è importante, anche perché il colonialismo non dovrebbe diventare un semplice sfondo esotico per le avventure degli investigatori europei. Tuttavia, l’ampiezza dell’area coperta non coincide sempre con un approfondimento equivalente delle società locali e delle prospettive delle popolazioni colonizzate. Il Keeper dovrà quindi usare questi contenuti con consapevolezza, evitando di ridurre culture e credenze differenti a un repertorio indistinto di misteri, superstizioni e minacce. Il manuale offre materiale di partenza, ma non sostituisce una ricerca più mirata quando una campagna intende esplorare seriamente contesti coloniali specifici.
Anche la presentazione richiede una valutazione equilibrata. L’ampiezza del volume, la suddivisione geografica e la presenza di mappe e materiali d’epoca sostengono bene la funzione di repertorio. La consultazione trae vantaggio dall’indice geografico e dagli strumenti che permettono di ritrovare rapidamente luoghi, trasporti e riferimenti tematici. Il libro, però, va affrontato come una risorsa da esplorare e non come una lettura narrativa continua: la quantità di informazioni e la diversa profondità delle voci rendono più efficace un uso selettivo, guidato dalle esigenze della campagna.
Nel complesso, Occult France è un supplemento ambizioso e ricco di possibilità per Call of Cthulhu. Il suo merito principale è collegare il Mythos a una geografia concreta, fatta di differenze regionali, memorie storiche, tensioni sociali, tradizioni e infrastrutture. Le oltre 140 località misteriose, le 115 città descritte e gli strumenti per il gioco offrono al Keeper una base ampia da cui partire, soprattutto se desidera allontanarsi dai percorsi più consueti dell’orrore lovecraftiano. Non tutte le idee sono sviluppate allo stesso livello e la sezione coloniale richiede sensibilità e ulteriore contestualizzazione, ma questi limiti non cancellano il valore del progetto. Più che un libro da consumare in una sola lettura, è una guida da tenere a portata di mano, pronta a suggerire una città, un viaggio, un incontro o una storia capace di trasformarsi nel prossimo incubo degli investigatori.
*Copia digitale del manuale fornita dall’autore in cambio di una recensione onesta.







