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Minute of Islands: La tenacia di un’ossessione, l’inenarrabilità del terrore – Recensione

Minute of Islands

Minute of Islands, avventura grafica sviluppata dallo studio indipendente Studio Fizbin ed edito da Mixtvision di cui vi avevo già parlato nel mio speciale ad esse dedicato, è sbarcata finalmente su Mac, PC (via Steam), PlayStation 4, Switch il 13 giugno 2021 e su Xbox One dal 15 giugno.

Questo titolo riuscì a colpirmi molto fin dal suo trailer d’annuncio per via del suo accattivante stile grafico ed il mondo post apocalittico in esso presentato; ora, dopo averlo esplorato in ogni suo anfratto arrivando ad ottenerne anche il platino, posso assolutamente confermare il fatto che ci si trovi di fronte ad un titolo molto profondo nonostante la sua evidente semplicità, sia a livello tecnico che a livello di gameplay. Ma andiamo ad analizzare il tutto poco alla volta.

Cercando di rimandare l’inevitabile

Minute of Islands ha inizio in un arcipelago non meglio identificato all’interno di un mondo non meglio identificato, ma che è inequivocabilmente sulla via del tramonto a causa di un tragico evento noto come Exodus. Un fungo parassitario avrebbe iniziato a diffondersi anni prima delle vicende narrate, contagiando ogni essere vivente portandolo alla pazzia, atroci sofferenze e successivamente alla morte. Molti degli abitanti delle isole fuggirono in cerca della propria salvezza, ma non Mo, la nostra protagonista, e la sua famiglia.

Nascosta nei meandri di questo mondo a cavallo tra l’organico ed il tecnologico per sfuggire all’epidemia, scoprì l’esistenza dei quattro fratelli giganti, esseri leggendari a cui si attribuisce la creazione stessa del mondo e che si credevano scomparsi od addirittura mai esistiti.

Minute of Islands

I quattro, Safan, Bergan, Ande ed Afla, si proposero di aiutare gli uomini, andando a rintanarsi nel sottosuolo per modificare il mondo riempiendolo di purificatori in grado distruggere le spore venefiche che andavano via via diffondendosi. Mo, imbattutasi del tutto casualmente in loro durante la sua fuga mentre erigevano quest’ultimo bastione a difesa dell’umanità, diviene così loro Apprendista, dotata di un prezioso strumento chiamato Omnichiave tramite la quale gestire i dispositivi di depurazione tecno-organici in caso di malfunzionamento. Gli anni passano. Il mondo continua ad imputridire. Come l’anima angosciata di Mo.

Ma un evento riscuote la ragazza dal suo torpore: di colpo tutti e quattro i fratelli hanno cessato di lavorare, cosa terribile dato che per mettere in moto il gigantesco meccanismo a loro sotteso è necessaria la loro ineguagliabile forza. Il sistema di ventilazione si è immediatamente sigillato, per fare in modo che le spore non entrino…ma al contempo lasciando fuori l’ossigeno. Mo deve dunque partire alla volta delle varie isole dell’arcipelago, per riattivare i vari depuratori e permettere ai fratelli di tornare a respirare e a lavorare prima che sia troppo tardi, condannandoli a morte certa e permettendo che il fungo divori il poco di bello che è rimasto al mondo. Una lotta contro il tempo, ma soprattutto contro sé stessa, che la porterà a elaborare traumi e lutti per troppo tempo ignorati. Un viaggio all’interno di un’anima turbata e da troppo tempo alienata dalla realtà.

Minute of Islands

Un mondo incantevolmente putrescente

Lo scenario drammaticamente fascinoso che ci offre Minute of Islands nel delineare le sue ambientazioni 2D a scorrimento laterale è minuziosamente curato in ogni suo dettaglio, donando al giocatore la sensazione di trovarsi di fronte ad un fumetto interattivo più che ad un videogioco. Rimirare la decadenza dell’arcipelago in piena putrescenza ha un ché di decisamente romantico (nel senso ottocentesco del termine), soprattutto se tutta l’esperienza è accompagnata da una narrazione suadente e da una colonna sonora incantevolmente dolce. Per questi motivi Minute of Islands è risultato un’esperienza estremamente rilassante, nonostante il raccapriccio che spesso il giocatore nei panni di Mo fronteggia. Un mondo che va lentamente addormentandosi e che noi rimiriamo in questo suo tetro ed affascinante decadere.

Minute of Islands

Conclusioni

Solitamente arrivo alle conclusioni di una recensione avendovi già abbondantemente parlato delle dinamiche di gameplay del titolo in questione, ma per questa volta ho preferito attendere, lasciando per ultimo quest’aspetto decisamente controverso di Minute of Islands.

L’opera in questione è da vivere più che da giocare, in quanto l’unica cosa che si potrà fare al suo interno sarà quella di continuare ad andare avanti, risolvendo qualche sporadico e semplice enigma ambientale ed interagendo con ancora meno npc. Un gameplay quasi del tutto statico, nel quale l’unico scopa è lasciarsi trasportare da ciò che stiamo vedendo immergendoci totalmente in esso.

I richiami a Journey sono decisamente evidenti, e come in questo titolo il gameplay passa decisamente in secondo piano se posto di fronte ad una storia così delicata ambientata in un modo così tetramente affascinante, veri fulcri attorno a cui tutto il titolo orbita. Un’esperienza da vivere, che fa vedere la realtà tramite gli occhi di chi si aggrappa disperatamente all’illusione di normalità in un mondo che di normale oramai non ha più nulla, un viaggio all’insegna dell’angoscia esistenziale che consiglio a tutti coloro che cercano più il sentimento e la narrazione all’interno di un prodotto, dato che dal punto di vista comunicativo, evocativo ed emotivo Minute of Islands ha indubbiamente molto da dire.

*Versione testata: PlayStation 4, grazie al codice fornito dal publisher.

Minute of Islands

19,99 €
7.2

Trama/Ambientazione

7.8/10

Gameplay

5.5/10

Grafica

7.8/10

Sonoro

8.3/10

Longevità

6.5/10

Pro

  • Narrazione ed ambientazioni molto affascinanti
  • Ottima colonna sonora

Contro

  • Il suo “gameplay”
  • Troppo breve