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Saetta Rossa: un omaggio a David Bowie? – Recensione

Dov’eravate quando è morto David Bowie?

Questa è la domanda che funge da filo conduttore della storia di Saetta Rossa, la graphic novel edita da Panini Comics e uscita il 14 gennaio di quest’anno, in prossimità del quinto anniversario della morte del Duca Bianco.

Gli autori, Marco B. Bucci e Riccardo Atzeni, se lo ricordano molto bene. Si tratta di un momento rimasto impresso a fuoco nella loro memoria, come avviene per ogni grande cambiamento che segna la fine di un’epoca. E come avviene appunto per ogni grande cambiamento, adattarsi non è mai facile. Che sia la dipartita di una persona importante, un trasferimento in un posto totalmente sconosciuto, un avanzamento tecnologico o il progresso storico.

Saetta Rossa tratta proprio di tutte queste tipologie di cambiamento, tutte insieme, diventando la più insolita opera sci-fi che mi sia mai capitato di leggere.

First reaction: shock!

Saetta Rossa
Editore:Panini Comics
Sceneggiatura:Marco B. Bucci
Disegni:Riccardo Atzeni
Colori:Riccardo Atzeni
Copertina:Riccardo Atzeni
Pagine:224
Prezzo:€25
Data Di Uscita:14 gennaio 2021

Con l’avvento di internet ci siamo abituati a rivivere determinati momenti storici più volte, allungando il loro tempo di vita nella memoria collettiva e a volte addirittura riproponendo e riportando in auge eventi che sembravano ormai passati. Basti pensare ai meme o a tutti quei video che sono entrati a far parte del nostro linguaggio comune. Ad esempio, la famosissima dichiarazione alla BBC di Renzi “First reaction: shock!” è avvenuta nel 2016, che è lo stesso anno in cui è morto Bowie (feel old yet?).

A proposito di shock, ci sono dei momenti nella nostra vita in grado di azzerare totalmente i nostri pensieri e di darci la sensazione che il tempo e lo spazio si arrestino. È esattamente ciò che accade a Samuel, il protagonista di Saetta Rossa. La storia inizia senza troppi giri di parole. Un ragazzo esce di casa, smartphone alla mano, e scopre che David Bowie è morto. Sam, il ragazzo, si blocca. Letteralmente. Si cristallizza nel tempo e quando riprende conoscenza è il 200016. A fianco a lui, un dilofosauro parlante.

Il mondo in cui si risveglia Samuel è altamente tecnologico, informatizzato, automatizzato e futuristico. Così futuristico da essere normale.

Avete letto bene. Il mondo in cui ci troviamo è normale.

La questione delle minoranze, dei gruppi etnici, del genere sessuale sono tutte cose superate. Anche il capitalismo e l’inquinamento che ne consegue sono concetti superati. A primo impatto è uno scenario paradisiaco per tutti coloro che lottano oggi, cercando di rivendicare giustamente i diritti negati alle minoranze non rappresentate. Insomma, in modi piuttosto pittoreschi, ma verosimili, Bucci e Atzeni hanno fornito una descrizione senza falle di come potrebbe essere un mondo ideale verso il quale potremmo tendere continuando così. Un’utopia. Così perfetto da invogliare il lettore a metterci la firma per entrarne a far parte. Un mondo dove il maggiore dei conflitti ricorda la scelta tra la pillola blu e la pillola rossa di Matrix: ci stai alle regole del gioco oppure no?

"Questo è lo shock: tutti i luoghi comuni sono veri; gli anni passano sul serio; 
la vita è davvero corta come ti dicono".

- David Bowie

Gamification.

E non si parla di gioco a caso. Il futuro ipotizzato da Saetta Rossa è scandito da una sorta di gioco o, più correttamente, una festa, un carnevale. Ogni sei mesi il mondo cambia tema e Sam si risveglia proprio nel mondo in stile fine anni ’90 primi anni 2000, incentrati su David Bowie. Ovviamente come ogni festa a tema, agli occhi di Sam tutti i festaioli fanno la figura di Marty McFly in Back to the Future III, quando indossa degli abiti storicamente non accurati e viene preso in giro per il suo essere stravagante. Tra quiz con risposte palesemente errate e strafalcioni storici, il mondo a tema presenta le sue falle, che però ovviamente vengono prese dal lettore per quelle che sono. Ignoranza. Pura e semplice. Data dal fatto di non aver davvero mai vissuto la nostra epoca e quindi di non riuscire a rappresentarla con l’accuratezza che porta il conoscere i sentimenti collettivi che l’hanno caratterizzata. Ad esempio: abbiamo studiato molte epidemie durante le ore di storia a scuola, ipotizzato diversi scenari pandemici con il cinema, ma alla fine il COVID-19 e la quarantena mondiale ci hanno comunque colti di sorpresa, insegnandoci che è proprio vero che “la vita imita l’arte più di quanto l’arte non imiti la vita”.

E così quel che rimane è una sfida di riadattamento superficiale continua, che aiuta l’essere umano a sentirsi ancora vivo, evitando che rimangano coinvolte persone, animali o ambiente. Un gioco per continuare a vivere in armonia, distruggendo l’armonia stessa. Un’armonia dei contrasti che descrive una staticità dinamica.

Finalmente una vera opera queer.

Come dicevamo, il genere sessuale è superato ed è tradotto in una percentuale ai cui poli si trovano le figure più o meno fertili della nostra specie, che combinate possono riprodursi biologicamente. Ovviamente a causa del suddetto indice, chiamato EF (Espressione Femminile), nella graphic novel non mancano figure androgine o trans. Ma la storia non tratta di loro. Ed è questo che rende Saetta Rossa una boccata d’aria fresca per il pubblico LGBTQIA+. Senza fare spoiler, la storia tratta di progresso storico e di cambiamento. Tratta di imparare ad accettare il primo come fiume inarrestabile di eventi irreversibili e di imparare ad adattarsi e sopravvivere al secondo. Punto. Non tratta del dramma di una minoranza. Non esiste una minoranza. Tutti lo sono e nessuno lo è. Finalmente!

E allora cosa c’entra David Bowie? Beh, si tratta del fil rouge della storia, dell’evento scatenante, del pretesto per scrivere di altro, per parlare di altro. Per focalizzarci poi, proprio dove Bowie avrebbe voluto che ci focalizzassimo, chissà. Sulla libertà d’espressione, sul rispetto reciproco e sulla nostra capacità di sognare un futuro migliore e perseguirlo sempre, anche attraverso l’arte.

Raccontare il digitale con illustrazioni ad acquerello.

Forse, trascinati dalla storia e dal mondo che ci vengono presentati, non faremo immediatamente troppo caso ai disegni di Riccardo Atzeni. Non perché spariscano, tutt’altro. Storia ed illustrazione sono in perfetta simbiosi e ci fanno letteralmente bere l’opera come un bicchiere d’acqua. A proposito di acqua, la magnificenza delle illustrazioni sta proprio nel fatto che Atzeni ha realizzato tutte tavole disegnate e colorate a mano.

A mano. Sì. Con gli acquerelli.

Sapendolo, coloro che hanno già letto Saetta Rossa non potranno far altro che rileggere il fumetto per soffermarsi a guardare ogni singolo dettaglio, ogni singola sfumatura. Ne vale la pena. Potrebbe sembrare un’idea strana quella di raccontare un mondo tanto futuro e distante, così tecnologico, proprio con la tecnica ad acquerello, eppure questa scelta rende la storia ancor più verosimile e accessibile, tagliando di netto la distanza cronologica che separa il nostro mondo da quello futuristico rappresentato in Saetta Rossa.

Conclusioni.

Cos’è quindi Saetta Rossa? Un omaggio a David Bowie? Un’opera queer? Un’opera sci-fi? A chi vuole parlare e quale messaggio cerca davvero di veicolare?

La fluidità del genere dell’opera, la sua versatilità ed il suo contesto variopinto e dinamico, seppur incredibilmente dettagliato e meticoloso, tutto questo rende Saetta Rossa una fotografia di come vorremmo vedere il mondo, un manifesto per dichiarare verso dove propenderemo, ma anche un sogno o un attimo di svago.

Saetta Rossa è.

Ed è dal suo essere che scaturiscono miriadi di letture diverse. O spunti di riflessioni. O idee. O morali. Si tratta di un’opera eclettica, in proporzione, tanto quanto l’icona immensa a cui è dedicata – David Bowie – attorno a cui gira tutto l’universo della graphic novel. Almeno per questi sei mesi.

*Copia digitale del volume fornita da Panini Comics per la recensione

Saetta Rossa

€25
9.2

9.2/10

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Rebecca Sargo

Sin da piccola, si diletta in ogni genere di scrittura e comunicazione. Divoratrice di libri, manga e videogiochi, è la smanettona social media per Facebook ed Instagram.