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Destiny 2: Stagione Degli Eletti – Chi vuole essere un Guardiano? – Recensione

Su Destiny 2 piove sempre sul bagnato.

Uno si risveglia dalla morte con la voce del doppiatore di Shikamaru da Naruto che gli spiega come muoversi in un universo nuovo senza lasciarci la pellaccia e in quattro e quattr’otto succede il finimondo. Semi divinità dell’oscurità affamate della nostra anima, alienacci che vogliono radere al suolo le nostre case, draghi (Draghi, diamine, draghi!), Piramidi oscure e misteriose e chi più ne ha più ne metta. Non si fa in tempo a mettersi tranquilli che ci si mettono ancora i cabal a darci fastidio.

Il Fastidio oltretutto, in questo caso, è armato fino ai denti, si presenta come nostra imperatrice e ci chiede di inginocchiarci a lui flexando una qualche migliaia di battaglioni sul piede di guerra mezzo metro dietro di noi. Non è decisamente la nostra giornata. La Season of the Chosen sul colossal di Bungie inizia così.

E indovinate chi è ad essere stato scelto?

Resa disponibile poche settimane fa, la nuova stagione di Destiny 2 parte, come ogni volta, con tutte le migliori intenzioni per ridare freschezza ad una formula da una parte solida e assodata, dall’altra, con ormai un lustro sulle spalle, un po’ stagionata.

Il gameplay di base rimane quello di sempre, non modificando infatti gli sviluppatori nulla a livello delle meccaniche che regolano l’MMO, ma come è naturale, ecco che la ventata di fresco introduce qualche interessante novità.

Come già visto in diverse altre occasioni la nuova season verte per la stragrande maggioranza su una nuova attività: i campi di battaglia. Queste schermaglie con le forze cabal sono figlie della nascente guerra con i “rinoceronti spaziali” a seguito della presa del potere da parte di Caiatl, figlia dil Calus. Qui, in varie arene, saremo chiamati a sbaragliare le forze avversarie in team di 3 giocatori, reperibili anche tramite matchmaking. Le meccaniche all’interno delle varie battlegrounds sono spesso simili, ma in ogni caso divertenti: l’espletamento di vari compiti sul campo ci porterà a fronteggiare il boss finale e dunque a mettere le mani sulle nostre ricompense, tanto utili quanto onestamente brutte da vedere per chi come il sottoscritto non apprezza…

La stagione porta poi con sé nuove armi e armature esotiche, nuove possibilità estetiche e nuove missioni, in grado di suscitare grande interesse e dare davvero un assaggio di qualcosa di provato davvero di rado su Destiny 2. La parte più cooperativa e legata alle meccaniche PvE si vede dunque grandemente curata in questa nuova espansione, e anche i giocatori solitari avranno modo di divertirsi sentendosi davvero eletti.

Dal punto di vista del PvP il titolo latita ancora un po’ in un limbo di incertezza, con qualche ritardo nel gestire in maniera equilibrata le introduzioni dell’anno 4, e nello specifico della nuova sottoclasse della stasi. Bilanciamento di armi e abilità è dunque uno dei problemi ai quali siamo certi Bungie sta lavorando alacremente, al fine di dare un bel makeup ad una faccia fondamentale del suo Shooter.

Destiny 2: Season of the Chosen è ancora una volta un contenuto di buona qualità, ancora migliore di quelli precedenti, ma che ha una falla, sempre la stessa. La maggiore attenzione all’apparato narrativa viene accompagnata da attività stagionali interessanti e divertenti ma il problema è sempre quello: la totale mancanza di mordente per i nuovi giocatori.

La stagione degli eletti designa come chosen ones solo i giocatori che già conoscono il gioco, proponendo a loro nuovi contenuti per donare longevità al gioco, ma appunto non ha nessuna attrattiva per coloro che non sanno se approcciarsi alla magnifica avventura che è Destiny 2. Si tratta questa di una linea di lavoro comune nei game as a service, ma che comunque si traduce di fatto in una stagnazione della community che è certamente problematica, nonché uno dei principali motivi per i quali il numero dei giocatori di un MMO si assottiglia.

La community di Destiny nello specifico è, per la mia esperienza, una delle migliori per quanto certamente variegate, e ciò che fa Bungie in questo caso è lasciare proprio questa a gestire da sola il gioco. Gli sviluppatori dettano certamente i tempi con l’introduzione costante di contenuti anche mid seasonal, ma così facendo delinea chiaramente dei ruoli, con gli sviluppatori a dirigere l’orchestra e ogni guardiano come musicista. Gli strumenti per entrare nel complesso sono tanti e la musica di Destiny 2 è magnifica, ma come al solito la motivazione di entrare a fare parte del gruppo ognuno dovrà trovarla da solo. Chi lo farà certo non avrà rimpianti, e Destiny è pronto ad accogliere tutti. La domanda è sempre la stessa: chi ci sta ad essere Eletto?

Destiny 2

7.7

Trama / Ambientazione

7.5/10

Gameplay

8.0/10

Grafica

8.0/10

Sonoro

7.8/10

Longevità

7.0/10

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Pietro Ferri

Senior Editor di Serial Gamer, è un appassionato di videogames fin da tenera età. Si interessa con dedizione all'approfondimento di qualunque forma d'arte che riesca a trasmettergli emozioni