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Crash Bandicoot 4: It’s About Time – Un marsupiale all’ennesima potenza – Recensione

Sviluppato da Toys for Bob con Activision Shangai Studio e Beenox, Crash Bandicoot 4: It’s About Time è l’ottavo titolo della serie dedicata al marsupiale più famoso dei videogiochi, che dopo essere uscito lo scorso ottobre su PlayStation 4 e Xbox One è disponibile a partire dal 12 marzo 2021 anche su PlayStation 5, Nintendo Switch e Xbox Series X|S. Il gioco lo abbiamo già recensito in versione PlayStation 4 al lancio, qui trovate la bella review di Sbambo, mentre in questo articolo parleremo della nuova edizione disponibile per le console next-gen come aggiornamento gratuito per chi già possedeva il titolo sulle vecchie console oppure a 39,99€ per chi ancora non avesse avuto modo di giocarlo.

Ancora più fluido e brillante

Sequel diretto di Crash Bandicoot 3: Warped, Crash e Coco sono ancora alle prese con i piani malvagi di Neo Cortex e N.Trophy, i quali vogliono stavolta mettere le mani sullo spazio e sul tempo attraverso un collasso dimensionale. Nel viaggio ci sarà la possibilità di trovarsi di fronte e a volti storici del franchise con tanto di differenze per quanto riguarda l’aspetto del gameplay; oltre a questi, in aiuto del marsupiale duo, troveremo anche le maschere quantiche: il vero obiettivo del gioco sarà infatti recuperare tutte e quattro quest’ultime per riuscire a contrastare i cattivoni sopracitati. Per tutte le info sulle novità di gameplay e sulle maschere quantiche vi rimando alla recensione del buon Sbambo.

Aldilà di una skin gratuita per Crash e Coco, a livello di gameplay il titolo infatti rimane identico alla versione uscita pochi mesi fa sulle console old-gen e le novità sono tutte quante a livello tecnico.

Si parte ovviamente dalla risoluzione, ora in 4K nativi e dal framerate, bloccato a 60 fps e davvero molto stabile sia su PS5 che su Xbox Series X e Series S; un netto miglioramento rispetto ai 30 fps delle versioni Xbox One e PS4 (che salivano su PS4 Pro e Xbox One X con però diversi cali evidenti) che ci permette di avanzare nei vari livelli in maniera più fluida anche nelle situazioni di gioco più concitate.

Un’altra miglioria evidente fin dai primi minuti di gioco sono i tempi di caricamento: ora per entrare in un nuovo livello occorreranno pochi secondi, a differenza delle versioni old-gen, grazie agli SSD presenti nelle console di nuova generazione.

I modelli poligonali, sia dei personaggi che dei dettagli delle ambientazioni grazie alla risoluzione in 4K sono più nitidi, così come gli effetti particellari risultano più brillanti come i fondali delle mappe, cosa che esalta il già ottimo level design del gioco.

Al titolo è stata anche implementata la tecnologia Audio 3D, sfruttabile con headset che la supportano ma che apporta miglioramenti evidenti al comparto sonoro anche con cuffie che non sono pensate appositamente per questa funzionalità.

In conclusione, Crash Bandicoot 4: It’s About Time è un ottimo aggiornamento gratuito per chi già possedeva la versione old-gen del titolo, con framerate e risoluzione migliorati e visto il prezzo budget è anche l’occasione perfetta di acquistarlo per chi avesse invece le console next-gen e non ha avuto modo di provare il gioco su PS4 o Xbox One.

La difficoltà in modalità classica è ostica e darà filo da torcere anche ai giocatori più esperti mentre quella moderna, con i checkpoint è adatta a tutte le tipologie di giocatori e la quantità di ore di divertimento assicurate da questo nuovo capitolo di Crash Bandicoot, tra livelli principali e secondari è davvero elevata.

*Versioni testate: PS5 grazie all’aggiornamento gratuito e Xbox Series X|S grazie ad un codice fornito dal publisher.

Crash Bandicoot 4: It's About Time

€39,99
9

Trama

8.5/10

Grafica

9.0/10

Gameplay

9.0/10

Sonoro

9.0/10

Longevità

9.5/10

Pro

  • Moltissime ore di divertimento in 4K con un framerate stabilissimo a 60 fps
  • Aggiornamento gratuito dalla versione old-gen e prezzo budget per chi non la possedeva

Contro

  • Nessuna aggiunta contenutistica dalla precedente versione old-gen

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Paolo Lorenzini

Editor in chief di Serial Gamer, dopo anni di gavetta su diversi portali videoludici ne crea uno nuovo perché crede in un'informazione libera ed obiettiva.