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Call of Duty Black Ops: Cold War, la Guerra Fredda in ottima forma – Recensione

La next gen è finalmente nelle nostre case e sono molti i titoli che hanno già popolato gli store di Sony e Microsoft tramite le doppie versioni PS4 e PS5 o Xbox One e Xbox Series X|S, tra questi non poteva mancare il nuovo capitolo di Call of Duty che, puntuale come un orologio svizzero, fa capolino nel mercato videoludico con Call of Duty Black Ops: Cold War, la nuova iterazione della serie targata Activision e Treyarch. Dopo il successo di Call of Duty: Modern Warfare e Call of Duty: Warzone ritorna infatti una saga tanto cara agli amanti del brand soprattutto grazie al primo Black Ops e proprio in maniera analoga a Modern Warfare Activision e Treyarch hanno pensato ad un salto indietro nel tempo per portarci dritti dritti negli anni ’80 con la storica guerra tra Stati Uniti e Unione Sovietica. Vediamo dunque se Activision riuscirà a tenere i livelli altissimi raggiunti con Modern Warfare con questa recensione.

Ritorno negli anni ’80

Come detto in precedenza alla base della rinascita del brand c’è l’idea di riprendere quanto visto su PlayStation 3 una decina di anni fa con il ritorno in auge di alcuni dei personaggi iconici del brand (in questo caso della saga Black Ops) in salsa rivisitata andando a creare un vero e proprio seguito di quello che avevamo visto nel capitolo originale. Tra Guerra Fredda, spionaggio e sparatorie all’ultimo proiettile in questo Black Ops Cold War ce ne sarà di tutti i gusti con il lavoro da parte di Treyarch che è senza dubbio ottimo andando a riprendere meccaniche care della serie con tanto di scelte narrative determinanti per la prosecuzione della vicenda.
Nella campagna di questo nuovo capitolo impersoneremo il veterano di guerra conosciuto come “Bell” impegnato in un’operazione speciale della CIA con la possibilità di scegliere nome, genere e qualche particolare riguardante la personalità che fungerà da perk utile per guadagnare qualche bonus in combattimento per quanto riguarda le armi, i danni oppure la mira e così via. Subito dopo aver personalizzato il proprio alter ego avremo la possibilità di scendere nei campi di battaglia tramite le missioni principali ma non solo, dato che in questo capitolo troveremo anche diverse missioni secondarie avviabili tramite la bacheca nelle quali
cercare ulteriori indizi sulla storia e capire al meglio quest’ultima. In tutto il percorso della campagna saranno presenti come detto scelte multiple che nelle solite sei, sette ore utili per completare il tutto ci permetteranno di scoprire diversi bivi narrativi tra cui quello finale.
Nel complesso la qualità non raggiunge i livelli di Modern Warfare ma riesce in ogni caso a colpire per le possibilità di approccio e per la qualità generale al netto di qualche scelta narrativa abbastanza prevedibile.

Zombi rivisitato al meglio

Rivisitazione è la parola chiave anche per quanto la storica modalità Zombie che ci conduce direttamente in Polonia tra le montagne di Morasko in quella che è a tutti gli effetti la prima iconica mappa della modalità ripresa e decisamente ampliata e migliorata con moltissime possibilità di azione, segreti e quant’altro. Come sempre lo svolgimento rimane invariato con i round costellati da un numero crescente di zombie che dovremo rimandare all’altro mondo utilizzando uno svariato numero di armi tra quelle base, quelle speciali e con la possibilità di potenziarle. Anche se la struttura della modalità è abbastanza classica bisogna elogiare la qualità con la quale è stata concepita tutta la mappa che risulta ricca di possibilità e strade alternative per combattere le orde di non morti, senza contare l’opportunità di scegliere all’inizio del gioco la nostra classe preferita in comune con il multiplayer del titolo.
Oltre alla classica modalità ad orde troviamo anche la Dead Ops Arcade con la possibilità di combattere i non morti però con un gameplay da Twin Stick Shooter, insieme a quella Carneficina nella quale dovremo ricaricare un nucleo di energia continuando ad uccidere i nostri amici zombi.

Un multi come sempre sul pezzo

Il punto forte dell’offerta di Call of Duty è come sempre il comparto multiplayer che riesce sin dall’inizio ad offrire un feeling dei vecchi tempi di Black Ops con tanto di Time to Kill più generoso rispetto a prima riuscendo ad offrire un esperienza migliore rispetto al suo predecessore nel quale questo aspetto era abbastanza ridotto. Ovviamente il titolo rimane sempre frenetico non distanziandosi troppo dalle altre iterazioni ma dando comunque una possibilità di reazione agli spari leggermente più ampia. In generale il gameplay rimane decisamente solido con alcune feature riproposte come per esempio lo scatto infinito ed altre scartate come nel caso dell’appoggio alle sporgenze delle superfici togliendo ai giocatori la possibilità di appostarsi dietro i ripari e sostare giorni e giorni senza far alcun tipo di movimento.
Per quello che concerne le mappe, una decina presenti al lancio, che risultano tutte ben strutturate soprattutto per quanto riguarda il level design riuscendo a variare con corridoi stretti e sezioni più ampie con i giocatori che potranno utilizzare al meglio ogni tipo di arma: si passa dall’ormai famosa Armada, con due portaerei dove si svilupperanno le principali azioni della partita ma con la possibilità di muoversi sulle acque dell’Atlantico con motoscafi o nuotando, a Cartel, una mappa con spazi decisamente più ampi tra i campi del Nicaragua; seguono poi mappe innevate come Crossroads dalla struttura classica oppure Satellite nel mezzo del deserto.
Nel complesso l’offerta è discretamente ricca con diverse modalità interessanti come Scorta VIP, Bomba Sporca, Armi Combinate o Ground War, con quest’ultima dedicata agli amanti di ambientazione e guerriglie in spazi decisamente più ampi.

Di qualità

Sulla falsa riga di Modern Warfare anche Cold War riesce ad avere un impatto grafico eccellente con un sistema di illuminazione ed una qualità dei modelli di altissimo livello soprattutto per quanto riguarda la campagna che si posiziona giusto uno o due gradini sotto rispetto al suo predecessore. Meno convincente invece se andiamo a considerare il multiplayer che ovviamente si trattiene per quanto riguarda l’aspetto grafico e tecnico per dare ai giocatori un esperienza ottimale con la possibilità di avere una fluidità sempre vicina ai 60fps.
Di alto livello il comparto sonoro con le armi riprodotte al meglio con tutti i diversi suoni e gli effetti legati a quest’ultime insieme ad una colonna sonora che riesce perfettamente ad far immergere i giocatori in un’atmosfera anni ’80. Infine da elogiare l’ottimo doppiaggio che come sempre riesce a valorizzare al meglio tutte le personalità presenti all’interno della ricca e spettacolare campagna del gioco.

Continua la rinascita di cod

Continua il progetto di rinascita del brand di Call of Duty con Activision che ha trovato la via giusta per rimettere in carreggiata il brand e dopo l’eccellente lavoro di Infinity Ward e Raven Software con Modern Warfare, la palla è passata nelle mani di Treyarch che ha saputo continuare al meglio quanto visto precedentemente riportando in auge le vicende narrate nel capitolo originale di Black Ops andando a rispolverare personaggi iconici e la storica Guerra Fredda.
Tra campagna, modalità zombi e multiplayer ce n’è per tutti con la sezione più importante del brand, il multigiocatore che riesce a dare un buon feedback riprendendo il feeling della serie Black Ops utilizzando anche lo strabiliante feature dei trigger adattivi che riescono a dare delle sensazioni uniche se giocato su PS5.

*Versione Testata: PS4 grazie al codice fornitoci dal publisher

Call of Duty Black Ops: Cold War

8.6

Trama

8.0/10

Gameplay

8.5/10

Grafica

9.0/10

Sonoro

9.0/10

Longevità

8.5/10

Pro

  • Storia curata e con scelte multiple
  • Multiplayer sempre ricco di contenuti
  • Modalità Zombie divertente e ben fatta

Contro

  • Intelligenza artificiale non al top
  • Qualche modalità multiplayer non azzeccatissima

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Alessandro Reppucci

Senior Editor e responsabile YouTube di Serial Gamer, da sempre innamorato follemente dei videogames, dai 5/6 anni in poi ha macinato giochi su giochi di ogni genere.

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