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Ghostrunner: Katane e parkour – Recensione

I giochi d’azione e la disciplina del parkour nel corso degli anni hanno trovato spesso momenti di contatto con produzioni come Mirror’s Edge in primis e, se vogliamo, anche quel capolavoro di Dying Light, ma questa volta le regole che affiancano Ghostrunner sono decisamente diverse: il team di One More Level, aiutato da Slipgate6 e 3D Realms, ha confezionato un opera estremamente punitiva, un’opera che ci catapulterà in un mondo cyberpunk ricco di sparatorie, salti e wallrun impugnando una “semplice” katana dove la parola chiave sarà colpire per primo. Saranno riusciti gli sviluppatori a dar vita ad un prodotto godibile malgrado la sua natura punitiva? Scopriamolo insieme.

Cadere per poi rialzarsi

Il tutto partirà da una prigione, con il nostro alter ego, un cyber ninja che ha perso la memoria, che sarà guidato dagli ordini dell’Architetto nella scalata alla Dharma Tower, una torre che racchiude al suo interno quanto rimane dell’umanità, decimata da un cataclisma globale che ha ridotto il mondo al collasso.
Prima di partire però ci viene svelato che vent’anni prima di quanto sta per succedere lo stesso Architetto è stato tradito dalla sua collega Mara, la quale voleva governare in libertà la città; purtroppo il protagonista fallì nel suo compito di proteggere l’Architetto e venne scaraventato giù dalla stessa torre sopravvivendo miracolosamente.
Ciò detto il vero obiettivo del Ghostrunner sarà quello di combattere il potere di Mara, conosciuta ora come la Custode delle Chiavi, muovendosi tra realtà ed il mondo parallelo virtuale noto come Cybervuoto, cercando appunto di arrivare in cima alla Dharma Tower tra nemici, proiettili vaganti e salti spettacolari cercando di sopravvivere ad ogni costo in quello che sarà un vero e proprio colpisci per primo o muori in un totale di 17 livelli.

Un colpo per la vita

La base di Ghostrunner è tanto semplice quanto ardua e complessa, l’action in prima persona di One More Level si basa innanzitutto su meccaniche analoghe a quelle dei roguelike, ovvero basterà un colpo per essere uccisi e allo stesso modo per aver la meglio sui vari nemici presenti nelle varie aree. Man mano che si prosegue però il gioco si sviluppa e acquisisce sempre più sfumature: oltre alla katana, l’unica amica di cui avremo bisogno tra le nostre mani, avremo a disposizione vari poteri tra cui quello utile per rallentare il tempo durante il salto, essenziale per schivare dei proiettili nemici e favorire la loro dipartita, oppure sarà possibile deviare gli stessi proiettili per rimandarli agli avversari ovviamente agendo con il giusto tempismo; insieme a queste saranno presenti anche oggetti aggiuntivi come gli shuriken o abilità per spazzare via i nemici tutti utili per proseguire nella scalata, tutt’altro che semplice, alla cima della torre.
Tutto questo condirà la vera natura del gioco, ovvero quella try and error, che andrà a svelarsi sin dalle prime fasi con gli utenti che saranno costretti a ripetere e ripetere, quasi all’infinito, la maggior parte delle sezioni per superarle senza essere colpiti ma non solo, dato che anche la struttura del level design sarà un ostacolo per la prosecuzione dell’avventura con il team di sviluppo che ha calibrato al millimetro ogni singolo livello tra salti, utilizzi del rampino, wallrun e quant’altro.

Cyberpunk sanguinolento

Il titolo presenta in tutto e per tutto la sua natura cyberpunk con luci al neon, schermi giganti e lamiere che la fanno da padrone in questa immensa torre che farà da contenitore dell’avventura del gioco; anche se il team cerca di proporre sezioni diversificate si finisce spesso in una ripetitività di fondo per quanto riguarda il contorno del gioco a differenza del level design che, come detto in precedenza, è uno dei punti di forza della produzione rendendo sempre diversificato l’avanzamento nella grande torre.
Da apprezzare invece il lavoro svolto dell’artista Danel Alexandrovich, in arte Daniel Deluxe, per quanto concerne la colonna sonora, con quest’ultimo che ha optato per un misto tra elettronica e retrowave che riesce alla grande ad accompagnare il giocatore nella sua avventura tenendo alto il ritmo di tutta la produzione.

Bello e punitivo

La scalata alla Dharma Tower è crudele, frustrante ma decisamente appagante, in Ghostrunner vi ritroverete ad affrontare più e più volte gli stessi livelli per portarli a termine in quello che è a tutti gli effetti un try and error ambientato in un mondo cyberpunk. Nel complesso il titolo riesce a far centro consegnando agli utenti un prodotto che punta decisamente sul lato del gameplay e del level design perfettamente calibrato lasciando il fianco forse ad alcuni aspetti artistici meno ispirati.
Mi raccomando munitevi di tanta pazienza e, possibilmente, di qualche pad di riserva.

*Versione Testata: PS4, grazie al codice fornitoci dal publisher

Ghostrunner

8

Trama

7.0/10

Gameplay

9.0/10

Grafica

7.5/10

Sonoro

8.0/10

Longevità

8.5/10

Pro

  • Tanto crudele quanto soddisfacente
  • Diversi approcci all'azione

Contro

  • In alcune sequenze un po' frustrante
  • Alcuni scorci risultano ripetitivi da vedere

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Alessandro Reppucci

Senior Editor e responsabile YouTube di Serial Gamer, da sempre innamorato follemente dei videogames, dai 5/6 anni in poi ha macinato giochi su giochi di ogni genere.

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