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Brigandine: The Legend of Runersia – La Bellezza della Guerra – Recensione

Sono stato rapito da Brigandine: The Legend of Runersia fin dalla prima volta che l’ho visto, e neanche sapevo che genere di gioco fosse. Quando poi si è presentata la possibilità di recensirlo, nonostante il periodo oberato, non ho potuto tirarmi indietro: c’era un profumo troppo importante di qualcosa che non valeva assolutamente la pena perdersi.

L’interesse però è solo il primo passo, e oggi siamo qui per parlavi di tutto il percorso che propone Brigandine: The Legend of Runersia.

Sviluppato da Matrix Software in esclusiva per Nintendo Switch, il titolo di oggi riprende la saga di Brigandine iniziata e interrotta con un singolo titolo uscito nel 1998 sulla ormai leggendaria Playstation 1. La storia ci porta nelle terre di Runersia, dove il potere magico del mana, donato dal Dio delle Rune abbonda benevolo e i cittadini della terra possono usarlo per acquisire forza e conoscenza. I più eccellenti manipolatori di questo potere si chiamano Rune Knights e tra questi cinque spiccano in maniera ancora maggiore, poiché possessori di una delle appunto cinque corazze che hanno incastonato un cristallo del mana. Non stupisce che questi cinque eroi siano a capo di altrettante nazioni sulla terra, e non stupisce che in un momento di così nutriti tumulti saranno proprio questi cinque guerrieri a dover guidare le rispettive nazioni verso la supremazia.

Noi giocatori? Beh noi iniziando la partita potremo scegliere uno di questi leader e farci guidare dal suo potere verso la grandezza, con l’obiettivo di unificare tutta Runersia.

Il gameplay proposto è quello di un ampio strategico a turni che pone come nostro obiettivo quello del controllo totale della mappa di Runersia in tutte le sue roccaforti. Iniziando la partita questi punti di snodo collegati tra di loro apparterranno alle diverse fazioni della terra, e sarà attraverso le nostre campagne militari che saremo chiamati a farli tutti nostri attraverso le scelte che faremo durante i nostri turni.

Questi saranno divisi in due fasi: la pianificazione e l’attacco.

Durante la prima fase potremo spostare le nostre truppe da un nostro territorio all’altro, svolgere semplici quest che saranno disponibili col proseguire della partita e fortificare i nostri castelli attraverso l’evocazione di mostri o la messa a punto dell’equipaggiamento sui nostri generali. Durante questo momento dovremo ovviamente anche decidere quali territori attaccare per estendere i nostri domini, caratterizzando dunque la fase di pianificazione come il passo preparatorio al momento dell’attacco.

Durante la fase d’attacco infatti saremo chiamati a comandare le nostre truppe sul campo di battaglia. Disponendo di diverse unità, dovremo muoverle e guidarle all’attacco del nemico in un tipo di partita sempre a turni, nella quale vincerà chi eliminerà tutte le unità nemiche. Ognuna delle nostre pedine così come i nostri generali avranno delle abilità particolari, che le caratterizzeranno in diverse classi e le renderanno più o meno efficaci contro i diversi tipi di nemici. Anche il tipo di terreno sul quale combatteremo farà la differenza, portando bonus o malus precisi ai vari tipi di guerrieri che schiereremo.

Tra un turno e l’altro inoltre la main story, diversa per ogni schieramento, continuerà attraverso delle fasi tipiche del genere visual novel, con lunghi dialoghi tra i protagonisti che snoccioleranno una trama interessante e fortemente politica fino al prossimo combattimento.

Il gameplay nel complesso è dunque molto canonico, ma riesce a colpire perfettamente nel segno andando a parare direttamente dove desidera e senza porre troppi fronzoli.

Quello che però stupisce maggiormente del titolo è il peculiare comparto artistico.

A fronte di una grafica in game non eccelsa, data da poligoni e modelli semplici oltre maniera accompagnati da animazioni altrettanto poco ricercate, tutto l’apparato delle illustrazioni è a dir poco maestoso. Nelle fasi relative ai dialoghi, nei filmati e in qualunque parte presenti l’occasione di mostrare una splash art di un personaggio, Brigandine: The Legend of Runersia mette in campo una cura incredibile e delle opere artistiche impressionanti: sono queste che mi hanno fatto mettere gli occhi sul progetto la prima volta ed è eccezionale notare come queste accompagnino l’immaginario del giocatore a voler proseguire nel gioco e nella sua trama.

In conclusione Brigandine: The Legend of Runersia è un prodotto più semplice di quello che sembra, ma comunque in grado di colpire nel segno. Il suo gameplay canonico accompagna il giocatore attraverso campagne soddisfacenti, e il suo comparto artistico riesce ad essere anima e cornice di un’opera davvero interessante.

*versione testata: Nintendo Switch, grazie al codice fornito dal publisher

Brigandine: The Legend of Runersia

7.2

Trama/Ambientazione

7.0/10

Gameplay

7.0/10

Grafica

7.8/10

Sonoro

7.0/10

Longevità

7.0/10

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Pietro Ferri

Senior Editor di Serial Gamer, è un appassionato di videogames fin da tenera età. Si interessa con dedizione all'approfondimento di qualunque forma d'arte che riesca a trasmettergli emozioni