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Nimbatus – The Space Drone Constructor: Esplorazione spaziale pezzo per pezzo – Recensione

Negli ultimi anni nel panorama videoludico indie si sono affastellate diverse “ondate” per quanto riguarda le tipologie di gioco proposte, e una capace di ritagliarsi un suo spazio è stata quella dei sandbox “di costruzione”; dal 14 maggio un nuovo titolo si aggiunge a questa collezione, ed è quello sviluppato e pubblicato (con WhisperGames) dallo Stray Fawn Studio: Nimbatus – The Space Drone Constructor, disponibile su Steam. Un titolo che appunto ci darà la libertà di costruire dei droni, come il nome stesso ci suggerisce, con il quale gareggiare, combattere o esplorare i nuovi e reconditi territori della galassia.

Blueprints and lasers

Come già citato, Nimbatus ruota interamente intorno ad un concetto: costruire. La struttura di gioco ricorda quella di titoli come Kerbal space Program, Robocraft o Besiege, ma ne è differenziato per la scelta di mantenere il tutto in 2 dimensioni, cosa che semplifica il sistema di assemblamento e messa in atto delle nostre “creature” rispetto ad un ambiente tridimensionale, senza però perdere eccessivamente di completezza, concretezza o studio oculato. Il gameplay si compone appunto sostanzialmente di 2 fasi, la prima di “creazione del drone” e la seconda di “utilizzo pratico” di quest’ultimo, che verrà studiato al fine di portare a termine al meglio le sfide preposte, di vario tipo.

Partiamo illustrando le due modalità che il gioco ha da offrire, ovvero cosa caratterizza il single-player e cosa il multiplayer; la modalità a giocatore singolo propone una campagna pensata come una sorta di “survival”: in un futuro postumo al 2120 l’umanità si trova al culmine delle possibilità per l’esplorazione spaziale, e il Nimbatus, la più grande e avanguardistica astronave-fabbrica di droni mai concepita è pronta ad affrontare tale impresa; noi vestiremo i panni del capitano a cui è stato affidato il compito di guidare questa indagine, e lo faremo potendo scegliere il nostro itinerario galattico e progettando droni in grado di affrontare, di volta in volta, le sfide trovate sui diversi pianeti, cosa che porterà ad accrescere la nostra disponibilità di parti robotiche per creare progetti sempre più avanzati. Nel farlo, dovremo però fronteggiare la pericolosa Corporazione, che ci metterà alle strette in ogni nostro movimento: avremo quindi un numero limitato di vite da perdere sotto i suoi attacchi, e dovremo tenere sotto controllo le nostre risorse procacciate con fatica; entra in gioco quindi una componente gestionale da tenere in conto, o sarà Game Over per noi. Ad aggiungere varietà avremo la proceduralità dei pianeti e delle sfide proposte, avremo diversi livelli di difficoltà e potremo scegliere una “classe” di partenza che garantirà bonus passivi; esiterà anche una classe per “professionisti”, quella del Programmatore, pensata per i fan più hardcore che potranno solo realizzare droni “autonomi”: infatti dopo la creazione del drone, solitamente saremo in grado di controllarlo sul campo di gioco, tranne che nel sopracitato caso in cui dovremo concepire (grazie ai Connettori, Sensori e componenti preposti) una macchina in grado di agire in totale indipendenza.

Nella modalità Multigiocatore invece, attrezzare droni capaci di autopilotarsi diverrà la norma: potremo infatti affrontare vari tipi di competizioni, ma in realtà saranno solo i nostri mezzi a prenderne parte, sfidando appunto quelli realizzati dai giocatori di tutto il mondo; così facendo ovviamente si abbattono le tempistiche e i possibili problemi dovuti ad una struttura di multigiocatore online vera e propria, ma si manterrà quel senso di sfida “inaspettata” tipica delle interazioni online. Le modalità inoltre cercheranno di sfruttare a tutto tondo le potenzialità di costruzione dei robot, saranno 5 ed ognuna con le sue particolarità: Timed Racing, una corsa contro il tempo per battere le leaderboard; Sumo, dove il nostro drone dovrà resistere ai colpi dell’avversario e cercare di spingerlo fuori dal ring; Brawl, il combattimento vero e proprio con armi distruttive; Race, la classica gara 1 v 1 a chi arriva per primo al traguardo; Catch, dove contenderemo il possesso di un obiettivo.

Come già accennato, la struttura bidimensionale del titolo renderà l’estetica molto semplice e lineare, si sarebbe potuto investire di più sulla presentazione di alcuni transizioni narrative, ma nel complesso il gioco è ben presentato e pulito; purtroppo la soundtrack risulta piatta e non molto stimolante o coinvolgente, i suoni dei componenti di costruzione sono curati e piacevoli, ma potrebbero capitare inconvenienti in cui il rumore esploderà nelle nostre orecchie in modo fastidioso, se andremo ad esagerare con le parti.

Passione costruzione

Devo essere sincero nel dire che il gioco, inizialmente, mi abbia sia intrigato che spiazzato; il fatto che si possa costruire in libertà un drone comandabile è il selling point del prodotto, è lì che il giocatore deve valutare secondo i suoi gusti quanto valga la pena l’acquisto, e sono rimasto piacevolmente coinvolto dalle possibilità proposte. Tuttavia, il primo impatto con la “campagna” è stato amaro: subito ha suscitato in me qualche dubbio la scelta della struttura survivalistica, di esplorazione quasi libera, piuttosto che uno schema come il precedentemente citato Besiege in cui ci verranno proposti di volta in volta sorta di puzzle ambientali da superare con la creatività delle nostre macchine, in maniera più lineare ma anche definita e stimolante; oltre a ciò, per quanto sia intuitiva e semplice la modalità di costruzione, all’atto pratico non sarà così banale muoversi nell’ambiente studiato: volteggiare su un pianeta, con una sua gravità e struttura, ma in un ambiente bidimensionale piatto non mi sembrava il miglior modo per sfruttare il gameplay, anzi.


Tuttavia qualcosa è cambiato dopo le prime ore di gioco, e qualcosa no: infatti richiederà un po’ di tempo abituarsi, ma una volta presa la mano risulterà tutto meno tragico del preventivato. Bisogna avere un po’ di pazienza per entrare nell’ottica di gioco e di gameplay effettivo, cominciare a collezionare qualche pezzo e non farsi spaventare dal lato gestionale, ma soprattutto per imparare tutte quelle micro-informazioni necessarie ad evitarci un’esperienza infernale: ad esempio, che la possibilità di rimanere incastrati è dietro l’angolo, e che faremo sempre bene a munirci di armi (che possono scavare la superficie del pianeta) e munirci di retropropulsori di emergenza.

Una critica che si può muovere al gioco infatti è una sottile mancanza di accessiblità, spesso dovremo andare di “trial and error” (cosa che si sposa male con la pressione psicologica del dover ponderare le tue esplorazioni) per capire cosa può funzionare e cosa meno, e alcuni errori potrebbero essere evitati da semplici descrizioni, info, mini-tutorial che però risultano assenti; se sarà banalmente intuibile che per recuperare un pezzo di carico metallico da un asteroide dovremmo equipaggiarci di “Magnete”, rimarrà un mistero della Fede la modalità in cui si dovrebbe “catturare” delle creature viventi come le Mante di Roccia (spoiler: ti seguono, devi buttarti tu stesso nel cargo di stoccaggio; ma guai a spararci). Fortunatamente, esiste l’opzione di testare ogni drone costruito prima di mandarlo all’avventura, consiglio di farlo SEMPRE, per un tipo distratto come me almeno è capitato più di una volta l’aver dimenticato di impostare i controlli dei reattori, o aver scordato la batteria per dare energia alle armi, e poi esser stato quindi costretto a ricominciare la missione dopo aver mandato essenzialmente un pezzo di ferraglia inutile alla deriva; anche così, sarebbe comunque gradita (se non necessaria) una piccola finestra informativa per ogni componentistica in modo da non lasciar dubbi sul loro funzionamento. Le mappe da esplorare riservano più di qualche sorpresa, ma le modalità di gioco risulteranno in breve tempo ripetitive; quindi sicuramente non ci si dovrà scoraggiare immediatamente con la campagna, e con un po’ di esperienza potrà risultare divertente, tuttavia è innegabile che sia ampiamente perfezionabile.

La modalità multigiocatore risulterà ovviamente più hardcore, dato che dovremmo misurarci con l’ingegno (spesso notevole) degli altri costruttori del mondo; ci sarà anche qui da armarsi di pazienza per progettare macchine degne di competere, ma va messa in luce una nota molto positiva: la possibilità libera di scaricare i droni degli altri giocatori dal workshop, per poi utilizzarli a nostro divertimento o nella preposta “Campagna Sandbox” (niente survival e poca gestione, potremo scatenarci sulle mappe dei pianeti creando macchine con tutte le parti desiderabili); ovviamente potremo caricare nel workshop anche le nostre creazioni, aspetto stimolante per gli aspiranti mastri costruttori.

In sostanza, Nimbatus non è un gioco esente da difetti e risulta certamente grezzo in alcuni aspetti, tuttavia può facilmente render felice una buona fetta di pubblico; è consigliato ovviamente a chiunque possieda la passione per la costruzione, in modo che il divertimento scaturisca naturalmente dalla gioia di vedere le proprie creazioni all’opera, e come già citato potrebbe soddisfare anche i palati più “professionistici” che vorranno progettare la macchina autonoma perfetta. Sicuramente infatti il gioco tirerà fuori il suo massimo potenziale nel momento in cui noi, giocatori, sparemo dedicarci il giusto tempo ed impegno per realizzare macchine sempre più complesse ed originali; inoltre credo anche sia adatto a chi voglia “avvicinarsi” a titoli del genere, infatti la struttura bidimensionale limiterà le nostre possibilità di creazione su due assi rendendo il tutto più abbordabile e di semplice approccio. Rimane quindi un titolo consigliato, se ciò che si ricerca è la possibilità di creare, sperimentare, costruire, senza troppe pretese accessorie; e dovunque vi porti l’esplorazione spaziale, ricordate di armarvi sempre di laser!

*Recensione effettuata grazie ad un codice digitale (Steam) fornito dal publisher

Nimbatus

19,99€
7.2

Trama/ambientazione

7.0/10

Gameplay

7.7/10

Grafica

7.2/10

Sonoro

6.5/10

Longevità

7.5/10

Pro

  • Buona profondità per gli appassionati
  • Costruzione facilmente accessibile

Contro

  • Poco rifinito sotto alcuni aspetti
  • Mancanza di chiarezza ed informazioni

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