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Huntdown: Il sapore della mia nostalgia – Recensione

Huntdown

Quando il mio cervello si ritrova di fronte a prodotti che richiamano particolari periodi e/o luoghi della mia vita tende a farmelo captare grazie ad un singolare processo sensoriale: i ricordi, spesso e volentieri rievocati in maniera del tutto casuale ed all’improvviso, per me hanno un loro peculiare ed intenso sapore. Qualunque cosa sia riuscita a fare breccia nel mio cuore ha sicuramente un sapore che me lo ricorda, per quanto anche il suo ricordo possa essersi sbiadito nel tempo.

Non mi stupisce quindi che Huntdown, titolo indie shoot’em up decisamente old school sviluppato da Easy Trigger Games ed edito da Coffee Stain Publishing in uscita il 12 maggio 2020 per Mac, PC, PlayStation 4 (versione utilizzata per la stesura di tale recensione), Switch ed Xbox One, sappia indubbiamente di bibite gassate ghiacciate, bomboloni, ghiaccioli al limone e sale. Fin dal primo momento in cui ho avviato il titolo sono stato pervaso da questo ampio ventaglio di sapori accompagnati da una non indifferente ondata di nostalgia, in quanto Huntdown ha il sapore delle mie numerosi estati passate in Emilia Romagna da bambino. Vogliate dunque seguirmi, cari lettori, in questo piccolo, nostalgico e quasi sinestesico viaggio in cui analizzerò nel dettaglio il titolo in questione, sperando di poter rievocare in qualcuno di voi le stesse sensazioni da me provate.

INSERT COIN

Huntdown calca infatti le orme di molti titoli da sala giochi che hanno per molti anni segnato le mie torride notti d’estate della mia infanzia; in particolar modo, questo titolo ricorda decisamente le meccaniche di una pietra miliare dei cabinati quale Metal Slug in quasi tutte le sue dinamiche di gameplay. Avremo infatti a disposizione tre personaggi diversi tra cui scegliere, Anna Conda, John Sawyer e Mow Man, per calarci fin da subito nelle decadenti strade post-belliche di una città dalle note cyberpunk il cui nome ci è ignoto.

Il nostro compito, in quanto cacciatori di taglie al servizio di temibili megacorporazioni, è molto semplice: massacrare qualsiasi cosa si frapponga tra noi ed il nostro obiettivo, ovvero i numerosi capi delle bande criminali che seminano il panico ovunque, utilizzando le diverse armi da fuoco e non messe a disposizione per noi dai nostri stessi nemici…o, meglio, dai loro cadaveri! Ci muoveremo dunque in quest’ambientazione divinamente realizzata a cavallo tra Ken il guerriero e Cyberpunk 2020 (il gdr cartaceo) in solitaria o, se lo vorremo, in compagnia di un amico grazie alla modalità coop locale, cosa che ho apprezzato particolarmente in quanto rende tanto l’atmosfera da sala giochi nel quale il titolo vuole farci calare; vi è da notare che purtroppo la modalità cooperativa non è disponibile online, il che è decisamente un peccato dato che sarebbe una feature che avrei utilizzato molto spesso. I nemici diventeranno sempre più numerosi e specializzati, costringendo anche i giocatori migliori ad analizzare al meglio la situazione prima di agire totalmente d’istinto, soprattutto alle difficoltà più elevate; a proposito dei nemici, va reso onore ai numerosissimi e vari boss che si dovranno affrontare, tutti decisamente ispirati, ciascuno da battere in un modo tutto suo, sintomo di un game design attento nella sua apparente semplicità.

Huntdown

Infatti Huntdown presenta dinamiche di gameplay ed un espediente narrativo decisamente semplici, figli di un’epoca ormai abbondantemente superata, ma che nonostante ciò riescono ancora a divertire nella loro natura decisamente frenetica ed arcade! A ciò si accompagna un crescente livello del grado sfida, che rende il gioco via via sempre più movimentato ed una vera chicca per i cacciatori di platini. Huntdown ha quindi cavalcato l’onda della nostalgia che si sta abbattendo attualmente sul palcoscenico videoludico, e lo ha fatto in modo superbo riuscendo a convincermi appieno.

Pixel sanguinolenti

Altro punto di forza di Huntdown risulta essere il suo comparto tecnico, efficace e caratteristico in ambedue le sue declinazioni. Dal punto di vista grafico esso presenta infatti uno dei migliori e più dettagliati lavori in pixel art al quale io mi sia mai approcciato, mostrando una cura per i dettagli talmente minuziosa dal risultare maniacale, dimostrandosi convincente anche in questi tempi moderni.

A sposarsi bene con essa troviamo un comparto sonoro accattivante e frenetico, che immerge appieno il giocatore nell’atmosfera e nel ritmo sancito dal gioco stesso. Inutile dire che anche qui la cura per i dettagli fa miracoli, mostrando che anche un prodotto nato da una produzione indipendente possa essere in grado di gareggiare con titoli di prima categoria uscendone comunque a testa alta.

Huntdown

Conclusioni

Huntdown inizialmente ha attecchito e puntato soprattutto sulla mia nostalgia, risultando un titolo di vecchio stampo in grado di ricordarmi della quantità smisurata di gettoni persi su di un cabinato assieme a quelli che furono amici e di cui ora stento a ricordare il viso; pian piano però questo titolo si è saputo rivelare come un gioco in grado di accattivare anche un pubblico più giovane e casual, che, a differenza mia, la sala giochi non ha avuto nemmeno occasione di vederla.

Huntdown, nel suo trovarsi con i piedi in due epoche videoludiche totalmente differenti, è riuscito a presentare un sistema di shooting che mi ha ricordato molto e divertito allo stesso modo di Doom Eternal, pur essendo TOTALMENTE differenti sotto tantissimi punti di vista. Questo a dimostrazione del fatto che Huntdown sia un gioco tanto adatto ai nostalgici, tanto quanto agli amanti degli shooter più recenti e moderni; potrete trovare questa perla videoludica che vi ripagherà diverse ore di divertimento all’insegna della frenesia omicida e delle imprecazioni al modicissimo prezzo di 19,99€…decisamente molto meno di quanto mi è costato finire Metal Slug 2 a furia di gettoni!

*Versione testata: PS4, grazie ad un codice digitale fornito dal publisher

Huntown

19,99€
7.7

Trama/Ambientazione

7.0/10

Gameplay

8.0/10

Grafica

9.0/10

Sonoro

7.5/10

Longevità

7.0/10

Pro

  • Atmosfera cyberpunk e distopica ben resa
  • Gameplay arcade e casual in grado di accattivare gran parte del pubblico
  • Ottimo e giusto grado sfida
  • Comparto tecnico curato e peculiare
  • Rapporto qualità prezzo

Contro

  • Assenza di coop online

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