Multipiattaforma PC PlayStation 4 PlayStation 4 Pro Recensioni Recensioni Giochi Xbox One Xbox One X

Call of Duty: Modern Warfare, L’alba di una nuova era – Recensione

Come accade ormai da diversi anni a questa parte la fine del mese di ottobre e l’inizio di novembre vuol dire solo una cosa per gli appassionati del genere sparatutto: Call of Duty. L’iconica serie targata Activision infatti si rinnova con un nuovo capitolo, Call of Duty: Modern Warfare, cercando di portare o meglio, riportare, il brand ai fasti di un tempo grazie alle sagge menti di Infinity Ward che, per quest’anno, hanno optato per un operazione diversa dalle ultime iterazioni andando a reinterpretare il capostipite della saga, quel Call of Duty 4: Modern Warfare che ha dato il la all’esplosione del franchise a livello mondiale. Tra una campagna che ritorna in grande stile ed il solito multiplayer ricco di possibilità, senza contare poi l’aggiunta (o meglio il ritorno) delle Spec-Ops, vediamo se quest’anno Activision e Infinity Ward sono riuscite a fare centro.

Ritorno in grande stile

Partiamo subito da uno degli aspetti più positivi della nuova iterazione della saga, ovvero la Campagna. Dopo l’assenza di quest’ultima in Black Ops 4, Activision e Infinity Ward hanno deciso di ritornare alla carica rispolverando alcuni dei personaggi iconici degli inizi della serie come il Capitano Price che per tutta la durata della storia, all’incirca sei, risulta senza ombra di dubbio il miglior personaggio presente sia per caratterizzazione sia per carisma. Il tutto, a parte alcune sezioni, è ambientato in Siria, nello stato fittizio dell’Urzikstan, con quest’ultimo colpito da una guerra civile lunga ben 20 anni, e si articola in una quindicina di missioni una più bella e intensa dell’altra che ci porterà ad assaporare e provare sensazioni che da un po’ di tempo non si vivevano all’interno di un campagna del franchise. Nel corso della nostra lotta contro il terrorismo mediorientale saremo chiamati a ripulire covi dei nemici, a svolgere delle “retate” notturne e così via, senza contare momenti crudi e forti come la sezione ambientata a Picadilly o l’esaltante capitolo armati di fucile da cecchino con tanto di angolazione e direzione del vento da calcolare tenendo a mente alcuni riferimenti suggeriti dal gioco. Tra le missioni poi non mancano le sezioni in stealth dove dovremo per esempio trovare degli ostaggi per ricavare alcune importanti informazioni con la possibilità di muoverci nell’ombra sparando anche ai lampioni e alle luci presenti nella vasta area della missione.
Sicuramente la campagna di Call of Duty: Modern Warfare si posiziona tra le migliori dell’ultimo decennio andando a rievocare sensazioni del primo Modern Warfare anche se per pochissimo non riesce a raggiungerne la stessa verve, forse per un finale non proprio perfetto. L’obiettivo degli sviluppatori inoltre è stato quello di ridar vita ad un brand che con le ultime iterazioni aveva perso qualcosa ripartendo da questo capitolo mettendo anche le basi per un seguito che si preannuncia esplosivo.

Spec ops sottotono

Insieme al ritorno della campagna troviamo nella serie Call of Duty anche le Operazioni Speciali che sono una sorta di prosecuzione diretta della storia nelle quali Price e la sua squadra affrontano una serie di missioni intente a sventare piani terroristici e quant’altro. Questa modalità però risulta ben presto staccata dalla Campagna principale non riuscendo a raggiungere né i suoi picchi né la sua epicità, la scelta da parte degli sviluppatori di utilizzare delle mappe decisamente ampie non ci è sembrata azzeccatissima anche perché spesso si finirà per essere circondati dai nemici dando vita a situazioni più confusionarie che altro soprattutto contando i vari Juggernaut che bisognerà affrontare. In ogni caso sarà possibile adoperare diversi approcci a seconda della tipologia di equipaggiamento che ci porteremo dietro: per esempio potremo decidere di affrontare una missione in stealth con silenziatori applicati alle armi o andare faccia a faccia coi nemici optando per un approccio più diretto. Oltre alle mappe a disposizione il team di sviluppo ha già annunciato l’arrivo di nuovi contenuti anche per questa modalità così da arricchire ancor di più le possibilità messe a disposizione degli utenti con ambientazioni e missioni inedite.

Possibilità a volontà

La tripartizione di Modern Warfare si conclude con l’offerta più ricca che come al solito consiste nel multiplayer, il quale vede uno schema di fondo classico della serie ma con qualche differenza sostanziale e diversi piacevoli innesti per quanto riguarda le modalità a disposizione. Innanzitutto il titolo basa le sue fondamenta sul presente, quindi niente salti sui muri o armi altamente tecnologiche che abbiamo visto nei precedenti capitoli della serie in favore di una maggiore concretezza sull’azione che risulta sempre frenetica, con un time to kill basso che risulta però meno frustrante dei suoi predecessori (connessione permettendo) ed una maggiore libertà di movimenti nelle mappe grazie ad un level design ottimo, forse il migliore degli ultimi anni.
Tra le novità più interessanti di questa iterazione della serie troviamo la possibilità di appoggiare l’arma ai limiti delle coperture o dei muri così da rimanere riparati ma allo stesso tempo riuscire a sparare davanti a noi; questa feature riesce ad aggiungere ancor più possibilità per gli scontri a fuoco con i giocatori che potranno presidiare al meglio le diverse zone d’interesse in partite come dominio o QG, inoltre la possibilità di appoggiarsi alle coperture rende il tutto ancora più tattico con l’intento di abbassare maggiormente il fattore frenesia che spesso risultava fin troppo accentuato in altri capitoli.
È proprio sotto questo aspetto che il team aveva anche pensato di eliminare la minimappa, richiamabile solo tramite UAV, che avrebbe potuto abbassare ancor più i ritmi di gioco in alcune situazioni, anche se, purtroppo, gli stessi sviluppatori hanno dovuto ripercorrere i propri passi riproponendola (per via delle lamentele della community) anche dopo aver svolto un lavoro eccezionale sotto l’aspetto del sound design.

Qualche novità la troviamo anche per quanto riguarda le varie classi che potremo selezionare e modificare prima di scendere in battaglia con il loadout che ricalca l’idea di qualche vecchio capitolo con la possibilità di applicare cinque accessori alla propria arma tra mirini, caricatori, lanciagranate e chi ne ha più ne metta per dar vita alla propria arma perfetta con statistiche ben definite. Ovviamente non mancheranno le possibilità di personalizzazione estetiche dell’arma con skin che andranno da mimetiche a digitali, fino arrivare alle classiche armi d’oro. A condire ulteriormente le possibilità di personalizzazione delle classi troviamo come sempre i classici perk, tre “abilità” che permetteranno di usufruire di qualche bonus durante le partite come per esempio restare invisibili agli UAV nemici o raccogliere le munizioni da altri giocatori caduti in battaglia. Ultimo dettaglio per finire la creazione dei loadout lo troviamo nei gadget da usare sul campo, dei particolari oggetti che si ricaricheranno nel corso della partita e andranno da casse di munizioni, alle classiche infiltrazioni tattiche e così via.

Modalità inedite

Finendo il discorso sul multiplayer non si può non parlare delle modalità presenti, sempre tantissime con alcuni nuovi innesti che fanno di sicuro piacere alla gran parte dei giocatori. Si parte con i classici deatmatch a squadre, dominio, QG e Cerca e Distruggi che presentano i capisaldi di ogni iterazione del franchise per poi passare alle novità, tra cui troviamo Gunfight, Attacco Informatico e Guerra Terrestre. Diciamo subito che Attacco Informatico è quella che delle tre ci è sembrata meno sul pezzo: l’obiettivo di questa modalità sarà quello di recuperare un dispositivo prima della squadra avversaria e piazzarlo direttamente nella base di quest’ultima, una sorta di variante di Cerca e Distruggi già vista in altre iterazioni della serie con l’aggiunta della possibilità di rianimare i propri compagni caduti durante i vari round; i veri piatti forti però risultano Gunfight e Guerra Terrestre: il primo è uno scontro due contro due in mappe decisamente più piccole rispetto a quelle classiche con le armi che vengono selezionate casualmente ad ogni round (oppure è possibile scegliere la versione con le armi da raccogliere nella mappa) con l’azione che risulta molto frenetica e con i round che spesso durano una decina di secondi; per quanto riguarda Guerra Terrestre, invece, è la vera e propria rivoluzione del multiplayer del brand: questa modalità permetterà infatti ai giocatori di affrontarsi in aspre battaglie con 64 utenti in quella che risulta una versione su ampia scala della modalità Dominio con la possibilità di percorrere vaste lande anche attraverso mezzi di trasporto. Questa risulta modalità risulta senza dubbio una aggiunta che andrà a modificare in maniera decisa le metodologie di approccio dei vari giocatori con la possibilità di sfoggiare ancor di più i propri cecchini ma anche di collaborare in maniera determinante con la propria squadra per arrivare alla vittoria.

Level Design per tutti

Concluso il capitolo dell’analisi del multiplayer bisogna per forza analizzare anche la qualità del level design di tutte le mappe presenti nel multigiocatore, che risultano tra le migliori degli ultimi anni per via della varietà e delle trovate utilizzate all’interno delle ambientazioni per non rendere sempre tutte le location fatte con lo stampino come qualche volta è successo in passato. Di mappe ce ne sono di tutti i tipi e delle più variegate, si passa da Picadilly, in cui ci muoveremo tra pullman inglesi e negozietti ai lati della strada, a Euphrates Bridge che ci farà vivere degli scontri avvincenti ai piedi di un imponente ponte situato sopra un fiume secco, o ancora Rammaza, una cittadina decisamente stratificata piena di abitazioni dove rifugiarsi e vicoli dove scontrarsi, senza poi contare le mappe già presenti nella beta come Azhir, Cave e compagnia. Insomma il level design è di altissimo livello e permette di incontrare una varietà raramente vista negli altri capitoli del franchise con moltissime possibilità sia in verticale che in orizzontale. L’unica nota stonata di queste incredibili e innumerevoli possibilità è, come sempre, quella di incontrare i soliti e maledetti camper, giocatori appostati nei posti più impensabili, negli angoli più stretti in attesa di spararvi in tutta tranquillità una volta oltrepassata una porta o aver salito le scale. Da apprezzare infine la possibilità di giocare ai Deatmatch in notturna con le mappe che assumono tutto un altro sapore dando vita a scontri inediti in ambientazioni nuove rispetto alle versioni diurne.

Comparto grafico in gran spolvero

A colpire di Modern Warfare è anche il comparto grafico generale che si presenta più potente che mai soprattutto per quanto riguarda l’illuminazione con continui contrasti tra luce e buio che continuano a colpire in ogni istante della campagna, ai quali vanno aggiunti degli effetti particellari ed una definizione delle texture ai massimi livelli; la campagna infatti colpisce per la cura riportata soprattutto nei vari personaggi presenti che godono di animazioni e poligoni dettagliatissime andando a segnare un punto di svolta nell’intera serie Call of Duty. Sotto questo aspetto poi anche le armi risultano eccezionali, ogni bocca da fuoco è infatti rappresentata nei minimi dettagli risultando pressoché perfetta sia dal punto di vista estetico ma anche sotto l’aspetto dei suoni con un lavoro di sound design incredibile sotto tutti i punti di vista.

La rinascita

Call of Duty: Modern Warfare è il capitolo della rinascita della serie, tra campagna e multiplayer Activision e Infinity Ward hanno fatto centro, dando vita addirittura ad uno dei migliori capitoli dell’intero franchise da dieci anni a questa parte consegnando ai giocatori una storia incredibile ricca di verve ed epicità anche grazie al ritorno di alcuni personaggi storici del primo Modern Warfare. Anche il multiplayer si assesta su livelli altissimi con le possibilità che sono moltissime grazie alle diverse modalità con l’aggiunta di chicche come Gunfight e Guerra Terrestre che permettono di vivere un esperienza ancor più unica.

*Versione Testata: PS4, grazie al codice fornitoci dal publisher

Call of Duty: Modern Warfare

9.3

Trama

9.0/10

Gameplay

9.5/10

Grafica

9.0/10

Sonoro

10.0/10

Longevità

9.0/10

Pro

  • Campagna esaltante
  • Multiplayer ricco di opzioni
  • Ottimo level design delle mappe
  • Comparto grafico di alto livello

Contro

  • Spec Ops sottotono
  • IA non al massimo

Alessandro Reppucci

Senior Editor e responsabile YouTube di Serial Gamer, da sempre innamorato follemente dei videogames, dai 5/6 anni in poi ha macinato giochi su giochi di ogni genere.

Potrebbero anche interessarti