PlayStation 4 PlayStation 4 Pro PlayStation Vita Recensioni Recensioni Giochi

Catherine Full Body: tra intrecci amorosi ed incubi – Recensione

Sono passati ben otto anni da quando Atlus ha portato nel mercato PlayStation 3 il titolo Catherine, una produzione che faceva del connubio tra narrazione e puzzle game il suo punto di forza, un mix tra una storia d’amore, sfumature horror ma anche un pizzico di osé che portava un’aria diversa dai classici JRPG giapponesi. Dopo tutto questo tempo la compagnia ha deciso di riportare in auge questo particolare puzzle game con diversi accorgimenti, dando la possibilità ai giocatori di vivere ancor più la storia del gioco aggiungendo addirittura un arco narrativo, ridefinendo il tutto in Catherine Full Body che risulta, in fin dei conti, una sorta di versione 1.5 del gioco di otto anni fa. Vediamo dunque se queste aggiunte hanno fatto bene al buon vecchio Vincent.

Il triangolo diventa un quadrilatero

Catherine Full Body racconta appunto la storia di Vincent, un trentaduenne fidanzato con un lavoro poco entusiasmante ed una vita abbastanza monotona che passa tra il letto, l’ufficio e il classico locale nel quale prendersi da bere con gli amici, lo Stray Sheep. In questa vita monotona Vincent viene sollecitato dalla sua ragazza di vecchia data, Katherine, a fare un ulteriore passo in avanti nella loro relazione e, come se non bastasse, il protagonista viene colto improvvisamente da una serie di incubi agghiaccianti che lo costringono a scalare una serie di pareti costituite da enormi blocchi al fine di rimanere in vita anche nella realtà. Pensavate che fosse finita qui eh, ma non è tutto dato che in mezzo a queste due situazioni si infileranno due ragazze: Catherine e Rin.
La prima si risveglierà a sorpresa nel letto del malcapitato protagonista facendo intendere di aver passato una notte di passione con quest’ultimo, mentre la seconda è la vera new entry di questo Full Body: Rin è infatti stata aggiunta nella riedizione del gioco targato Atlus con tanto di nuove sequenze narrative e sezioni ad hoc; la ragazza all’inizio del gioco viene salvata dallo stesso Vincent da un pericoloso stalker, questo li porterà ad instaurare un legame unico rispetto alle altre due pretendenti con la possibilità di cementarlo ancor di più facendo le scelte giuste oppure di ignorarlo bellamente facendone altre. L’aggiunta di Rin però non riesce a convincere del tutto visto che il triangolo amoroso così come era stato concepito da Atlus era pressoché perfetto, mentre quest’ultima non riesce a raggiungere lo charme e la caratterizzazione delle altre sue compagne.
In tutto questo il nostro compito sarà gestire l’intricata vita di Vincent passando tra classiche scene da visual novel a sequenze di puzzle solving mentre saremo costretti a dar corda alle tre ragazze facendo apposite scelte in un’avventura che si assesta sulla quindicina di ore di gioco.

Un incubo da scalare

Parlando del gameplay di Catherine Full Body è possibile distinguere due fasi principali caratterizzate dalle fasi del giorno e della notte: come già anticipato infatti il titolo alterna sequenze da puro visual novel, nelle quali dialoghi ed esplorazione circostante la a fanno da padrone, a puzzle game con il protagonista intento a sopravvivere ai suoi incubi.
Durante le ore diurne Vincent dovrà portare avanti la sua vita e le sue relazioni amorose e non con la vicenda che si svolgerà sempre all’interno del pub Stray Sheep, in cui sarà la possibilità di parlare con i clienti stravaganti del locale, leggere e rispondere ai messaggi del proprio cellulare e, ovviamente, approfondire i legami con le ragazze. In tutto questo le nostre azioni verranno giudicate da un apposito indicatore che segnalerà il nostro grado di bontà o di cattiveria.
Una volta che avremo chiacchierato e bevuto, col calar del sole, la giornata si sposterà nella casa del protagonista che, come già anticipato, dovrà lottare con i propri incubi. Il gameplay del gioco in queste situazioni verrà completamente stravolto dato che dalle sequenze di visual novel si passerà a momenti da vero e proprio puzzle game: il protagonista si ritroverà infatti a dover scalare una parete costituita da blocchi pericolanti con il solo obiettivo di arrivare in cima il più velocemente possibile al fine di sopravvivere. Per scalare la montagna di blocchi avremo la possibilità di spostare quest’ultimi nelle quattro direzioni consentite stando attenti a non precipitare nel vuoto.
La particolarità della versione Full Body è quella di aggiungere una serie di varianti rispetto al gioco base uscito su PS3: all’inizio potremo infatti scegliere una modalità Remix che ci porterà ad affrontare una serie di blocchi speciali uniti tra di loro oppure dei cubi difettosi che ci renderanno la vita più difficile costringendoci a cambiare la nostra strategia e, spesso, ad utilizzare il tasto rewind. Proprio in merito alla possibilità di riavvolgere il tempo poi si potrà scegliere se ridurre le possibilità di utilizzi di quest’ultimo oppure se aumentarle in base alla difficoltà, insieme all’opportunità di mettere in autoplay queste sezioni di gioco snaturando però l’esperienza di gioco. Oltre alla modalità principale poi troviamo tutta una serie di modalità extra che permettono di divertirsi esclusivamente in queste sezioni di gioco tra cui Babel e Colosseo: la prima consiste in una classica modalità sopravvivenza mentre la seconda permetterà di affrontare sfide competitive lottando con altri giocatori per raggiungere la cima della parete.

Qualità artistica

Oltre ad aggiungere possibilità di gameplay questa remastered offre un buon comparto grafico migliorando le cutscene e aggiungendone di nuove grazie all’introduzione del personaggio di Rin, con diverse scene inedite con un ottimo stile grafico che mantiene l’ottimo livello di tutto il resto del gioco. È proprio lo stile il punto nel quale spicca il prodotto confezionato da Atlus con una caratterizzazione dei personaggi unica e un design accattivante. Insieme al comparto grafico e artistico risulta ottimo anche quello sonoro con la possibilità di ascoltare tutta una serie di brani inseriti ad hoc che ben si sposano con le atmosfere del titolo; inoltre è anche possibile riprodurre le varie tracce in libertà tramite il Juke Boxe dello Stray Sheep, una mossa senza dubbio azzeccata per gli amanti delle colonne sonore. Infine da premiare anche l’ottima localizzazione italiana che riesce a far immedesimare al meglio nella storia di Vincent seguita dal classico doppiaggio in lingua inglese e giapponese.

Catherine Full Body è una riedizione atipica che non punta solo a riproporre un vecchio titolo ma cerca anche di portare alcune novità al suo interno con aggiunte significative sia dal punto di vista della trama che da quello del gameplay. Purtroppo l’aggiunta del personaggio di Rin va un po’ a snaturare quello che abbiamo potuto ammirare nel perfetto triangolo amoroso di Vincent-Katherine-Catherine. Il gioco rimane consigliatissimo per tutti gli amanti della prima versione per PS3 ma anche per coloro volessero cimentarsi in un’avventura diversa dall’ordinario.

*Versione Testata: PS4, grazie al codice fornitoci dal publisher

Catherine Full Body

8.7

Trama

9.0/10

Gameplay

8.5/10

Grafica

9.0/10

Sonoro

9.0/10

Longevità

8.0/10

Pro

  • Trama interessante e ben sviluppata
  • Sequenze puzzle ottime
  • Diverse aggiunte rispetto alla versione base

Contro

  • Il personaggio di Rin non si integra al 100%

Alessandro Reppucci

Senior Editor e responsabile YouTube di Serial Gamer, da sempre innamorato follemente dei videogames, dai 5/6 anni in poi ha macinato giochi su giochi di ogni genere.

Potrebbero anche interessarti