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Dead in Vinland – True Viking edition: L’alito gelido della morte su noi tutti – Recensione

Dead in Vinland

Dead in Vinland, titolo survival-narrativo creato dal team di sviluppo indipendente francese CCCP ed edito da Dear Villagers, giunge finalmente sulla console ibrida Nintendo Switch grazie all’aiuto degli editori Plug in Digital l’11 luglio 2019 nella sua versione più completa, ovvero la True Viking edition. Più completa perché si tratta di un vero e proprio bundle contenente, oltre ovviamente al gioco primevo, tutti i DLC già pubblicati precedentemente su PC, ovvero The Valhund, Battle of the Hoedings e Norse Side Stories.

Dead in Vinland si era già accaparrato buona parte del suo successo nella sua edizione su PC(della cui recensione ci occupammo tempo fa), che precede quella Switch di un anno abbondante; avere questo titolo portatile, ed inoltre nella sua completezza, è un richiamo che attrarrà molti giocatori che si avvicineranno al titolo per la prima volta, conquistandoli e assorbendoli completamente in esso. Questo è dovuto ad ottime meccaniche survival unite a componenti narrative tipiche delle visual novel, che in questo loro insolito mix creeranno una forte affiliazione tra giocatori e protagonisti fin dai primi momenti di gameplay. Ma andiamo ad analizzare Dead in Vinland in dettaglio.

Sventure su sventure su altrettante sventure

Le vicende iniziano quando la casa del vichingo Eirik viene misteriosamente assaltata nel bel pieno della notte; unica speranza per lui e la sua famiglia è quella di imbarcarsi alla bell’e meglio sulla propria drakkar lasciando ogni ricordo ed avere alle proprie spalle. Ma non c’è limite alla sventura, in quanto la nave finisce nel bel mezzo di una tempesta che, inevitabilmente, la porta ad un disastroso naufragio.

Fortunatamente i nostri, ovvero il sopraccitato Eirik, sua moglie Blodeuwedd, sua figlia Kari e sua cognata Moira, riescono a sopravvivere anche alla seconda catastrofe che li ha afflitti, sebbene sperduti in un’isola del tutto sconosciuta e senza possibilità di poter riparare quello che ormai è un relitto. Ciò che resta è rimboccarsi le maniche e fare di questo luogo inospitale e avvolto nel mistero la propria casa; ma se avete ben capito, i nostri protagonisti non sono certamente fortunati, anzi sarei ben più propenso a definirli come maledetti da non si sa ben quale forza superiore. A bussare alla porta per darli il benvenuto, il secondo giorno a seguito del naufragio, trovano il capo del clan locale, un pacatissimo vichingo ornato di teschi umani con un nome ancor più pacato: Björn Testa di Mannaia. Questo individuo, ben lungi anche solo dal poter essere ucciso con facilità, pretende un pagamento settimanale in beni e risorse; non ci è mai fatto intendere cosa accadrebbe nel caso in cui questo non venga elargito, ma non ci vuole certo molta fantasia per arrivarci. Benvenuti nell’incubo di questa, tristemente maledetta, famigliola di vichinghi.

Dead in Vinland

Sopravvivere non è mai stato più arduo

Il game design di Dead in Vinland si basa su ben pochi concetti, elaborati però finemente ed in maniera eccelsa; ogni giocatore dovrà infatti raccogliere risorse da impiegare sia per la propria sopravvivenza, che per il pagamento che per le migliorie dell’accampamento stesso, esplorando nel frattempo l’isola alla ricerca di alleati ed indizi che possano illuminare sulla natura della stessa. Questo chiaramente andrà fatto in modo coscienzioso e ponderato, in quanto ogni passo falso potrebbe portare ad una tanto repentina quanto drastica conclusione della propria partita. Occorrerà infatti investire al meglio il tempo a disposizione, diviso in ben tre fasi della giornata: il mattino e il pomeriggio saranno utili per espletare i propri sopraccitati compiti e doveri; la sera invece servirà a rifocillare i propri personaggi per impedire che muoiano di stenti, sete o fame. Ad aggiungersi al già ricco calderone troviamo anche battaglie, dovute agli incontri casuali durante le fasi esplorative, ed il tempo atmosferico, talvolta amico, ma molto spesso nemico.

Per fare al meglio tutto ciò dovremo capire al meglio quale personaggio è più adatto a quale mansione, questo anche grazie ad un enorme stuolo di caratteristiche e talenti che li descriverà quasi a trecentosessanta gradi; creare un feeling con ciascuno di essi è necessario per comprendere al meglio il loro ruolo nella comunità che via via si va a creare. Chiaramente la morte è una presenza che alita costantemente sopra ad ogni partita, e, se andrà a toccare uno dei quattro membri della famiglia, porterà ad un’immediata sconfitta; per quanto riguarda i comprimari, invece, ciò non comporta nulla…se non un devastante impatto sugli equilibri che si erano andati faticosamente a creare. E tutto questo è la sola modalità Campagna, che si articola in tre difficoltà, ma Dead in Vinland presenta anche una modalità libera dalle tonalità roguelike chiamata Hoeding, in cui valgono tutti i presupposti sopraddetti esclusa la morte dei personaggi, che potrà colpire tutti indiscriminatamente senza causare la conclusione della partita.

Un mix incredibile che sebbene alla prima run potrebbe sembrare di difficile gestione, risulterà via via sempre più appagante e divertente; un processo di trial and error che potrebbe non entusiasmare molti, ma che è uno dei capisaldi del genere survival.

Dead in Vinland

Minimale ed efficace

E’ evidente fin da subito che Dead in Vinland sia una produzione indipendente, ma chiaramente ciò non toglie l’eccellente lavoro compiuto in ambito di game design; la cura per il dettaglio è infatti impiegata altrove, ma ciò non toglie che l’opera, nella sua minimalità, funzioni egregiamente.

A livello grafico risulta essere godibile nei suoi disegni ed animazioni in due dimensioni, sebbene talvolta vi siano difetti impossibili da non notare; tutto sommato Dead in Vinland riesce ad immergere perfettamente i giocatori tra le selvagge e desolate ambientazioni, questo anche grazie ad un comparto sonoro molto calzante seppur nella sua eccessiva ripetitività. Bisogna però ricordare ai lettori che le produzioni indipendenti vanno tenute in considerazione soprattutto per le idee e le dinamiche di gameplay che presentano, e questo titolo, considerato in quell’ottica, stravince.

Dead in Vinland

Conclusioni

Dead in Vinland è un titolo di particolare interesse per tutti gli amanti del genere survival, soprattutto tenendo conto che, viste le sue peculiarità, si tratta di un titolo abbastanza unico e caratteristico. La sua replicabilità è elevatissima e diversificabile in molti suoi aspetti, cosa particolarmente apprezzabile in titoli di questo genere, e la modalità Hoeding non fa altro che aggiungere carne alla brace.

Un titolo che non punta alla magnificenza tecnica, ma alla completezza delle ramificatissime dinamiche di gioco, che terranno i giocatori più pazienti incollati allo schermo. Il porting sulla Switch è un ottimo punto a favore, soprattutto tenendo conto della completezza con cui esso approda sul Nintendo Shop e della portatilità, ma avrei sinceramente preferito la possibilità di utilizzare il touch screen della console, a lungo dimenticato, vista la tipologia di gameplay che il gioco presenta.

Dead in Vinland - True Viking edition

27,99 €
7.5

Trama

6.5/10

Gameplay

8.0/10

Grafica

6.8/10

Sonoro

6.8/10

Longevità

9.0/10

Porting

8.0/10

Pro

  • Diversificazione della propria esperienza ad ogni run
  • Ottime dinamiche di gameplay
  • Longevità elevata

Contro

  • Comparto tecnico migliorabile

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