PC Recensioni Recensioni Giochi

Dead in Vinland: Vichinghi dispersi – Recensione

Dead In Vinland è un gestionale/survival sviluppato da CCCP e distribuito da Playdius e Plug In Digital, che vede protagonista di una serie sfortunata di eventi una famiglia vichinga.

Privati della casa, vengono esiliati dalla propria terra e , per nave, vagano in cerca di un luogo in cui vivere serenamente.

Naufragati a seguito di una tempesta verso un’isola sconosciuta, costruiscono un’accampamento e si adoperano per ottenere le risorse necessarie alla loro sopravvivenza e iniziare una nuova vita, nella speranza che qui finalmente non siano oppressi.

Per Iniziare

Il tutorial è fondamentale per introdurre i novizi al gioco sebbene, data la complessa ramificazione di competenze dei nostri sventurati norreni, ne abbiano bisogno anche i giocatori più esperti.

Il nostro compito è quello di indicare, in base alle abilità dei personaggi, quali azioni eseguire durante le giornate per migliorare la situazione critica e scampare alla morte.

La sopravvivenza è determinata dalla salute fisica e mentale dell’individuo e, nel caso in cui anche solo una delle due (a causa di malattie, ferite, inedia o disidratrazione) sia carente, la partita terminerà. Per evitare che ciò accada dobbiamo costruire tutto il necessario per il sostentamento dei vichinghi, raccogliendo risorse dalla natura ed esplorando i dintorni in cerca di oggetti.

La crescita dei personaggi è direttamente proporzionale all’attività svolta, in quanto questa aumenterà l’efficienza nel compiere tale azione nuovamente e la capacità di intraprenderne altre con minor difficoltà.

Edificare e ottenere cibo richiede però tempo ed energie di cui non sempre si disporrà, diminuendo le possibilità di sopravvivere e limitando il progresso dell’accampamento.

Se questo non dovesse bastare a complicare il tutto, il tempo atmosferico influenzerà negativamente e positivamente l’avanzamento delle attività, così come l’umore dei vichinghi.

Un luogo sperduto

L’isola presenta un solido ecosistema in cui flora e fauna dominano l’intero paesaggio mentre nel corso dell’avventura tesori, sepolcri e monumenti richiameranno alla mente del giocatore esempi di mitologia norrena (Divinità, citazioni e reliquie).

Guerrieri provenienti da regni differenti e situazioni catastrofiche interverranno a favore o meno dei naufraghi, nella speranza di adempiere a desideri o in cerca di una speranza a cui aggrapparsi.

Durante l’esplorazione dell’isola avvengono interazioni con il paesaggio che introducono elementi di Telltale:

Viene presentata al giocatore una situazione e varie scelte tra cui optare, dopodichè l’azione può risolversi con un successo e offrire ricompense, oppure dimostrarsi un fallimento, non ottenere alcunchè e persino punire l’avventuriero per il tentativo.

Le opzioni sono accompagnate da una percentuale che ne determina il successo e l’abilità a cui si appella per il calcolo statistico, avendo così sempre un’idea della scelta più vantaggiosa. Va sottolineato che non si è obbligati ad interagire con l’ambiente ed è possibile attendere e pianificare successivamente di ritornare nello stesso luogo a compiere l’azione quando l’esploratore è finalmente predisposto.

L’esplorazione può anche condurre allo scontro con creature ostili e trasformare il titolo per breve tempo in un GDR.

I combattimenti si svolgono su due corsie, una per le armi bianche e l’altra per le armi a distanza.

Ogni guerriero ha un valore di iniziativa, che quantifica la sua rapidità ad agire, e un numero limitato di punti azione da investire in attacchi e spostamenti. A dispetto di molti titoli, tra cui anche Darkest Dungeon, le ferite riportate hanno un’enorme impatto sia sull’esito della battaglia sia nello svoglimento di azioni abituali.

Questi due minigiochi permettono di testare sia le competenze richieste dal giocatore per accedere a vantaggi nel piano gestionale, sia spezzare quella ripetitività tipica di altri titoli simulativi.

E per finire

Le circostanze narrate in Dead in Vinland trasmettono subito empatia al giocatore, spronandolo a cercare in ogni modo di salvare gli sventurati, anche se questo vuol dire gestire una ventina di statistiche diverse per personaggio.

I vichinghi devono inoltre far fronte al trauma dell’esilio, costretti a vivere in rifugi di fortuna sono attanagliati dalla depressione e necessitano di una certezza che il giocatore , grazie alle sue scelte, può garantire. L’esperienza di gioco risulta così appagante: tutto il gioco si muove in blocco, le attività si espandono così come il passato dei protagonisti e i loro tratti distintivi vengono scoperti davanti al focolare.

La storia, apparentemente lineare, nasconde invece biforcazioni che cambiano il risultato stesso della vicenda e rendono unica ogni partita intrapresa, a partire dalla crescita dei vichinghi che è caratterizzata da una forte personalizzazione.

Ogni decisione ha il suo peso a livello universale e pone il giocatore in situazioni in cui sembra poggiare su un vero e proprio trono, dal quale osserva i progressi dei sudditi, mentre in altre è completamente in balia degli eventi e non può che accettare la sventura proprio come i protagonisti.

L’aspetto grafico, dall’ambientazione al design dei personaggi e le meccaniche di gioco, dalle animazioni alla cura dell’albero tecnologico, mi hanno lasciato un’ottima impressione su questo titolo sviluppato da CCCP di cui consiglio anche il predecessore Dead in Bermuda che non potrà certamente deludervi.

*Versione testata PC: grazie al codice fornitoci dagli sviluppatori

Dead In Vinland

Dead In Vinland
8

Trama

7.5 /10

Gameplay

7.5 /10

Grafica

9.0 /10

Sonoro

8.0 /10

Longevità

8.0 /10

Pro

  • Meccaniche efficienti
  • Personaggi ben delineati
  • Rigiocabilità soddisfacente
  • Longevo

Contro

  • Ostico per i novellini
  • Lento ad ingranare

Potrebbero anche interessarti