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Life Is Strange 2 Ep.3: Wastelands – Ancora in Viaggio – Recensione

A ormai diversi mesi dall’uscita del secondo capitolo di Life Is Strange 2, che avevamo avuto il piacere di giocare e recensire, Dontnod Entertainment si presenta in quello che è un maggio abbastanza tranquillo dal punto di vista videoludico con il suo terzo appuntamento.

L’estate sta solo bussando alle porte, e in un momento dove i titoli altisonanti stanno ancora delineando la loro calendarizzazione per i prossimi mesi, gli sviluppatori della celebre saga narrativa di LiS si presentano con decisione a portare il nuovo capitolo di Life Is Strange 2, chiamato Wastelands, facendo fare un altro passo nel viaggio di Sean e Daniel, i protagonisti.

Solamente soffermandoci al titolo, “Wastelands” è quello che si può definire un “Falso Amico”: una parola che sembra richiamare alla tematica del viaggio e dei grandi spazi aperti e che in realtà cela un impianto narrativo di capitolo che vede un’ambientazione fissa in un solo luogo, per quanto tappa di un percorso più grande. Non solo per i nostri protagonisti.

Avevamo infatti lasciato Sean e Daniel alla fine di Rules in fuga dalla casa dei nonni materni, e li avevamo visti solo di sfuggita ricongiungersi con il gruppo di vagabondi di cui è parte Cassidy, la ragazza che Sean aveva incontrato ai mercatini di natale insieme al piccolo Chris (al secolo Captain Spirit) e suo padre. Nella rocambolesca fuga infatti i fratelli lupo erano riusciti a saltare su un treno, dove incappando appunto in Cassidy e compagnia avevano deciso di unirsi a loro almeno per un po’.

La narrazione di Wastelands inizia proprio qui, con Sean e Daniel parte integrante di un campo nascosto nella foresta dove Finn, la figura più simile ad un capo del gruppo, ha accolto i suoi fratelli proponendo loro lo stesso lavoro che svolgono anche tutti gli altri: manodopera in una piantagione di Marijuana nascosta nella foresta poco distante dal loro campo.

Come primo approccio all’episodio ci troviamo dunque davanti ad un Sean alle prese con la sua nuova quotidianità, che attraverso i suoi soli movimenti ci accompagnerà a capire in che razza di situazione si sono cacciati i due fratelli. La vita al campo infatti è forse regolare, ma non certo semplice, e ad aggiungere benzina al fuoco ci si mette anche un Daniel con i suoi poteri più bambino che mai.

Riusciranno i due protagonisti a non rimanere invischiati in quella che sembra una vera trappola, a proteggere i poteri di Daniel e a proseguire il loro viaggio verso il Messico?

Come al solito, la risposta risiede nelle scelte dei giocatori di Life Is Strange 2.

A fronte di un impianto tecnico che non ha senso riesaminare in quanto perfettamente coerente con quanto detto nelle recensioni degli scorsi capitoli, a fare un passo avanti in Wastelands è la scenografia: all’interno di LiS2 non mi era mai capitato come questa volta di essere colpito da una scelta fotografica precisa o da un’immagine particolare capace di catalizzare l’attenzione davvero come fosse un film.

Certo l’ambientazione della foresta, già vista ma gestita ottimamente, ha una parte importante in questo, ma i meriti sono di sicuro da cercare maggiormente tra sviluppatori e sceneggiatori, che come sempre hanno saputo sfruttare in modo perfetto le carte che avevano in mano per creare qualcosa di grande impatto visivo.

Quello di cui di fatto c’è da parlare riguardo al nuovo episodio di LiS2 però è per quanto riguarda tematiche e personaggi: nonostante solitamente le opere di Dontnod abbiano portato le prime collegate strettamente ai secondi, connettendo il background di ogni protagonista con uno determinato tema dominante, in questo spazio divideremo le due cose.

Il motivo è tristemente semplice: anche se probabilmente Wastelands è il capitolo che introduce più nuove figure, nessuna di queste è, almeno in questo momento, capace di sbilanciare l’interesse, per quanto mi riguarda.

Finn, Penny, il coltivatore di erba di cui non ricordo emblematicamente il nome in questo momento, tutti solo presentati superficialmente e nulla di più. Anche Cassidy, uno dei personaggi con cui più facilmente ci troveremo in sintonia, altro non è che lo stereotipo di un concetto astratto che canta e cammina. E ha i rasta.

L’unica caratterizzazione che ha la ragazza, appunto una delle figure di punta del capitolo, è voler essere libera in senso assoluto, slegata da vincoli personali o topografici (e allora perché si affeziona a Sean?). Fine della scrittura. Purtroppo, ad ora, Cassidy è semplicemente un pretesto per mettere un focus su una tematica legata ad una qualche gioventù, e a questa tematica si sottomette completamente come personaggio, facendosi schiacciare e non lasciando alcuna impronta sua propria.

Così come lei anche Finn resta una figura solo grattata superficialmente, facendo soltanto annusare un amalgama di senso di ribellione, responsabilità, e desiderio di libertà da questa.

Dal canto loro i protagonisti rimangono esattamente gli stessi che avevamo conosciuto nei capitoli precedenti, con il rischio di diventare stucchevoli nonostante le succose anticipazioni del prossimo episodio mostrate dopo i titoli di coda di questo.

Anche in Wastelands un Sean sempre più babysitter si trova alle prese con i bisogni di un Daniel sempre più frustrato e conseguentemente infantile. La svolta arriverà nel prossimo episodio, quasi certo, ma per il momento la situazione si sta arenando, almeno a livello personale, in un tiepido status quo che DEVE lasciare spazio a qualcos’altro, e deve farlo subito.

In conclusione, siamo al respiro prima del grande balzo, direbbe il saggio. Life Is Strange 2 ha introdotto le sue carte con il primo capitolo e caricato con i seguenti una molla che ora è davvero pronta a saltare. Lo svolgimento della trama è proseguito in Wastelands più lineare del previsto e dal prossimo episodio quello che ci aspettiamo noi giocatori e l’inizio del climax, l’escalation emozionale che ogni LiS deve essere in grado di portare.

La tavola è apparecchiata, e i fan hanno già tovagliolo al collo e acquolina in bocca.

Life Is Strange 2 Ep.3: Wastelands

7.3

Trama

8.0/10

Gameplay

7.0/10

Grafica

7.0/10

Sonoro

7.5/10

Longevità

7.0/10

Pro

  • Sceneggiatura

Contro

  • Nuovi personaggi

Pietro Ferri

Senior Editor di Serial Gamer, è un appassionato di videogames fin da tenera età. Si interessa con dedizione all'approfondimento di qualunque forma d'arte che riesca a trasmettergli emozioni

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