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Requiem – Il ciclo delle anime – Recensione

Shockdom ha da poco avviato una collana manga, di cui fa parte, tra gli altri, Requiem di Fabrizio Cosentino.

Un fumettista promettente, Cosentino, che avvia la sua nuova carriera da autore completo proprio con Requiem, tornando in patria sotto l’ala protettrice di Shockdom.

Lo abbiamo incontrato alla Star Shop di Perugia sabato 23 marzo per parlarne e, mentre la suddetta intervista la potete trovare qui, la recensione della sua prima opera la trovate di seguito.

La trama

Il Sovrano degli Eterni ha spezzato il ciclo vitale delle anime ed imprigionato la morte, non permettendo a nessuno di morire o di nascere. Ha creato così un mondo fermo in una guerra infinita, in cui non ci sono né vincitori né vinti.

La sola ad opporsi al suo regno di Immortali è una strega di nome Niveh, dalle eccezionali capacità. Tra i suoi poteri è presente anche quello di liberare un’anima dalla propria prigione corporea per soggiogarla al proprio volere. Ed è proprio questo il caso del Guerriero.

Questi è un uomo di cui non sapremo mai il nome, con il corpo devastato da ferite che mai si rimargineranno e a cui la strega ha sottratto l’anima, nascondendola nel proprio corpo, riuscendo così a manovrarlo in ogni sua mossa. Nonostante i suoi continui tentativi di fuga, pian piano il Guerriero capirà l’importanza della missione di Niveh e l’abbraccerà, scegliendo di aiutare la strega nell’arduo compito di liberare la morte e ripristinare il ciclo vitale delle anime.

Disegni e stile

Il tratto di Fabrizio Cosentino è pulito come quello che ritroviamo in molti manga che appartengono allo stesso genere di narrazione, ma costellato di dettagli caratteristici del fumetto occidentale.

Nell’estetica di Requiem, Cosentino mette tutto il suo vissuto e si ispira a diversi mezzi di comunicazione. Primo tra tutti indubbiamente il manga, ma ben presenti sono le note del fumetto europeo e di quello americano talvolta. L’utilizzo sapiente delle sfocature in certe scene del fumetto, poi, dà l’impressione di star sfogliando un cartone animato o un videogioco, piuttosto che un fumetto.

Conclusioni

Nomen omen. Già dal titolo e dalla copertina, captiamo le nuances gotiche che caratterizzano ambientazione e trama. L’opera prima di Cosentino parla quindi di Eros e Thanatos, tematiche tipicamente gotiche, e lo fa con un’eleganza che sembra essere caratteristica dell’autore.

La trama si sviluppa bene, partendo subito dal centro dell’azione ed instillando nel lettore un crescendo di curiosità per sbalordirlo con le pagine finali. Il ritmo della narrazione è serrato, poiché (a differenza del manga) mancano momenti di riflessione interna ed autoanalisi dei personaggi, rendendo il tutto molto più organico ed istintivo.

Sebbene sia una storia autoconclusiva, si spera che questa non sia l’ultima volta che vedremo il Guerriero e la strega Niveh, ma questo è ancora tutto da vedere. Cosentino ci ha svelato che più di una volta ha riflettuto su un possibile proseguo di Requiem, ma che al momento non c’è nulla di certo.

Requiem

8

Voto Serial Gamer

8.0/10

Rebecca Sargo

Sin da piccola, si diletta in ogni genere di scrittura e comunicazione. Divoratrice di libri, manga e videogiochi, è la smanettona social media per Facebook ed Instagram.