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Shazam! – Supereroe con una parola – Recensione

Negli ultimi anni DC Comics continua la sua politica quasi marveliana sull’uscita di film incentrati su un singolo supereroe per svilupparne background e portarlo in auge come personaggio a sé stante, ed è così che dopo i recenti successi di Wonder Woman e Aquaman arriva nelle sale un altro cinecomic, ossia Shazam!.
Il film si basa sull’omonimo supereroe creato nel lontano 1939 da Bill Parker e C.C. Beck e noto ai tempi come Capitan Marvel e divenuto solo dopo famoso con il nome di Shazam (il nome di Capitan Marvel è rimasto nelle mani di Marvel) portando sullo schermo un supereroe più scanzonato e spensierato rispetto ai suoi predecessori ma non per questo risultando banale o scontato agli occhi del grande pubblico, anzi risultando ben più profondo di quanto ci si possa aspettare.

Sei stato scelto come Campione

La pellicola sorprende sin dall’incipit dimostrando di poter essere ben più seria in alcune occasioni rispetto ad altri cinecomic mostrandoci un piccolo incipit che prende luogo nel 1974 mostrandoci la “genesi” del villain impersonato da un ottimo Mark Strong, che riesce in ogni occasione a dare sostanza al personaggio. Conclusa questa prima parentesi si passa al vero protagonista del film, Billy Batson (Asher Angel), un ragazzino di quattordici anni che, abbandonato dalla madre in un luna park, continua a passare da una famiglia adottiva all’altra senza mai inserirsi in nessuna di queste per poi ritrovarsi in una casa famiglia gestita da Victor e Rosa, i quali hanno già in affidamento ben 5 figli tutt’altro che ordinari.
Passa qualche giorno e dopo un incontro ravvicinato con i bulli della scuola Billy Batson sarà scelto come nuovo campione da un misterioso Mago che gli donerà saggezza di Solomone, la Forza di Hercole, la resistenza di Atlante, il potere di Zeus, il coraggio di Achille e la velocità di Mercurio permettendogli così di trasformarsi in un vero e proprio supereroe (interpretato dal mitico Zachary Levy) semplicemente ripetendo la parola Shazam.
Ed è così che ingrana la vera e propria vicenda con il protagonista impegnato a scoprire tutti i suoi superpoteri ma allo stesso tempo obbligato a prendersi ben più grandi responsabilità rispetto alla sua tenera e “mascherata” età con persone da salvare e villain da fronteggiare, quest’ultimo posseduto da forze malefiche e pronto a mettere a soqquadro il mondo.
Nel complesso il film riesce nei suoi 132 minuti ad intrattenere alla grande grazie all’impeccabile sceneggiatura di Henry Garden alternando sia momenti divertenti messi in piedi da un ottimo Zachary Levy sia fasi più serie riuscendo quasi a sorprendere il pubblico in alcune scene legate al passato di Billy Batson.

L’importanza dei valori

È proprio questa contrapposizione che rende il film di alto livello, la pellicola parte con un idea chiara sin dalle origini del villain mostrandoci lo sviluppo di Thaddeus che non riesce a trattenere i suoi istinti verso il male tanto da non esser scelto come Campione dal Mago. Questo porta a riflettere su diversi aspetti come l’abuso di potere dopo esser stati maltrattati, questo non porta Thaddeus ad essere degno di ricevere i poteri di Shazam ma lo obbligherà ad una ricerca continua per rubare quanto non gli era stato concesso in tenera età. Proprio per questo entra in gioco Billy Batson che nel corso del film subisce una crescita non solo nel fisico per via dei suoi superpoteri ma soprattutto per quanto riguarda la mente, il ragazzino infatti si evolve nel corso della pellicola riuscendo ad accettare sempre più la sua nuova famiglia e capendo cosa sia giusto e sbagliato andando a valorizzare la propria famiglia adottiva e mettendo una pietra sopra al suo passato, con questa che risulta una delle scene più toccanti del film.

Più trama meno spettacolo

È proprio dove i precedenti film targati DC e Warner avevano fatto vedere diverse cose buone che Shazam viene a mancare, ossia la parte scenografica e d’azione, la pellicola infatti riduce di molto le sequenze di combattimenti e più spettacolari che avevamo visto in precedenza a favore di una trama e di alcune tematiche come la famiglia e la consapevolezza dei propri mezzi che assumono un ruolo centrale. Le uniche scene d’azione non sono eccelse e non brillano per originalità anche per via della componente ironica che spesso le accompagna come nel caso dello scontro tra Shazam e il Dottor Sivana che viene preceduto da un lungo battibecco a distanza nel quale Shazam non riesce a sentire il discorso del villain. Forse si poteva osare di più sotto questo aspetto rendendo più spettacolari alcune sequenze così da far risaltare anche la vera potenza di un supereroe che possiede diversi superpoteri ma che risaltano in poche occasioni.

Shazam! va ad inserirsi in quella che possiamo chiamarla “la nuova era” della DC con film su supereroi forse meno conosciuti rispetto ai soliti Batman e Superman ma non per questo meno importanti. Dopo gli ottimi Wonder Woman e Aquaman, Shazam riesce in maniera diversa a far valere la sua forza proponendo una trama ben strutturata e degli ottimi spunti di riflessione anche grazie all’ottima scrittura. Valori come la famiglia vengono messi molto in risalto nel corso del film e vengono conditi da una preponderante dose di ironia e divertimento con diverse citazioni azzeccatissime.

Shazam!

7.5

Regia

7.0/10

Fotografia

7.0/10

Montaggio

7.5/10

Interpretazioni

8.0/10

Sceneggiatura

8.0/10

Pro

  • Tematiche ben trattate
  • Zachary Levy è sempre sul pezzo
  • Trama ben sviluppata

Contro

  • Combattimenti non in risalto

Alessandro Reppucci

Senior Editor e responsabile YouTube di Serial Gamer, da sempre innamorato follemente dei videogames, dai 5/6 anni in poi ha macinato giochi su giochi di ogni genere.

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