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Devil May Cry 5: Il ritorno di Dante in buona compagnia – Recensione

A sei anni dal reboot della saga, non troppo amato da critica e fan, Capcom torna sui suoi passi e pubblica Devil May Cry 5, che segna il ritorno di Hideaki Itsuno alla direzione, dopo il successo del remake di Resident Evil 2 lo studio nipponico sarà riuscito a riportare ai gloriosi fasti di un tempo anche la saga di Dante? Scopritelo nella nostra recensione approfondita.

Un trio ben assortito

Disponibile dallo scorso 8 marzo su PC, PlayStation 4 e Xbox One, Devil May Cry 5 è ambientato diversi anni dopo il quarto capitolo della saga, con un misterioso personaggio, V, che assolda il buon cacciatore di demoni Dante per aiutarlo a sconfiggere Urizen, il nuovo “Re dei Demoni” che pare intenzionato a sfruttare il potere dell’albero Qliphoth e il sangue degli umani di cui si nutre, per accrescere a dismisura i suoi malvagi poteri, nonché responsabile della perdita del braccio destro di Nero.

Saremo quindi chiamati ad interpretare i tre personaggi, Dante, Nero e V, che con motivazioni diverse cercheranno di dipanare la matassa attorno ai piani misteriosi di Urizen, nel corso di venti missioni ben differenziate tra di loro. Per evitare ulteriori spoiler, ci limitiamo a dirvi che la trama di Devil May Cry V è davvero ben studiata, ricca di colpi di scena e condita da numerosi filmati che ci permetteranno di fare luce

Mentre la struttura di gioco rimane pressoché invariata dai precedenti capitoli, con missioni di esplorazione alla ricerca delle solite sfere rosse e dei numerosi segreti presenti nelle location proposte, a differenziare notevolmente il gameplay è proprio l’utilizzo dei tre diversi personaggi, molto diversi tra di loro sia a livello di abilità che di armi utilizzate.

Nero dopo aver perso il braccio destro, il Devil Bringer, ha ottenuto un nuovo braccio meccanico dalla bella Nico, tuttofare già presente negli scorsi giochi della serie, e proprio grazie al nuovissimo Devil Breaker avrà a disposizione una serie di protesi artificiali con tantissimi effetti diversi che spaziano dal fermare il tempo a poderosi colpi elettrici. Le protesi sono in pratica monouso e occorrerà raccoglierne di nuove durante l’esplorazione o durante i checkpoint in cui, da una cabina telefonica, potremmo chiamare direttamente Nico sul campo di battaglia per un veloce rifornimento. Il Devil Breaker inoltre può essere utilizzato per togliersi d’impiccio da situazioni troppo concitate e piene di nemici, attivando l’autodistruzione che in più di un’occasione si rivelerà fondamentale per la sopravvivenza del cacciatore di demoni, che potrà comunque contare sulle storiche armi del suo arsenale, la spada Red Queen e la pistola Blue Rose.

Il misterioso V invece non è un abile combattente e anzi è piuttosto gracilino, con un bastone come unica arma che servirà solamente per finire i nemici sconfitti dalle sue evocazioni. Il giovane infatti utilizza nel campo di battaglia tre diversi demoni, il pennuto Griffon per quanto riguarda gli attacchi a distanza, la pantera Shadow per quelli ravvicinati ed il colosso Nightmare, enorme e devastante “arma finale”, evocabile dopo aver riempito l’indicatore apposito e in grado inoltre di rendere accessibili passaggi altrimenti non esplorabili.

Il protagonista storico della serie invece, Dante, avrà a disposizione le fedeli pistole Ebony & Ivory, la spada Rebellion, i guanti Balrog e una serie di altre armi, oltre a quattro differenti stili di combattimento, selezionabili tramite croce direzionale in ogni momento, che consentono al figlio di Sparda di utilizzare diversi attacchi e di scegliere, in base all’occasione, se concentrarsi sui colpi a distanza, con la spada o coi pugni.

Le abilità dei tre personaggi andranno sbloccate negli appositi “alberi” dedicati, utilizzando le sfere rosse accumulate durante l’avventura in modo da poter sbloccare per prime quelle più consone allo stile di combattimento che si vorrà utilizzare e nella maggior parte delle missioni non avremo modo di selezionare quale dei tre eroi utilizzare ma saremo “obbligati” nella scelta dalla trama del gioco. Inoltre Capcom ha introdotto “Cameo System”, che ci permetterà, giocando online, di vedere in tempo reale in diverse missioni uno degli altri protagonisti gestito da un giocatore che sta completando DMC 5 sulla nostra stessa piattaforma di gioco. Non sarà mai possibile interagire con gli altri giocatori ma sarà possibile, grazie alla possibilità di votare a fine missione, ottenere diversi bonus d’incremento delle sfere rosse che come al solito saranno legate soprattutto alla valutazione finale del livello.

Ai primi livelli di difficoltà, disponibili appena avviato il gioco, Devil May Cry 5 è leggermente più accessibile dei suoi predecessori, e sarà affrontabile facilmente anche per quelli meno avvezzi ai giochi action di questo genere, cosa comunque compensata dalle numerose ulteriori difficoltà sbloccabili completando più volte il titolo.

Una volta completato il gioco per la prima volta infatti verrà sbloccato un’ulteriore livello di difficoltà (che non sarà l’ultimo disponibile, ovviamente) e la modalità di allenamento Il Vuoto, che ci permetterà di allenarci nell’utilizzare i tre personaggi alla perfezione. La prima run, della durata di circa 15 ore, infatti non basterà per sbloccare tutte le abilità dei tre eroi e sarà necessario rigiocare il titolo più volte per completare i tre alberi abilità e per poter provare tutti i poteri a disposizione. L’immancabile modalità survival, Bloody Palace, invece arriverà in seguito, durante il mese di aprile, con un aggiornamento gratuito già annunciato.

Tecnicamente al passo coi tempi

L’utilizzo del RE Engine, già visto in Resident Evil VII e Resident Evil II, ci permette di ammirare dei modelli poligonali davvero realistici ed effetti particellari e di luce davvero di ottima fattura, con un framerate stabile sia su Xbox One S che su Xbox One X dove abbiamo avuto modo di provare Devil May Cry 5. Anche il comparto audio ed il doppiaggio in inglese sono davvero di ottima qualità e la colonna sonora, oltre a proporre brani inediti studiati appositamente per questo quinto capitolo, ci permette di selezionare alcune delle musiche più belle dei giochi precedenti. Unica nota “stonata” della produzione è il level design che non ci è parso particolarmente ispirato, nonostante rispetto al quarto capitolo le zone esplorabili siano notevolmente più grandi e ricche di segreti.

In conclusione, Capcom sembra averci preso gusto e in questo inizio di 2019 non pare sbagliare un colpo, dopo il magistrale remake di Resident Evil II anche Devil May Cry 5 è un titolo non solo validissimo a livello di gameplay con una quantità di armi, abilità e combo possibili davvero impressionante ma anche con un comparto tecnico/grafico che mostra i muscoli del RE Engine della società nipponica, con filmati e scene di gioco davvero di altissima qualità ed un comparto narrativo che a nostro parere supera di molto diversi capitoli precedenti della saga. Titolo consigliatissimo agli amanti del brand e del genere e anche, grazie ad un riepilogo disponibile ad inizio gioco, accessibile a chi non avesse ancora avuto modo di giocare altri capitoli del brand dedicato all’iconico cacciatore di demoni.

Versione testata: Xbox One, grazie al codice digitale fornito dal publisher.

Devil May Cry 5

8.7

Gameplay

9.0/10

Trama

8.5/10

Grafica

9.0/10

Sonoro

9.0/10

Longevità

8.2/10

Pro

  • Comparto tecnico/grafico eccezionale
  • Trama ben strutturata e ricca di colpi di scena
  • Tre personaggi diversi e una miriade di abilità

Contro

  • Longevità migliorabile
  • Level design poco ispirato in alcune zone

Paolo Lorenzini

Editor in chief di Serial Gamer, dopo anni di gavetta su diversi portali videoludici ne crea uno nuovo perché crede in un'informazione libera ed obiettiva.

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