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The Awesome Adventures of Captain Spirit: L’Essenza del Supereroe – Recensione

I supereroi non sono mai chiamati a salvare se stessi.

Nell’ideale comune, tutti i poteri da cui derivano le grandi responsabilità devono essere usati dai paladini solo per salvare i più bisognosi, i deboli, gli indifesi. Ma se paradossalmente il bisognoso fosse proprio l’eroe, e questi usasse il suo potere per salvarsi, sarebbe ancora il bastione dell’umanità oppure si trasformerebbe immediatamente in un egoista?

The Awesome Adventures of Captain Spirit è il titolo della nuova riflessione travestita da avventura grafica di Dontnod Entertaiment, e tra le varie tematiche che questa affronta c’è anche quella del supereroismo, immerso in miriadi di altri problemi molto più materiali. La Software House, ultimamente davvero molto fertile in fatto di progetti, ha presentato questo titolo durante l’E3 2018, offrendolo come gratuito poco meno di una settimana fa e proponendo tramite esso una nuova esperienza simile a quella della saga di Life Is Strange, nel cui universo narrativo la storia prende luogo.

Le vicende narrate nel titolo sono ambientate nella fittizia cittadina di Beaver Creek dove Chris Eriksen, un bambino di poco meno di dieci anni, vive insieme al padre non esattamente nella migliore delle situazioni. Nonostante infatti la famiglia Eriksen fosse stata in precedenza un vero e proprio modello di amorevole nido domestico, dove il piccolo Chris aveva avuto modo di crescere tra l’affetto del padre, ex sportivo, e la madre artista, la morte di quest’ultima in un incidente d’auto ha scavato una voragine nel cuore degli ora due protagonisti: mentre Chris ha però affrontato il lutto nella maniera incosciente e triste solita dei bambini, il padre Charles non ha retto l’urto ed è precipitato nell’incubo dell’alcoolismo e della disperazione. Quale di questi due abbia fatto perdere a Charles il lavoro, il contatto con gli amici e i suoceri è difficile specificare.
Durante una fredda e limpida mattina di dicembre ci troviamo perciò a impersonare il biondo Chris, appena sveglio e richiamato dal padre per la colazione (uova e bacon per uno, birra in lattina per l’altro. Vi lascio indovinare). Dopo un breve dialogo volto a presentare situazione e personaggi, in un’atmosfera diventata ora nostalgica e triste per l’aleggiare del lutto in cucina, strapperemo a nostro padre una promessa per dare senso alla giornata: andremo più tardi a comprare un albero di natale per adornare il nostro innevato giardino. Prima però dovremo attendere che il buon Charles finisca di guardare sereno una delle sue amate partite di basket, quindi mentre nostro padre si avvia verso il salotto e si piazza davanti al televisore con la sua fedele bottiglia di wishkey (appena dopo la sana colazione), noi ci troveremo a dover occupare la mattinata nei panni di un piccolo sognatore.

Niente di più facile.

È ormai molto tempo che Chris infatti ha un suo alter ego: il fantastico Captain Spirit, un supereroe invincibile, senza macchia e senza paura, che il piccolo impersona nei suoi giochi per sconfiggere il malvagio Mantroid e la sua banda di supercattivi. Se infatti il bambino ha la mattina libera, un supereroe come Captain Spirit ha un intera lista di cose da fare:è proprio questa lista che ci indirizzerà nell’avventura, segnando per noi e Chris la rotta stellare in un mondo fantastico che si sovrappone a quello della reale Beaver Creek, sostenuto solo dall’immaginazione del giovanissimo sognatore. Attraversando i puzzle ambientali e completando indagini in giro per la nostra casa e il relativo giardino, Captain Spirit sarà chiamato ad accendere il malvagio scaldabagno nel tetra landa dell’oscuro ripostiglio, sconfiggere il terribile pupazzo di neve Snowmancer sul retro della casa, completare il suo costume da supereroe e giocare sul sedile del fuoristrada di Charles, per raggiungere il lontano pianeta dove Mantroid si nasconde dalla giustizia del supereroe.

Completando i vari punti della lista attraverso il gameplay che abbiamo imparato ad amare in tutta la saga di Life is Strange, saremo dunque guidati verso il finale dell’episodio, che si rivelerà non essere autoconclusivo. A seconda che decidiamo di pulire perfettamente tutte le cose che abbiamo da fare o di lasciarne indietro qualcuna, la durata dell’esperienza si attesterà tra l’ora e mezza e le due, massimo tre, sempre di ottima qualità.

Una delle parti più interessanti legate a questo titolo, come spesso accade in questo genere, è quella delle tematiche e dell’atmosfera: Dontnod fa ancora una volta un lavoro egregio nell’inserire argomenti forti come l’elaborazione del lutto, lo spettro della violenza domestica e l’alcolismo in una cornice che ci fa sognare attraverso la spensieratezza di un bambino, ma lasciandoci sempre con un piede per terra, consci del fatto che il lieto fine è ben lontano. Nonostante l’apertura nel finale che anticipa chiaramente gli episodi di Life Is Strange 2 infatti, nessuno dei protagonisti se la passa bene, e lo stesso epilogo di The Awesome Adventures of Captain Spirit è di fatto una sconfitta per tutti i protagonisti, schiacciati dal peso delle loro vite.

A fronte però di un lavoro di ottima qualità, dove anche il comparto grafico supportato dall’Unreal Engine regala scorci magicamente evocativi e una fluidità ottima in termini di frame rate su PS4, il titolo ha evidenziato a mio parere una piccola incoerenza a livello concettuale: presentato, come già detto, durante l’E3 2018, il titolo è stato fatto passare come uno spin off della serie LIS. Essendo stato “all’epoca” solo annunciato ma non presentato ufficialmente l’arrivo di Life Is Strange 2, personalmente mi aspettavo un titolo non per forza di una durata maggiore, ma che fosse almeno autoconclusivo e, appunto, uno spin off. Ci troviamo invece oggi davanti ad un vero e proprio episodio prequel, che anticipa con ogni probabilità i personaggi del secondo capitolo di LIS e che, restando ovviamente un prodotto di ottimo livello, mi ha infilato in bocca nel suo finale uno strano sapore di “marchetta” che proprio non riesco a togliermi.

Tralasciando questa che probabilmente è una piccolezza che prende sede solo nella mia testa, The Awesome Adventures of Captain Spirit è un prodotto di ottima fattura e perfettamente all’altezza di qualsiasi altro capitolo della sua saga di appartenenza. Distribuirlo gratuitamente su tutte le piattaforme è stata un’altra buona mossa di Dontnod, che è in questo modo riuscita a canalizzare l’attenzione degli appassionati (e non) sulla saga e sul suo titolo di prossima uscita. Il punto forte della produzione è, come ormai da marchio di fabbrica degli sviluppatori, essere un’esperienza immersiva, toccante e capace di far riflettere, erede delle avventure grafiche delle precedenti generazioni.
In un mondo che vuole investire sempre più denaro nel mondo dei videogiochi, The Awesome Adventures of Captain Spirit regala delle riflessioni e delle atmosfere malinconiche e sognanti, al prezzo non della vile pecunia, ma di poco più di un paio d’ore del nostro tempo.

The Awesome Adventures of Captain Spirit

The Awesome Adventures of Captain Spirit
7.4

Trama

7.8 /10

Gameplay

7.3 /10

Grafica

7.5 /10

Sonoro

6.7 /10

Longevità

7.5 /10

Pro

  • Tematiche
  • Atmosfera

Contro

  • forse ci si aspettava qualcosa di diverso

Pietro Ferri

Senior Editor di Serial Gamer, è un appassionato di videogames fin da tenera età. Si interessa con dedizione all'approfondimento di qualunque forma d'arte che riesca a trasmettergli emozioni

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