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The Terror: Gli istinti primordiali – Recensione

Tantissimi prodotti televisivi e cinematografici cercano di costruire un franchise, continuando a discapito della qualità del progetto, il quale perde nel corso del tempo l’efficacia che lo aveva contraddistinto. The Terror sembra volersi fermare alla sua prima stagione e noi saremmo molto felici di questa scelta; un ritorno della serie televisiva sarebbe superfluo, ogni elemento ha una conclusione e narrare ipotetiche situazioni successive o precedenti al prodotto in analisi, sarebbe un tentativo forzato di voler prolungare una serie televisiva. I personaggi, le varie storyline possiedono un mistero ricco di fascino, il quale non risponde a tutte le domande dello spettatore ed è perfetto così, raramente non approfondire alcuni aspetti può giovare al progetto, il quale tuttavia è molto solido nella scrittura, in cui la ricerca di esporre e tralasciare trova un equilibrio esemplare.

Basata sul romanzo omonimo di Dan Simmons, The Terror narra gli eventi della spedizione fallimentare nell’artico attraverso due navi che salparono nel 1845 senza fare ritorno. Gli uomini svaniti, le imbarcazioni scomparse e i documenti in nostro possesso non sufficienti, tracciano un percorso cronologico incompleto mancante d’informazioni.

Dan Simmons, scrittore statunitense conosciuto soprattutto per la tetralogia di romanzi nota come I Canti di Hyperion, riempie quei buchi storiografici inserendo elementi horror e fantasy. La serie televisiva perciò racconta gli incontri e gli scontri in quel luogo inesplorato, mistico e immobile, focalizzandosi su alcuni personaggi di cui non conosceremo l’intero background.

Cercare il passaggio a nord–ovest verso la terra di Re Guglielmo, sbloccando così rotte commerciali più efficaci, portò le navi più tecnologiche dell’epoca ad avventurarsi nell’Antartide; tuttavia nonostante l’impresa ben finanziata, nelle lande ghiacciate bellissime e letali, non ci fu nessun superstite.

Da una narrazione ferma in un luogo ostile e lontano, ci potevamo aspettare molti flashback come in Mine, buon film scritto e diretto Fabio Guaglione e Fabio Resinaro; tuttavia gli eventi del passato pur influenzando le azioni dei characters, non ci vengono quasi mostrati (sebbene qualche eccezione ci sia). La spedizione evolverà completamente i personaggi, i quali troveranno in quel gelido terrore l’istinto di sopravvivere e di ricongiungersi con quella parte sopita di tutti noi, quella primordialità umana che ci spaventa. Quest’ultimo è un tema molto ricorrente nella serie televisiva, il quale costruisce un sentiero verso la memoria, cancellata dal deserto ghiacciato; mese dopo mese i ricordi di ciò che desideravamo o temevamo si annulleranno, in risposta a ben più angosciose paure e a un solo desiderio: sopravvivere.

Ideata da David Kajganich, The Terror ha generato hype per il coinvolgimento di Ridley Scott come produttore, il quale vince un’altra scommessa. La messa in scena del prodotto è ben fatta e nelle ultime puntate dimostra la capacità di esprimere sottotesti interessanti, tramite un’unica inquadratura; invece non possiamo elogiare gli effetti visivi, i quali non sono scadenti ma presentano qualche ingenuità. I difetti sono insignificanti e vengono assorbiti dalla mole di contenuti costruiti e messi in scena benissimo, i quali restituiscono quel freddo immobile che ti consuma, mostrando il tuo vero io. Il ritratto solenne di questi uomini si frantuma episodio dopo episodio, a causa dell’ambiente che cela molto più del ghiaccio, forse una creatura temibile o probabilmente un Dio feroce e insaziabile.

8.1

Regia

8.0 /10

Fotografia

8.0 /10

Montaggio

8.0 /10

Interpretazioni

8.5 /10

Sceneggiatura

8.0 /10

Pro

  • Scrittura solida
  • Messa in scena ispirata

Contro

  • Qualche effetto visivo discutibile

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