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The Witch and the Hundred Knight 2: Un pupazzo cavaliere – Recensione

A poco più di un anno dalla pubblicazione in Giappone arriva anche nei negozi europei la produzione targata Nippon Ichi Software e NIS America, The Witch and the Hundred Knight 2, un 3D action RPG con visuale isometrica che ci porterà ad esplorare il mondo di Kevala impersonando un manania, un pupazzo animato chiamato Hundred Knight, che dovrà superare varie vicissitudini affrontando una marea di nemici facendosi largo per i vari livelli.
Sarà riuscita Nippon Ichi Software a trovare il giusto equilibrio tra un gameplay solido e una trama accattivante? Scopriamolo insieme in questa recensione.

Witch Disease

Il mondo di Kevala è afflitto da tempo da una terribile maledizione chiamata “Witch Disease“, una malattia che colpisce le ragazzine prima che compiano i dieci anni di età trasformandole permanentemente in streghe con tanto di terzo occhio sulla fronte che le contraddistingue.
La storia parte da un piccolo villaggio nel quale una giovane ragazza di nome Amalie è in cerca della sorella Milm misteriosamente scomparsa che, dopo qualche ora di assenza, ritorna con un Mana Flower come regalo per Amalie, anche se non sarà l’unica cosa in più che avrà “portato” con sé.
Infatti Milm è stata contagiata dal cosìddetto Witch Deasease di cui vi abbiamo parlato in precedenza, ciò la fa diventare una potenziale minaccia per tutto il villaggio e la comunità che immediatamente esilia le due ragazze per mantenere la pace e l’incolumità di tutti gli abitanti. Ad un anno di distanza dall’esilio forzato le due ragazze raggiungono il Weisse Ritter (WR) un’organizzazione medica determinata a sterminare le streghe e la relativa malattia attraverso l’uso di oggetti alchemici per potenziare i propri cavalieri.
Arrivate alla struttura Milm viene operata per impedire alla strega che c’è in lei di risvegliarsi definitivamente togliendo l’occhio dalla fronte e sventando la trasformazione; questo intervento però non va per il meglio e la ragazzina decede per qualche secondo, salvo poi risvegliarsi nella sua parte di strega dando anche vita al pupazzo di fianco a lei, chiamato Hundred Knight e apostrofato come manania (una bambola che prende vita col potere di una strega).
Risvegliatasi la strega si farà chiamare Chelka e sfrutterà il suo nuovo compagno per liberarsi e sprigionare il suo vero potere, da qui partirà la vera e propria avventura in cui saremo impegnati ad utilizzare il manania sotto gli ordini prima di Chelka e poi di Amalia affrontando moltissime vicissitudini e problematiche come per esempio la non completa trasformazione di Milm in strega, con ciò che porterà quest’ultima a riapparire nel suo corpo “sgomitando” con la sua altra parte di sé.
Nel corso della storia ci ritroveremo ad aver a che fare con molti membri della WR che ovviamente vedrà Chelka in un impervia lotta contro i membri di quest’ultima, oltre che a personaggi decisamente sopra le righe come Huninnmuginn il corvo, il vecchio animale da compagnia di famiglia trasformato sempre dalla strega in un essere umano con tanto di collare a forma di nido. La campagna comunque si assesta su buoni livelli sia per quanto riguarda i personaggi, con alcuni ben caratterizzati, insieme ai boss, sia per la trama in sé che comunque rimane ben strutturata anche se, a dire il vero, prosegue abbastanza in maniera lineare non dando troppo pathos al tutto.

Hundred Knight all’attacco

Di sicuro una delle frecce nella faretra di The Witch and the Hundred Knight 2 è il gameplay, discretamente vario e ricco di sfaccettature con la possibilità di aver a che fare con cinque diversi tipi di armi tra cui spade, bastoni magici, martelli, lance e falci, ognuna con le proprie caratteristiche peculiari tra cui attacchi veloci, colpi più lenti ma più forti e così via. Ma questo sarà solo una piccola parte, dato che in-game avremo a disposizione anche diverse skill tra cui il Third Eye, un potere speciale da strega che consentirà di migliorare i danni delle armi e gestire al meglio i folti gruppi di nemici, e il Mystical Dodge, grazie al quale potremo rallentare il tempo se compiremo una schivata un attimo prima che il nemico attacchi.
In tutto ciò dovremo anche tener conto delle GigaCalorie, una meccanica che andrà braccetto con lo stomaco del pupazzo e ci consentirà di recuperare tranquillamente vita fino a che queste non arriveranno a zero; per recuperare HP e AP potremo però utilizzare una serie di elementi curativi come per esempio foglie benefiche, antidoti e così via.
Ma le cose da tenere a mente non sono ancora finite dato che proseguendo con il gioco questo ci permetterà di scegliere diverse configurazioni di Hundred Knight chiamate facet, molto importanti e da giostrare al meglio assegnando a ciascuna diverse nuove skill che si sbloccheranno semplicemente salendo di livello con la possibilità di potenziarle per aumentarne sempre di più i vari effetti.
Infine da abbinare alle mosse abilità, ovviamente, ci saranno diversi tipi di armi, ben cinque, come abbiamo detto in precedenza che, insieme ai vari oggetti ottenuti uccidendo i nemici potranno essere comuni, rari, leggendari o addirittura d’oro, inoltre quando dropperemo qualcosa dai nostri avversari dovremo raccogliere un cubo colorato per sbloccare il nostro oggetto tra questi troviamo quelli verdi che conterranno oggetti curativi, quelli rossi le armi, gli azzurri armature o accessori, bianchi, invece, conteranno solo collezionabili da vendere o oggetti utili per il crafting così come quelli gialli; attenzione però perché gli oggetti che troveremo si andranno ad accumulare nello stomaco del pupazzo fino a che non completeremo lo stage o torneremo alla base, inoltre in caso di sconfitta perderemo tutto gli oggetti trovati fino a quel momento e riposti nel suddetto organo.
Infine tutto ciò che manterremo potremo poi fonderlo insieme per dar vita ad armi ancora più forti e possenti grazie alla Forgia della stanza Atelier della “nostra casa” chiamata Turga Castle che sarà anche essenziale per far aumentare di livello le nostre armi preferite.

The Witch and the Hundred Knight 2 è di sicuro un gioco ricco di sfaccettature per quanto riguarda il gameplay che ci offre diverse possibilità soprattutto nella personalizzazione delle principali abilità, infatti potremo scegliere se colpire i nemici da distanza ravvicinata con una build più possente e difensiva grazie al facet Power Fortress oppure se attaccare dalla distanza grazie al Marginal Gaze. Nelle varie aree che ci ritroveremo ad affrontare il gameplay sarà decisamente intuitivo e semplice da capire infatti avremo un solo tasto per attaccare normalmente con la possibilità dopo il quinto attacco di fila di attivare una speciale combo chiamata Depletura che permetterà di recuperare punti adrenalina per le skill e GigaCalorie, mentre con la pressione di r1 più l’apposito tasto potremo eseguire la skill assegnata dall’apposito menù.

I nemici che troveremo bisogna dirlo non brilleranno per intelligenza, dato che appena si accorgeranno di voi vi verranno incontro subito facendosi eliminare sempre facilmente in pochi colpi ad esclusione di quelli più importanti che dovranno essere attaccati più volte. Ovviamente dopo aver completato un livello dovremo anche affrontare l’apposito boss che tenterà di fermare il nostro prode Hundred Knight nel portare avanti il suo obiettivo corrente; bisogna dire che questi combattimenti risultano spesso molto più impegnativi rispetto allo stage appena completato anche se una volta capito il pattern di attacchi del nemico (generalmente composto da 4/5 colpi) sarà abbastanza facile schivare i suoi colpi ed aver la meglio.

 

La bellezza delle streghe

Dal punto di vista grafico il titolo si presenta in alcuni momenti discretamente con una caratterizzazione dei personaggi e dei boss notevole che riescono ad esprimere la loro personalità anche senza la presenza di cutscene ma con una narrazione in stile visual novel. I vari stage sembrano invece a volte fin troppo simili nella loro costruzione anche se alcuni sono decisamente ben fatti, stesso discorso per i nemici, che si presentano con una varietà non incredibile ma comunque accettabile con alcuni mob apprezzabili. Discreto anche il comparto sonoro che presenta alcuni brani in linea con l’atmosfera generale che riescono a tenere alta l’attenzione del giocatore per tutta la sua avventura. Parlando invece del comparto tecnico non abbiamo ravvisato cali di frame nel nostro giocato su PlayStation 4 standard con una fluidità ottima.

The Witch and the Hundred Knight 2 è un titolo molto valido che ci catapulterà in un universo decisamente accattivante alle prese con streghe e dei veri e propri cacciatori di quest’ultime il tutto con un gameplay action GDR divertente che ci terrà impegnati per ore a uccidere i vari mob diventando sempre più forti e andando ad affrontare dei boss sempre più epici.
La nuova fatica di Nippon Ichi è decisamente consigliata a chi ha spolpato il capitolo precedente, ma anche a chi volesse intraprendere un viaggio nuovo in compagnia dell’incredibile Hundred Knight in un ottimo action GDR.

*Versione testata: PS4, grazie al codice fornitoci dal publisher

The Witch and the Hundred Knight 2

The Witch and the Hundred Knight 2
7.7

Trama

7.0 /10

Gameplay

8.5 /10

Grafica

7.5 /10

Sonoro

7.5 /10

Longevità

8.0 /10

Pro

  • Combat system
  • Boss fight

Contro

  • Dopo un po' potrebbe diventare ripetitivo
  • Nemici in alcuni casi un po' troppo avventati

Alessandro Reppucci

Senior Editor e responsabile YouTube di Serial Gamer, da sempre innamorato follemente dei videogames, dai 5/6 anni in poi ha macinato giochi su giochi di ogni genere.

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