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UNDER NIGHT IN-BIRTH Exe: Late [st] – Uno strano picchiaduro rétro – Recensione

I picchiaduro in due dimensioni accompagnano la mia esperienza videoludica fin dalla tenera età, per cui l’idea di base di UNDER NIGHT IN-BIRTH Exe: Late [st] non mi dispiace affatto.

Chi di voi ha avuto il piacere di dilapidare il portafoglio dei propri genitori in sala giochi, un modo d’intrattenersi ampiamente superato ormai(e non potete immaginare quanto mi costa ammettere ciò), si ricorderà di quanto fosse bello spendere quelle misere 500 lire per poter combattere virtualmente con un amichetto; la spesa era decisamente ripagata, sia da vincitore che da perd…no, sto mentendo. In quei tipici picchiaduro arcade da sala giochi l’unica cosa che contava era vincere, anche a costo di consumarsi le dita premendo tasti in modo del tutto casuale. Vincere era tanto appagante, quanto fosse frustrante perdere. Si parla di un’epoca videoludica diversa, dove i videogiochi più conosciuti erano quelli che potevi giocare in sala giochi, visto il costo proibitivo delle console; un’epoca in cui l’arcade era il genere predominante.

A questo genere appartiene a pieno titolo UNDER NIGHT IN-BIRTH Exe: Late [st], edizione remastered e arricchita da parecchi contenuti aggiuntivi di UNDER NIGHT IN-BIRTH Exe: Late, rilasciato nel 2013 nella sola modalità arcade disponibile solo in Giappone e nel 2014 in versione PlayStation 3 e PC, sempre e solo per il paese del sol levante. Prima che il brand approdasse in occidente ci sarebbero voluti altri due anni, fino ad arrivare ad averlo anche per PlayStation 4 e PlayStation Vita nel 2018.

Vedendo il primo trailer di questa remastered ho rivissuto parte della mia infanzia passata nelle calde sere d’estate in sala giochi. Che dire, non avevo aspettative eccezionali, ma la mia parte più nostalgica sperava in un titolo particolarmente interessante. Posso dire con certezza di essere sia soddisfatto…che deluso.

“O è schizofrenico o è semplicemente un idiota” starete pensando, e lo farei anche io se mi trovassi nella vostra situazione! Di seguito cercherò di spiegare nel dettaglio il mio rapporto d’amore-odio con il suddetto gioco, descrivendone ogni suo aspetto in dettaglio.

“No. Non ho capito”

Iniziamo da quello che considero il peccato capitale di UNDER NIGHT IN BIRTH Exe: Late [st], ovvero la “trama”. Per accedervi bisognerà andare nella modalità Arcade, che, nonostante il nome ingannevole, ci porterà a rivivere gli eventi del gioco per ciascuno dei personaggi giocabili. Una figata paurosa: la possibilità di vivere il gioco da così tante prospettive diverse dona al gioco un’attrattiva non da poco…fino a quando non si inizia a giocare a tutti gli effetti.

Da quello che sono riuscito a comprendere, e vi assicuro non è stata un’impresa semplice, durante un evento chiamato Hollow Night alcuni ragazzi si sono tramutati in spadaccini dotati di super poteri, chiamati InBirth. Durante questa fantomatica notte il loro compito sarebbe quello di eliminare dei mostri/demoni che infestano la città; il sarebbe non è casuale, dato che a quanto pare vi sono fazioni di In-Birth che combattono tra loro a causa di un misterioso individuo chiamato Paradox.

La mia comprensione non è stata certamente aiutata dal fatto che il titolo parte senza nessun preambolo, immergendoti in un mondo che, a suo dire, dovresti conoscere, ma di cui in effetti non sai nulla: spesso si danno per scontate le relazioni tra i personaggi e l’utilità stessa di alcuni scontri, ma, cosa decisamente più fastidiosa, che si sappia cosa siano a tutti gli effetti degli In-Birth o che genere di evento sia l’Hollow Night. Ad ogni personaggio cercavo di capire di più, ma ogni volta la mia comprensione diminuiva al posto di aumentare. Insomma, un gran casino che mi ha solamente portato ad affermare, citando lo youtuber nostrano Yotobi, “No. Non ho capito.”.

Distruggere mani e dualshock in una volta sola: ci piace!

Dire che il gameplay di UNDER NIGHT IN-BIRTH Exe: Late [st] sia frenetico è poco. Tra dita doloranti e il dualshock devastato mi sono divertito in maniera folle: il desiderio di rivivere la mia infanzia era finalmente appagato! Oltre alla modalità arcade(/campagna) vi saranno altre modalità sfida che vi permetteranno di perfezionare il vostro stile di combattimento con gli svariati personaggi, oppure di combattere contro altri giocatori, in locale o multiplayer.

Ogni eroe ha uno stile di combattimento diverso e peculiare, a cui va unito un character design particolare dagli spiccati toni nipponici. Vi è però anche qui una pecca non da poco! Nella lista delle mosse di ciascun personaggio, al posto dei consueti simboli che contraddistinguono i controller Sony da ormai vent’anni, ci sono dei misteriosi tasti A, B, C e D…. una svista colossale che, fortunatamente, non mi era mai capitata tra le mani. Il gioco è godibilissimo anche pigiando tasti allo stesso modo in cui si fracassavano le teste dei malcapitati roditori in “Acchiappa la Talpa”, ma se occorre un po’ più di tecnica e conoscenza delle mosse bisognerà prima decriptare i fantomatici tasti. Un rallentamento del tutto non necessario e particolarmente fastidioso, soprattutto giocando online, ovvero quando il solo caso non basta.

Il rétro non guasta mai

Fin dai primi momenti sono rimasto colpito: avevo a tutti gli effetti un cabinato picchiaduro anni ’90 tra le mani. Una grafica pastellosa in due dimensioni su uno sfondo in 2.5 D con musica incalzante e grida di combattimento! Un comparto grafico volutamente rétro, che non ha problemi evidenti, ma che vista la trasposizione next gen poteva essere resa qualitativamente meglio. UNDER NIGHT IN-BIRTH Exe: Late [st] è una remastered di un gioco che già nel 2013 aveva un sapore nostalgico, che nel 2018 potrebbe anche stonare e non essere del tutto apprezzato, soprattutto vista la più che degna concorrenza in ambito. Se siete appassionati di picchiaduro ispirati ai cabinati anni ’90 il titolo fa per voi; se così non fosse potreste schifare il gioco fin dai primi minuti.

Conclusioni

UNDER NIGHT IN-BIRTH Exe: Late [st], per come è stato concepito, doveva essere un picchiaduro decontestualizzato da qualsiasi fine narrativo, esattamente come i titoli rétro a cui è ispirato. Ma così non è stato: avere una trama implica anche il curarsene appieno! Abbandonare il giocatore in una matassa di eventi intricati e disconnessi crea solamente fastidio, soprattutto tenendo conto del fatto che il titolo non è stato localizzato in italiano. Se il gioco fosse nato solo per vedere personaggi simil-anime picchiarsi a vicenda lo avrei sinceramente apprezzato di più. Non fraintendetemi però, avrei apprezzato la presenza di una trama realmente interessante, ma non in questi termini! Una storia deve essere narrata bene, altrimenti tanto vale ascoltarla.

La versione di UNDER NIGHT IN-BIRTH Exe: Late [st] utilizzata per la recensione è quella PlayStation 4, vi ricordiamo inoltre che il gioco sarà disponibile a partire dal 9 febbraio 2018, anche per PlayStation 3 e PlayStation Vita.

*Codice digitale PS4 fornito dagli sviluppatori

UNDER NIGHT IN-BIRTH Exe: Late [st]

UNDER NIGHT IN-BIRTH Exe: Late [st]
7

Gameplay

7.7/10

Grafica

7.3/10

Sonoro

7.3/10

Trama

5.0/10

Longevità

7.5/10

Pro

  • Picchiaduro dal gusto retrò
  • Divertente ed incalzante
  • Ampio roster di personaggi

Contro

  • Narrazione pessima
  • Comparto tecnico migliorabile
  • Difficoltà linguistiche

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