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Pylon: Rogue – Chiudi la porta, che entrano spifferi – Recensione

Pane e Salame EP.1

Pylon: Rogue, pubblicato e distribuito da QuantumSquid Interactive, è un roguelike particolare dal retrogusto un po’ vintage. Il sistema di gioco è basato sui fondamentali degli action-rpg, con la progressione del personaggio affidata agli equipaggiamenti e agli oggetti trovati in battaglia. La mappa è divisa in zone di gioco e Boss Fight, quest’ultimi sbloccati solo dopo aver superato un numero specifico di livelli. Questi, sono divisi in micro-arene, contrassegnate da porte e portoni, dove ci ritroveremo a sconfiggere 2 o più orde di mostri, alla ricerca della via d’uscita: ogni volta che ripuliremo una zona, saremo ricompensati con un forziere, dove potremmo trovare gemme (spendibili nello shop, sempre disponibile in ogni punto della mappa) o loot di vario genere. Oltre a queste casse ricompensa, si possono trovare ceste di “livello superiore”, apribili però solo tramite l’utilizzo delle chiavi (acquistabili o anch’esse lootabili), oppure ceste di fine livello, premio per i giocatori che ripuliranno tutte le zone prima di abbandonare il terreno di gioco: rischiare tutto per un succulento bottino, o darsela a gambe levate appena possibile? Your call.

A disposizione del giocatore ci sono 4 personaggi, al momento: il Paladino, la Roccia, l’Arciere e l’Assassino. Nonostante il rapporto 3:1 tra classi melee e classi ranged, c’è da dire che ad essere avvantaggiata è proprio quest’ultima, grazie alla sua manovra evasiva che le permette di sopravvivere anche alle ondate più caotiche. È anche vero, però. che il gioco è ancora in fase di bilanciamento, e che molte armi dei personaggi (che fungono da veri e propri stili, ognuno col proprio set di abilità) sono ancora bloccate: diamo tempo al tempo, e non preoccupatevi, il titolo è già godibile e giocabile.

Come ogni roguelike che si rispetti, il fattore C può come sempre darci una marcia in più, o bucarci entrambe le ruote: bramare quel cuoricino per ricaricarsi la vita dopo l’ennesima ondata, o esultare per aver pescato il “minion non morto” alla prima arena, sono emozioni che solo i gamer appassionati di roguelike possono capire.

Il comparto tecnico di Pylon: Rogue è solido, eppure ci ho messo tantissimo tempo per trovare il termine adatto per descriverlo a livello artistico. Per qualche motivo, mi è venuto in mente “piacione”: la grafica non fa gridare al miracolo, e i suoni sembrano pesantemente sintetizzati, eppure… eppure sono soddisfacenti! Ricorda un po’ quello stile anni 90, quello da sala giochi, con grafiche semplici ma con effetti e colori esagerati, che fanno sentire a proprio agio sin dai primi minuti di gioco.

Da un punto di vista esclusivamente grafico, quindi, il titolo è decisamente riuscito. Se un’interfaccia particolarmente grande non vi disturba, e lo stile un po’ vintage non vi fa storcere particolarmente il naso, tutto l’insieme funziona egregiamente. I particellari sono convincenti, la modellazione di personaggi e ambientazione tutto sommato buona. I nemici non sono altrettanto caratterizzati in molti casi, ma fortunatamente la lontana visuale isometrica non fa pesare tutto questo più del dovuto. Passando al sonoro, invece, gli effetti sono abbastanza basilari, ma si inseriscono nel contesto in maniera omogenea, assieme a delle musiche di sottofondo mai invadenti e che accompagnano le nostre sessioni in maniera pacata.

In generale, e per concludere, Pylon: Rogue è un titolo che funziona in quasi ogni suo aspetto, cosa fondamentale in un roguelike. Potrà ovviamente essere migliorato e ampliato grazie alle prossime (e già preventivate) patch di bilanciamento, che verranno modellate anche grazie all’attivo interesse per i feedback da parte degli utenti, che non solo permetterà dunque di bilanciare il tutto basandosi sugli effettivi fruitori del titolo, ma che dimostra come spesso il panorama indipendente è quello dove si vede più attenzione e partecipazione da parte degli sviluppatori.

Pylon: Rogue

Pylon: Rogue
76

Ambientazione

8/10

    Gameplay

    8/10

      Grafica

      7/10

        Sonoro

        7/10

          Longevità

          8/10

            Pro

            • Sistema di gioco semplice ma accattivante

            Contro

            • Classi melee attualmente penalizzate

            Leonardo Scarfò

            Appassionato di videogiochi da una vita, li considera la massima forma d'arte e di intrattenimento. Come un bambino che smonta i suoi giocattoli, cerca sempre di capire cosa c'è dietro la magia che avviene a schermo.

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