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Friday the 13th: The Game – Una lunga notte con Jason – Recensione

Friday the 13th: The Game

Con alcuni problemi al lancio, soprattutto sulle versioni console, è arrivato lo scorso 26 maggio su PC, PlayStation 4 e Xbox One l’atteso Friday the 13th: The Game, titolo multiplayer asimmetrico che ci permette di vivere una lunga e terrificante notte in compagnia di Jason Vorhees, iconico e brutale protagonista della celebre saga horror da cui trae ispirazione il titolo di Illfonic e pubblicato da Gun Media.

Friday the 13th: The Game era salito alla ribalta della cronaca videoludica non solo per una riuscitissima campagna crowdfounding, ma anche per la presenza nel team di sviluppo del regista della prima pellicola cinematografica, Sean Cunningham, nelle vesti di produttore e delle composizioni di Harry Manfredini, che già aveva prodotto le musiche per lo stesso primo capitolo di Venerdì 13 del 1980, cose che garantivano perlomeno ai fan la stessa atmosfera e lo stesso spirito della saga del brutale omicida da campeggio. Ci saranno riusciti? Scopritelo nella nostra paurosa recensione.

La mamma è una sola, ed è brutto non fare quello che dice

Come nella saga vista al cinema (o più probabilmente in DVD o videocassette), il “simpatico” ed “affascinante” Jason è spinto ad uccidere i poveri malcapitati finiti in una delle tre location finora disponibili, fedelmente riproposte dai film, spinto dalla voce della sua defunta madre, Pamela, che ricorderà all’omicida di finire il suo lavoro di epurazione dei malcapitati (fino a 7 nel multiplayer) piuttosto spesso.

Per il momento Friday the 13th: The Game non dispone di una campagna in single player, che verrà introdotta (compresa nel prezzo di lancio di € 39,99) più avanti nel corso dell’estate, e consiste nel giocare una partita di 20 minuti nel ruolo di Jason (presente in sei varianti corrispondenti ad altrettante pellicole del grande schermo) o di quello di uno dei dieci “Counselor”, anch’essi riproposti dai film di Venerdì 13. Lo scopo del gioco è sopravvivere o fuggire (o uccidere Jason ma come vedremo dopo è una missione molto ostica) nelle vesti delle vittime, cercando di collaborare con l’ausilio della chat vocale, oppure quello di massacrare, senza pietà alcuna, tutti gli adolescenti, privandoli così in maniera brutale del loro classico e festoso campeggio estivo americano a base di alcool e sesso.

Nei panni di uno dei dieci “superstiti” (tra virgolette perché sopravvivere non è per nulla semplice) dovremo cooperare con gli altri giocatori per riuscire a sfuggire alla furia omicida di Jason, utilizzando la macchina (con 4 posti disponibili) o la barca (due posti solamente), che necessitano di riparazioni e di componenti per poter essere utilizzati. Come in Dead by Deadlight, titolo molto simile nelle dinamiche di base, bisognerà completare alcuni quick time event per riuscire ad effettuare le suddette riparazioni, per esempio per montare la batteria nell’auto o l’elica nel motore della barca.

Per riuscire a superare la notte in Friday the 13th: The Game, oltre ovviamente a nascondersi o a fuggire all’interno della mappa dall’assassino per 20 minuti, è possibile anche chiamare la polizia, riparando una centralina di una delle case munite di telefono oppure chiamare Tommy Jarvis che, armato di fucile, può offrire un’ottima occasione per tentare di uccidere lo squilibrato protagonista della vicenda. Purtroppo per eliminarlo occorre che un giocatore nei panni di una superstite riesca a recuperare il maglione della madre di Jason, indossarlo e avvicinarsi per indebolirlo, visto che in fondo è un mammone (che abbia origini italiane?) e solo in quell’eventualità il colpo di fucile sarà letale per il serial killer. La fuga in auto può essere fermata momentaneamente dallo psicopatico che, mentre l’autista cerca di riaccendere il motore, potrà provvedere ad estrarre dal veicolo alcuni dei passeggeri; fuggire in barca invece è più facile e ci sono meno probabilità che Jason riesca a raggiungere i due fortunati natanti (anche se non è impossibile, visti i poteri di cui dispone).

Friday the 13th: The Game

I Counselor hanno a disposizione alcune abilità che forniscono dei vantaggi e migliorano (o peggiorano) le skill di ogni personaggio, avanzando di livello, oltre a sbloccare nuovi “eroi” si raccoglieranno dei punti, che possono essere spesi per “rollare” un perk casuale o per comprare skin e personalizzare le mosse speciali di Jason. Nella mappa sono presenti, oltre agli oggetti utili per riparare i veicoli, anche numerosi nascondigli (dagli armadi a sotto qualsiasi letto, dalle cabine sul lago alle tende) e numerose armi di ogni tipo (dalla padella all’attizzatoio, dalla chiave inglese al fucile passando per una spararazzi), più alcuni tipi di trappole ed oggetti curativi. Per sopravvivere a Jason occorrerà essere abbastanza furtivi, accovacciandosi e camminando lentamente, avere una buona dose di fortuna e sfruttare i pochi punti deboli del villain.

Nel ruolo di Jason invece avremo a disposizione diversi poteri, che si sbloccano in maniera conseguenziale durante la partita, a distanza di pochi minuti l’uno dall’altro e che poi sono utilizzabili in base ai tempi di ricarica degli stessi; si passa dal teletrasporto in un punto a scelta della mappa, ad una modalità “stalker” in cui la visuale viene centrata sulla vittima e il tempo leggermente rallentato, ai sensi ultrasviluppati che permettono di vedere per qualche secondo la posizione delle vittime in movimento o ancora allo spostamento in maniera veloce per diversi metri sotto forma di “presenza”, smaterializzando il proprio corpo e facendolo ricomparire in prossimità del malcapitato o lungo la traiettoria di fuga dello stesso.

L’assassino inoltre ha a disposizione diverse “mosse finali” con cui terminare i malcapitati campeggiatori, tra cui alcune “perle” iconiche che i fan di questa saga non potranno non ricordarsi, tra cui la splendida kill del giovane nascosto nel sacco a pelo, che risulta ancora più brutale della censurata versione cinematografica arrivata nel nostro paese.

È chiaro che, come per gli altri titoli multiplayer asimmetrici di questo tipo, in Friday the 13th: The Game utilizzare Jason è molto più facile rispetto ai Counselor, visto che il killer è praticamente imbattibile e che normalmente si riesce solamente a distrarlo o rallentarlo, ma anche giocare nel ruolo delle vittime è soddisfacente, specie se in compagnia di amici o di persone con cui si riesce a comunicare tramite chat vocale.

Friday the 13th: The Game

Atmosfera ricreata perfettamente, peccato per qualche sbavatura tecnica

Aldilà della discussione sull’utilità di avere dei livelli di esperienza o meno in un gioco come Friday the 13th: The Game, che penso dipenda molto dai gusti personali ma che comunque rendono più personalizzata l’esperienza e sono un mero espediente per non fare uscire i giocatori dalle partite una volta morti (visto che uscire prematuramente dal server comporta una penalità in punti esperienza), il titolo risulta molto divertente ed appagante a livello di gameplay, nonostante a livello tecnico sia tutto tranne che eccelso.

Aldilà del comparto grafico buono ma che non fa certo gridare al miracolo, le animazioni non sono sempre precise così come i movimenti e i controlli in genere, cosa che penalizza soprattutto nelle fasi da Counselor in cui nei momenti più concitati diventa frustrante non riuscire ad uscire da una finestra o rimanere incastrati in un angolo con Jason che ti insegue con in mano un’ascia nel migliore dei casi.

In Friday the 13th: The Game sono presenti numerosi bug che comunque difficilmente riescono a influire negativamente nell’esperienza complessiva di gioco; l’atmosfera è ricreata perfettamente, sia a livello artistico delle location che a livello musicale, riuscendo come le pellicole cinematografiche a spaventare e allo stesso tempo divertire. I modelli poligonali dei personaggi sono di ottima fattura, ad eccezione delle animazioni facciali che a volte sembrano “plasticose” e forse un po’ troppo demenziali, anche se probabilmente è un simpatico effetto voluto per riprendere lo humor presente in quasi tutti i film splatter degli anni ’80 e ’90 dello scorso secolo. Una pecca di questo primo gioco dedicato a Venerdì 13 è sicuramente il fatto che, a differenza del già citato Dead by Deadlight, non è possibile scegliere quale ruolo interpretare nel corso delle partite; anche inserendo come preferenza Jason, infatti, la scelta è casuale e potrebbe capitare un’intera serata utilizzando l’omicida un paio di volte su 10/12 partite giocate.

Da segnalare infine alcuni problemi con i server, soprattutto nella versione Xbox One da noi provata, che non ci hanno permesso di riuscire a trovare partite pubbliche nelle prime due settimane di lancio del titolo, e che solo negli ultimi giorni è stata parzialmente risolta da alcune patch correttive.

Friday the 13th: The Game

Friday the 13th: The Game – Promosso, aspettando nuovi contenuti e la campagna in single-player

In conclusione dopo oltre 30 ore passate sul titolo a massacrare e farsi massacrare non posso che promuoverlo, anche se non a pieni voti, visto che risulta divertente in entrambi i ruoli e che fornisce molte più varianti dei suoi diretti concorrenti a livello di dinamiche di gioco, possibilità di fuga e di sopravvivenza.

Gli sviluppatori dovranno però essere bravi nell’inserire costantemente nuovi contenuti e ad aggiornare il gioco in maniera continua, perché con tre mappe e sedici personaggi giocabili c’è il rischio che, dopo il successo iniziale, i giocatori si stanchino in fretta ed abbandonino i server, vanificando quanto di buono c’è in questa produzione.

Inoltre il prezzo di lancio di Friday the 13th: The Game avrebbe potuto essere un poco più accessibile, perché per ora giustificare i 40 €, senza la campagna in single player, risulta difficile. Consigliato agli amanti della saga e per chi è alla ricerca di un titolo da giocare in compagnia, provando le stesse sensazioni dei film horror anni ’80 e ’90, mentre difficilmente potrà piacere a chi già non avesse apprezzato altre produzioni simili come Dead by Deadlight o Deceit.

Friday the 13th: The Game

Friday the 13th: The Game
7.4

Gameplay

8/10

    Grafica

    7/10

      Sonoro

      9/10

        Trama

        6/10

          Longevità

          8/10

            Pro

            • Atmosfera e musiche iconiche della saga cinematografica
            • Divertente in entrambi i ruoli
            • Splatter al punto giusto

            Contro

            • Animazioni facciali a volte ridicole
            • Qualche bug
            • Problemi occasionali ai server

            Paolo Lorenzini

            Editor in chief di Serial Gamer, dopo anni di gavetta su diversi portali videoludici crea un nuovo portale perché crede in un'informazione libera e obiettiva.

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