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Midnight Diner: Tokyo Stories – Stagione 01 – la nostra recensione

Tokyo Stories

Quando le persone giungono a fine giornata e si affrettano verso casa, inizia la mia giornata.

La mia tavola calda è aperta da mezzanotte alle sette di mattina. La chiamano “La tavola calda di mezzanotte”.

MENÙ FISSO: ZUPPA DI MISO CON MAIALE, BIRRA, SAKÈ, SHŌCHŪ.

È tutto ciò che ho nel menù. Ma preparo qualsiasi cosa mi chiedano i clienti, se ho gli ingredienti necessari.

È questa la mia politica.

Se ho abbastanza clienti? Più di quanti ci si aspetterebbe.

Midnight Diner: Tokyo Stories è stata la prima serie tv Netflix giapponese; si basa sul manga “Shinya Shokudo” di Abe Yaro ed è stata trasposta in ben 3 stagioni ed un film. Netflix ha fatto proprio il progetto e pubblicato questa prima stagione lo scorso novembre. Il portale non solo ha deciso di confermare il regista delle prime stagioni e del film (Joji Matruoka), ma anche il protagonista, il cuoco della tavola calda, Kaoru Kobayashi.

La serie si apre con immagini dell’affollata Tokyo notturna, le sue mille luci, i colori, la folla che ci accompagnano verso la locanda dove alcuni ingredienti sfrigolano nelle padelle mentre altri sobbollono. Se all’inizio la sigla d’apertura vi sembrerà in netta contrapposizione con le prime immagini proposte, con il passare degli episodi inizierete ad amare questo contrasto, che scandirà le parole del protagonista, lo chef (o, come lo chiamano i clienti, “Master”).

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In ogni episodio seguiremo le vite di diverse persone, il cui comune denominatore è essere clienti di questa piccola tavola calda situata in uno stretto vicolo della capitale, nel quartiere di Shinjuku. Ogni titolo riprende il nome di un tipico piatto giapponese che sarà ordinato dai nostri protagonisti e che in qualche modo li rappresenta.

I personaggi sono senza dubbio amabili: alcuni serissimi, altri buffi ed ingenui, altri ancora saltano all’occhio sin dal primo episodio e tutti ci racconteranno le loro storie; episodi di vita che in qualche modo hanno cambiato (o cambieranno) il loro futuro. Ognuno riuscirà ad imparare qualcosa, a congiungersi con la persona amata, a dare una svolta alla propria vita per cercare di essere felice. Facile potrà essere per molti di noi rispecchiarsi nelle loro storie.

In tutto ciò si inseriscono le relazioni intrecciate nel locale con gli altri clienti e con lo stesso Master, che assolve alla funzione di psicologo, oltre che di cuoco; riluttante a rispondere quando i clienti lo coinvolgono nei loro affari, lo vedremo quasi sempre con una sigaretta in mano ad ascoltare ciò che gli altri hanno da dire, senza giudicare.

Ogni episodio termina in modo gioioso e con gli auguri di una buona notte da parte di tutti, nonché con alcuni consigli su come cucinare il piatto che ha fatto da tema centrale alla storia del giorno.

Il ritmo è lento, e ciò potrebbe non piacere, ma è necessario per trasmettere le emozioni, le sensazioni volute. Ecco, sono forse queste le cose più belle che lascia questa serie: il calore che deriva dalla condivisione di un piatto caldo, avere coraggio e affrontare il proprio passato, le proprie paure, godere dei piccoli momenti ritagliati durante la giornata. Se dovessi scegliere altre opere che ben rappresentano ciò che voglio dire sarebbero manga come “L’olmo” o “L’uomo che cammina” di Jiro Taniguchi (che, tra l’altro, consiglio vivamente, per chi non li conoscesse ancora).

Certe inquadrature e il modo di recitare degli attori (le reazioni esagerate, l’onnipresente personaggio “maniaco” che ha un unico pensiero in testa) saranno sicuramente familiari agli avidi lettori di fumetti giapponesi, ma ciò non disturba affatto la visione, anzi la rende diversa dal solito e strappa sempre un sorriso (vi sfido a non sorridere almeno una volta in ogni episodio).

La colonna sonora è la ciliegina sulla torta: una cassa di risonanza perfetta per le storie raccontate, ne amplifica la portata e accoglie lo spettatore lungo tutta la durata del racconto.

Cos’altro aggiungere? Beh, personalmente vi consiglio di guardare ogni episodio della serie di sera, magari con una tazza di tè fumante, e senza fare maratone. Sarebbe un delitto!

Vi lascio con alcune delle canzoni che ascolterete durante la serie:

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Midnight Diner: Tokyo Stories

8

Voto Serial Gamer

8.0/10

Pro

  • L'ambientazione
  • La colonna sonora

Contro

  • I tratti “cartooneschi” di alcuni personaggi

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Ivana Cimasa

Oltre le serie tv, le sue altre passioni sono il tè e la musica. Spera, un giorno, di trascrivere la colonna sonora della sua vita.