Pubblicato nel 2026 da Chaosium Inc., Call of Cthulhu: Innsmouth è il nuovo supplemento ambientativo per Call of Cthulhu 7th Edition e rappresenta la terza evoluzione dello storico Escape from Innsmouth. Mike Mason recupera il materiale delle precedenti edizioni, lo amplia in maniera significativa e lo riallinea completamente alla filosofia della settima edizione, dando vita a un manuale che non si limita ad aggiornare un classico, ma ridefinisce il modo stesso di utilizzare Innsmouth come ambientazione di gioco. Il supplemento è disponibile esclusivamente in lingua inglese e, al momento della stesura di questa recensione, non è stata ancora annunciata una localizzazione ufficiale in italiano.

Esistono città che fanno semplicemente da sfondo alle avventure e città che finiscono per diventare esse stesse protagoniste della storia. Innsmouth appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Da oltre novant’anni il piccolo porto del Massachusetts rappresenta uno dei simboli più riconoscibili dell’immaginario lovecraftiano, ma trasformare una manciata di pagine di narrativa in un’ambientazione capace di sostenere mesi di gioco è un’impresa tutt’altro che banale. È proprio qui che il nuovo supplemento Chaosium dimostra tutta la propria maturità.
L’errore più grande sarebbe considerare questo volume come una semplice trasposizione del celebre racconto The Shadow over Innsmouth. Il romanzo breve di Lovecraft costituisce soltanto il punto di partenza. L’obiettivo del manuale è completamente diverso: offrire al Keeper una città viva, coerente e ricca di possibilità narrative, nella quale costruire campagne investigative originali senza dover seguire gli eventi canonici dell’opera letteraria.
La scelta di ambientare il supplemento nel 1922, alcuni anni prima della cronologia del racconto, sintetizza perfettamente questa filosofia. L’Ordine Esoterico di Dagon è ormai profondamente radicato nella comunità, gli Abitatori del Profondo influenzano già il destino delle famiglie più importanti e l’ombra del Mythos si estende su ogni angolo della città, ma il futuro non è ancora scritto. Il Keeper dispone così di un enorme margine creativo per sviluppare la propria campagna, decidendo se accompagnare gli investigatori verso gli eventi narrati da Lovecraft oppure imboccare direzioni completamente nuove.

È una scelta che ho apprezzato particolarmente, perché libera Innsmouth dal peso del proprio mito. Invece di costringere il tavolo a rivivere una storia già conosciuta, il supplemento permette finalmente di scriverne una nuova.
La sensazione che ho avuto durante la lettura è stata piuttosto curiosa. Più andavo avanti e più smettevo di leggere un manuale per iniziare a immaginare scene. Bastava la descrizione di una strada, di una famiglia o di un edificio perché nella mia testa prendesse forma un’intera sessione. Credo sia il complimento più grande che si possa fare a un supplemento ambientativo.
Mike Mason dimostra ancora una volta una profonda comprensione di ciò che serve realmente a un Keeper. La sua scrittura è evocativa senza diventare prolissa, ricca di dettagli ma sempre orientata al gioco. Ogni informazione sembra avere uno scopo preciso. Non ci sono pagine inserite soltanto per aumentare il numero complessivo del volume. Tutto contribuisce a costruire opportunità narrative.
È questo, probabilmente, il principale elemento che distingue Innsmouth da molti altri supplementi ambientativi. Troppo spesso questo genere di manuali finisce per trasformarsi in una sorta di enciclopedia, piacevole da leggere ma meno pratica da utilizzare al tavolo. Qui accade l’esatto contrario. Ogni capitolo sembra chiedere al Keeper: “E adesso, cosa succederebbe se i tuoi investigatori arrivassero qui?”.

La città viene costruita attraverso le persone che la abitano. Le famiglie storiche, le rivalità, le attività commerciali, i culti e i segreti si intrecciano continuamente, creando un ecosistema narrativo estremamente credibile. Nessun edificio esiste soltanto per riempire la mappa. Nessun personaggio appare come semplice comparsa.
Il Gilman House Hotel rappresenta perfettamente questo approccio. Non è soltanto uno dei luoghi simbolo dell’immaginario lovecraftiano, ma un ambiente ricco di relazioni, sospetti e possibili sviluppi investigativi. Lo stesso vale per la Marsh Refinery, che acquista una rilevanza ben maggiore rispetto a quella suggerita nel racconto originale, oppure per Devil Reef, presenza costante sullo sfondo della città, capace di alimentare tensione e curiosità anche senza essere continuamente portata al centro della scena.
La stessa filosofia caratterizza i personaggi non giocanti. Chaosium evita accuratamente di trasformare ogni abitante in un fanatico del Mythos. Alcuni sono complici, altri vittime, altri ancora cercano semplicemente di sopravvivere in una città che sembra aver accettato compromessi indicibili pur di continuare a esistere. Questa varietà rende Innsmouth estremamente credibile e impedisce che l’orrore diventi prevedibile dopo poche sessioni.

Un altro aspetto che merita di essere sottolineato è l’organizzazione delle informazioni. Il manuale distribuisce conoscenze pubbliche, pettegolezzi, leggende e verità nascoste seguendo una progressione estremamente naturale. Per il Keeper significa poter costruire l’indagine passo dopo passo senza dover continuamente decidere quali informazioni rivelare e quali trattenere. È un lavoro editoriale poco appariscente, ma di enorme valore durante la preparazione delle sessioni.
Ho apprezzato anche il ritmo della lettura. Nonostante le oltre duecentosessanta pagine, il manuale non dà mai la sensazione di essere pesante. Approfondimenti storici, descrizioni della città, strumenti per il Keeper e spunti investigativi si alternano con equilibrio, mantenendo costantemente viva l’attenzione. È evidente come il volume sia stato progettato pensando a un utilizzo pratico e non soltanto come lettura da collezione.
Se dovessi individuare una differenza rispetto ad Arkham, altro grande pilastro della linea Arkham Unveiled, direi che le due città rappresentano due modi opposti di costruire la tensione. Arkham è il cuore dell’investigazione lovecraftiana, una città apparentemente normale nella quale il soprannaturale si nasconde dietro la quotidianità. Innsmouth, invece, comunica fin dal primo momento un senso di isolamento e ostilità. Gli investigatori non hanno mai la sensazione di appartenere a quel luogo. Ogni strada, ogni sguardo e ogni silenzio ricordano costantemente di essere ospiti indesiderati. Sono ambientazioni complementari e proprio questa differenza rende Innsmouth così affascinante.

Anche il materiale di supporto conferma l’ottimo lavoro svolto da Chaosium. Le mappe dedicate al Keeper e ai giocatori, i ritratti dei personaggi non giocanti, le planimetrie e gli handout non rappresentano semplici contenuti extra, ma strumenti progettati per alleggerire concretamente il lavoro di preparazione. È una scelta che ho apprezzato molto, perché dimostra una chiara attenzione alle esigenze di chi dovrà utilizzare davvero questo supplemento al tavolo.
L’unico vero limite del manuale deriva dalla sua stessa natura. Innsmouth non è un prodotto pensato per essere aperto e giocato dopo un’ora di lettura. Richiede tempo, studio e una certa esperienza nella gestione delle campagne investigative. Un Keeper alle prime armi potrebbe sentirsi inizialmente sopraffatto dalla quantità di collegamenti tra luoghi, personaggi e organizzazioni. Fortunatamente la struttura del volume facilita molto la consultazione e, una volta assimilata la logica con cui è costruita la città, tutto diventa sorprendentemente naturale.

Call of Cthulhu: Innsmouth non è semplicemente un ottimo supplemento ambientativo. È un esempio di come dovrebbe essere progettato un manuale dedicato a un’ambientazione. Mike Mason e il suo team non si limitano a descrivere una città, ma insegnano al Keeper come trasformarla in una campagna. Ogni pagina stimola nuove idee, ogni personaggio suggerisce possibili sviluppi e ogni edificio sembra custodire una storia ancora da raccontare.
È raro che un supplemento riesca a fare tutto questo senza perdere di vista la propria identità. Innsmouth ci riesce con una naturalezza impressionante e conferma ancora una volta quanto Call of Cthulhu continui a rappresentare uno dei punti di riferimento assoluti per chi ama il gioco di ruolo investigativo horror. Per chi desidera costruire campagne memorabili, capaci di lasciare il segno ben oltre la singola avventura, questo volume rappresenta uno dei migliori investimenti oggi disponibili per la settima edizione.
*Versione digitale del manuale fornita da Chaosium in cambio di una recensione onesta.







