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Deathloop: una giornata a ripetizione – Recensione

24 Set 2021 | PC, PlayStation 5, Recensioni, Recensioni Videogiochi, Videogiochi

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Dopo l’ottima esperienza della serie di Dishonored e l’eccellente avventura di Prey il team francese di Arkane Studios ritorna alla carica con una nuova produzione unica nel suo genere, Deathloop, un action in prima persona caratterizzato da forti meccaniche sparatutto ed una buona dose di stealth. Come sempre gli Arkane non puntano alla massa ma cercano di dar vita ad un qualcosa di speciale, una serie di sensazioni e di meccaniche di gameplay che restano impresse nell’utente facendolo immedesimare al meglio in quello che affronta, ed è questo il caso di Deathloop, un titolo dal valore incredibile. Ma andiamo con ordine e vediamo il perchè la produzione per PC ed in esclusiva temporale console per PS5 sia così valida.

Una giornata infinita

Blackreef, luogo dove si svolge la vicenda, non è una cittadina normale e lo si capisce subito dai primi istanti dopo il risveglio del protagonista, Colt, da solo su una spiaggia quasi in preda ad un post sbronza importante. Da qui partirà il suo viaggio, nessun ricordo, nessun oggetto con sé, solo delle scritte a mezz’aria che lo accompagneranno per tutta la sua giornata; pochi passi e il protagonista scopre di non essere solo ma una voce misteriosa che potrebbe avere le risposte che cerca lo contatta tramite un dispositivo. Pochi secondi dopo scopriamo di essere rinchiusi in un loop temporale, una giornata che si ripete e si ripete, un incipit decisamente spiazzante con Arkane che sceglie di buttarci nella mischia dandoci tutta una serie di informazioni in poco tempo su quello che si può fare nel gioco e che Colt dovrà fare per poter uscire da questa maledetta routine.
Il piano per evadere da questa prigione temporale è semplice: eliminare tutti e otto i Visionari, coloro che hanno creato questo loop e che di fatto sono la sua linfa vitale, in un solo giorno. Il vero problema di mettere a punto questo piano è proprio quello del tempo a disposizione, infatti si avrà solo una giornata, divisa in quattro momenti (mattina, mezzogiorno, pomeriggio e sera), per spezzare il ciclo uccidendo tutti i Visionari e questo porterà i giocatori a pianificare per filo e per segno il piano d’azione provando più volte le varie strade a disposizione fino ad arrivare alla conclusione perfetta dei delitti.

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A caccia di indizi

È proprio sulla ricerca di indizi e sulla realizzazione del piano d’azione che Arkane ha saputo congegnare un meccanismo perfetto dando al giocatore la possibilità di esplorare quattro diversi distretti di Blackreef, ovvero Complesso, Updaam, Baia di Karl e Fristad Rock, nelle quattro situazioni temporali già sopracitate, nelle quali si possono trovare sia i diversi Visionari sia una moltitudine di indizi e segreti per sviluppare il piano d’azione. L’obiettivo infatti sarà ripetere i vari momenti della giornata per capire come agire recuperando tutte le informazioni necessarie, analizzando i movimenti, cercando di orchestrare tutti i personaggi affinché facciano movimenti appositi per aver la meglio. In tutto questo saranno da raccogliere indizi, note, registrazioni e codici di accesso che saranno sparsi per tutte le quattro ambientazioni rendendo ancor più interessante l’esplorazione, tutto riportato accuratamente nei menù di gioco, i quali mostreranno le varie questline utili per spezzare il ciclo.
Tutto quanto appena citato va a comporre un racconto decisamente interessante con colpi di scena e situazioni uniche che si possono portare a termine in una quindicina di ore.

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Tra poteri e armi

Il vero punto di forza della produzione però risiede nel gameplay, il quale prende a piene mani dalle esperienze di Dishonored con un level design che anche in questo caso si conferma eccezionale concedendo al giocatore moltissimi spunti e modi per avanzare sfruttando anche i vari orari a disposizione, dato che alcuni edifici e ambientazioni nelle mappe non saranno sempre accessibili.
Oltre alla qualità del level design Arkane riporta in Deathloop anche la combo arsenale più poteri con i giocatori che hanno infinite possibilità di scelta: tornano infatti le abilità già viste nelle avventure di Corvo Attano come per esempio l’iconica “Traslazione” che permette di teletrasportarsi rapidamente da un punto all’altro sia per muoversi più velocemente ma anche per arrivare in sezioni che normalmente sarebbero inaccessibili; troviamo poi altri poteri come “Vincolo” che consente di legare il destino di più nemici, ripulendo così le aree più velocemente. Tutti queste abilità saranno recuperabili uccidendo i Visionari (ognuno avrà un potere specifico) oppure avendo la meglio su Julianna, la quale tenterà di farci la pelle in ogni loop temporale. Oltre ai poteri troviamo un ricco arsenale a disposizione di Colt tra armi a colpo singolo come le pistole (singola, doppia o assemblabili) oppure le più impegnative come i fucili d’assalto e i cecchini; tutte queste saranno caratterizzate dalla rarità che andrà dal comune grigio al più difficile da trovare viola, colori che influenzeranno il numero di slot dei potenziamenti.
Alla conclusione della giornata però tutto si azzererà: i Visionari e i nemici uccisi ritorneranno in vita come per magia e tutto l’arsenale, i potenziamenti e quant’altro conquistato tra le terre di Blackreef sparirà anche se ci sarà un modo per mantenere quest’ultimi. Dopo i primi giorni di ciclo infatti Colt scoprirà uno stratagemma che consentirà di vincolare armi e poteri a lui così da mantenere il tutto anche nei giorni successivi spendendo la dose di Residuo; questa particolare unità sarà reperibile innanzitutto uccidendo i Visionari, recuperandola da particolari oggetti irradiati sparsi per la mappa di gioco oppure sacrificando armi e potenziamenti che non si reputano utili.
Tutto questo va a comporre un infinità di possibilità coadiuvate dalla possibilità di aggirarsi in maniera furtiva tra i vari anfratti e vicoli che danno vita a Blackreef, stando attenti ai vari nemici (a dir la verità abbastanza facili da aggirare), alle telecamere e alle torrette presenti qua e la.

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Una Blackreef artistica

Per quanto riguarda la direzione artistica del titolo firmato Arkane Studio bisogna dire che il livello raggiunto da Sébastien Mitton è altissimo con Blackreef che è un tripudio di colori e ispirazioni agli anni sessanta tra circhi e complessi industriali con tanto di colonna sonora che riesce a catturare in ogni istante il giocatore durante la sua impresa di mettere fine a questo folle ed eterno loop. Presente inoltre il doppiaggio italiano che risulta ottimo soprattutto per quanto riguarda i due personaggi principali che continuano a scambiarsi battute perfettamente orchestrate.

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Un loop che rimane nel cuore

Ancora una volta Arkane ci porta in un mondo incredibile con un level design sopraffino ed una direzione artistica eccellente.
Dopo gli ottimi Dishonored la compagnia fa di nuovo centro permettendo ai giocatori di vivere un’esperienza unica caratterizzata da molta libertà d’azione e una quantità di approcci elevata, con l’unica pecca che risiede in un’intelligenza artificiale ancora troppo scarsa.
Spezzare il loop è un’impresa tutt’altro che banale ma con la giusta strategia sarà uno spasso.

*Versione Testata: PS5, grazie al codice fornitoci dal publisher

Deathloop

€ 79,99

File votoDeathloop Serial Gamer

  • Trama/Ambientazione 85 85
  • Gameplay 90 90
  • Grafica 90 90
  • Sonoro 90 90
  • Longevità 85 85

Pro

  • Idea del loop originale e ben fatta
  • Moltissime possibilità d’azione
  • Comparto artistico e caratterizzazione dei personaggi ottima

Contro

  • IA non al massimo
  • Multiplayer non essenziale
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Alessandro Reppucci

Senior Editor e responsabile YouTube di Serial Gamer, da sempre innamorato follemente dei videogames, dai 5/6 anni in poi ha macinato giochi su giochi di ogni genere.

Alessandro Reppucci

Senior Editor e responsabile YouTube di Serial Gamer, da sempre innamorato follemente dei videogames, dai 5/6 anni in poi ha macinato giochi su giochi di ogni genere.

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