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Cris Tales – C’è tempo – Recensione

23 Lug 2021 | Recensioni Videogiochi, Nintendo Switch, PlayStation 4, PlayStation 5, Recensioni, Videogiochi, Xbox One, Xbox Series X

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La vita può avere mille sfaccettature di colore, rifrangere la luce in infinite maniere e creare giochi di riflessi splendenti. In alcuni casi, per godere della brillantezza di queste manifestazioni è necessario predisporre la nostra mente e la nostra sensibilità a quello che stiamo per esperire, ma nella situazione cui siamo sottoposti oggi la cosa è ben diversa.

Cris Tales ci prende di peso e ci getta in un oceano di luci e colori dal bagliore accecante, e che lo vogliamo oppure no ci regala qualcosa di davvero brillante.

Sviluppato da Dreams Uncorporate, Syck e Poppy Works ed edito da Modus Game, il titolo è stato reso disponibile su Playstation 4, Playstation 5, Xbox One, Xbox Series X e Nintendo Switch lo scorso 20 luglio, dopo essere stato annunciato all’E3 2019 e aver subito un leggero ritardo nel lancio da parte del team di sviluppo colombiano. Si tratta di un prodotto che già da tempo tenevamo d’occhio e finalmente abbiamo potuto metterci sopra le mani e farci coinvolgere dai suoi creatori all’interno di questa colorata fiaba, che non manca di alcune tinte oscure.

La narrazione di Cris Tales ci mette immediatamente nei panni della giovane Crisbell, orfana che vive nella tranquilla città di Narim. Crisbell passa le sue giornate in serenità, aiutando le sue “sorelle” in orfanotrofio e rendendosi sempre disponibile alla sua amorevole Madre Superiora. A cambiare la sua vita sarà però l’arrivo di Matias, una simpatica quanto misteriosa rana parlante che le farà scoprire di non essere una semplice orfana, ma una maga del tempo con poteri incredibilmente promettenti, i quali si dimostrano sin da subito sufficienti per salvare la città di Narim da una brutta situazione orchestrata da figure per nulla benintenzionate.

Difesa la città, Crisbell scoprirà che le minacce non si fermano a Narim, ma che il vero nemico è in realtà la così chiamata Imperatrice del Tempo, una strega di incredibile potere che sembra star macchinando per distruggere il mondo.

Ma quali sono le motivazioni dell’imperatrice? Chi è costei in realtà? E perché sembra conoscere così bene Crisbell? Per fermare gli oscuri pian della strega la ragazza dovrà imbarcarsi in un lungo viaggio per affinare i suoi poteri e riuscire finalmente a sfidare il nemico al fianco dei suoi compagni Cristopher, un giovane mago elementale, e Willhelm, un altro misterioso mago del tempo celato nel corpo di un bambino. La strada è tanta, e in questa avventura Crisbell potrà esplorare un mondo vasto e interessante, ricco di segreti e possibilità, che vale la pena per lei difendere e per noi scoprire in sua compagnia.

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Dal punto di vista del gameplay Cris Tales si pone con determinazione all’interno del classico genere JRPG, pur portando a schermo esteticamente una sensazione totalmente diversa da quella offerta dai colleghi nipponici.

Vivendo il gioco si può respirare di fatto, soprattutto dal punto di vista del gameplay e della narrativa, di essere davanti ad un grande omaggio fatto al genere, in maniera nostalgica e rispettosa;  il titolo di Dreams Uncorporate però non vuole fermarsi ad essere una marchetta, e tenendo presente la sua estrazione e le sue influenze, si pone comunque come un’opera a modo suo molto singolare, regalando come detto in ultima analisi, sensazioni comunque differenti da quelle proposte dai mostri sacri del genere, così immobili e statuari.

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Il combat system è un solido turnistico, che vede i membri del nostro party e i loro nemici collegati su una linea del tempo per agire gli uni contro gli altri e mettere in campo le proprie strategie e abilità. La barra del tempo potrà essere “forzata” con determinate abilità che potranno velocizzare e rallentare le azioni dei personaggi, oppure addirittura ributtarli indietro di un turno, come ci si aspetta dall’avere una maga del tempo in squadra.

Crisbell ha inoltre il potere di modificare il tempo stesso sul campo di battaglia: grazie al suo potere, infatti, la giovane ha la possibilità di mandare intere porzioni di campo nel passato o nel futuro, con diversi e interessanti effetti dati dall’inanellarsi delle varie abilità del party. Se un membro della squadra ha la capacità di piantare il seme di una radice velenosa, mandando nel futuro la porzione di terreno interessata avremo modo di far crescere con immediatezza la pianta, e avvelenare istantaneamente tutti i nemici in quello spazio. I nemici stessi poi, se inviati nel passato o nel futuro modificano le loro statistiche e le loro resistenze, andando a creare di fatto tutto un sistema dove conoscere “l’età” migliore per approcciare un avversario. Per gestire infine nella maniera migliore il sistema di combattimento saremo dunque chiamati a padroneggiare le combinazioni tra gli elementi presenti in game, che vanno a determinare debolezze e resistenze dei personaggi, in un apparato piacevolmente profondo e interessante, che però alla prova dei fatti presenta molte possibilità (specie relative alla modifica della linea temporale coi poteri di Crisbell) che non risultano tatticamente utili, in quanto surclassate in termini di utilità da approcci più semplici. Il risultato è un sistema si molto ramificato e vasto, ma comunque di fruizione limitata.

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Fuori dai combattimenti avremo modo di esplorare il mondo di gioco di Cris Tales. Muovendoci per la world map nello specifico, troveremo questa parte discretamente vasta quanto discretamente vuota: i punti di interesse nelle zone aperte sono infatti pressochè nulli, fatta esclusione per qualche chest e davvero poco di più. La situazione cambia quando si raggiungono invece le città e i dungeons. I secondi risultano equilibrati tra semplicità di esplorazione e cura nel level design, con percorsi sempre intuitivi ma che si riservano di stupire il giocatore con strade alternative e passaggi segreti. Le segrete all’interno del gioco sono tra loro sempre diverse, sia esteticamente che a livello di meccaniche necessarie per la progressione, e per quanto mai troppo impegnative, risultano sempre interessanti riescono a non stancare il giocatore.

Per quanto riguarda le città invece, il feeling regalato da questi ambienti è sol positivo. La nostra avventura parte fattivamente all’interno della città di Narim, e da subito ci troviamo dunque di fronte a un setting in grado di stupire per la sua qualità. All’interno di Cris Tales le grandi città sono 4 (+1) e ognuna di queste propone uno spazio unico, vivo e vibrante: sono luoghi sempre unici, ricchi di personaggi che interagiscono effettivamente tra loro, e anche se ognuno di questi presenta un numero di battute non impressionante, camminare per le vie di questi centri abitati è una sensazione che regala davvero dei ricordi per il futuro.

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Come maga del tempo Crisbell ha inoltre ovviamente il potere di vedere attraverso il suo flusso, sia nel passato che nel futuro. Sin dall’acquisizione dei poteri della ragazza dunque, noi giocatori ci troveremo con lo schermo diviso in tre sezioni: intuitivamente passato, presente e futuro; questa tripartizione determina, oltre a vari benefici per il gameplay, per i quali potremo spostarci in un’epoca diversa per avere maggiori hint su una situazione o su un personaggio e sbrogliare alcuni nodi relativi a questi, anche di fatto tre ambienti diversi a schermo contemporaneamente, identici per coordinate geografiche e fortemente diversi per coordinate temporali. Questa meccanica non è in realtà presente per tutta la durata del titolo, e pur mancando in luoghi come la world map e i dungeon, è sempre presente in città.

È proprio in città che potremo intraprendere le side quest che Cris Tales ci propone, attività interessanti e mai stucchevoli che, una volta completate, ci permetteranno di approfondire in maniera meravigliosa il gameplay e aprire nuove opzioni nei momenti in cui la narrazione giungerà a nodi critici che saremo chiamati a sbrogliare facendo una scelta. Se completeremo tutte le missioni secondarie, infatti, non solo questi bivi presenteranno ulteriori possibilità e addirittura talvolta soluzioni “perfette” che consentono di non operare alcuna scelta ma far proseguire la storia senza rinunciare a nulla, ma anche lo stesso finale della storyline, una volta raggiunto, riserverà una sorpresa per tutti i giocatori con il pallino del completismo. O semplicemente per quelli che hanno voluto vivere ogni briciolo di Cris Tales fino in fondo.

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Il comparto artistico di Cris Tales è la prima cosa che colpisce del progetto, e questo è un dato di fatto. Il team di sviluppo infatti, di nazionalità colombiana, si è fatto fregio sin dalle prime fasi di sviluppo di voler portare a schermo qualcosa di unico che fosse una celebrazione all’arte tradizionale colombiana, e con questo titolo si può tranquillamente dire che si tratta di un centro perfetto. Le scelte artistiche sono infatti uno degli elementi più importanti che vanno a definire il progetto, e regalano a schermo sensazioni davvero uniche. Si tratta di un comparto definito da animazioni dei personaggi esteticamente curate per quanto tecnicamente semplici, sia in battaglia che nelle fasi esplorative, colori brillanti e d’impatto e poligoni e forme ancora studiate nella loro semplicità, schematiche, simmetriche ma mai spigolose.

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In grado davvero di stupire sin dal primo momento, la capacità d’impatto dell’apparato perde in ogni caso, come naturale, un po’ di mordente nella progressione attraverso la storia, giocabile interamente in 20/30 ore. È un fattore certo percepibili, ma in ogni caso mai davvero problematico, soprattutto grazie alla varietà delle ambientazioni create dagli sviluppatori, come già detto molto soddisfacenti e in grado di lasciare nella mente del giocatore ricordi indelebili.

È proprio sui ricordi che si giocano infatti le sorti di molte opere indipendenti, e Cris Tales fa chiaramente la parte del leone in questa battaglia per la sopravvivenza nelle menti dei giocatori.

I titoli che non sono infatti bollati come “tripla A” difficilmente riescono a imporsi sul mercato immediatamente come le ottime opere che possono essere e vengono relegati in seconda pagina, più lontano dai riflettori di quello che dovrebbero essere. I prodotti di questo genere devono dunque puntare a fare breccia nel cuore dei giocatori che si avvicinano loro, e se al momento del loro lancio le esperienze da questi proposte possono venire eclissate da altre, è importante che queste sedimentino comunque nel cuore dell’utente, andando a creare appunto dei ricordi piacevoli che spunteranno fuori in momenti inaspettati e contribuiranno a formare una vera fan base affezionata alla piccola produzione, pronta a donare un po’ del proprio amore all’opera.

Cris Tales fa tutto ciò.

Il titolo di Dreams Uncorporate colpisce ottimamente con il suo comparto artistico sin dal primo momento, e corona una narrazione e un gameplay tributo ai classici JRPG con dei tocchi di grande personalità, che permettono ai giocatori di fruire appieno l’esperienza proposta nella maniera migliore, senza che questa venga mai a noia.

È difficile dire quale sia il tempo migliore per godere della storia di Crisbelle e dell’avventura regalata da Cris Tales perché davvero questa lambisce il passato del genere JRPG, un presente brillante come i cristalli che regalano il potere alla protagonista, e un futuro radioso dove ci ricorderemo dell’opera degli sviluppatori come una perla davvero rara e splendente.

*Versione testata: PS5, grazie al codice fornito dal publisher

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Cris Tales

7.8

Trama / Ambientazione

7.6/10

Gameplay

8.0/10

Grafica

8.0/10

Sonoro

7.5/10

Longevità

7.9/10

Pietro "Pido" Ferri

Senior Editor di Serial Gamer, è un appassionato di videogames fin da tenera età. Si interessa con dedizione all'approfondimento di qualunque forma d'arte che riesca a trasmettergli emozioni

Pietro "Pido" Ferri

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