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Ys IX: Monstrum Nox – Gli Eroi di cui Balduq ha bisogno – Recensione

Il fantasy è un genere a suo modo strano, che muta, si adatta ai tempi e li cambia. È uno stile narrativo probabilmente antico quasi come il mondo, che però non è mai stato noto per il suo coraggio o le sue svolte repentine. Il fantasy è mollemente appoggiato sul corpo del mondo, e quando questo si sposta di un poco, anch’esso cambia leggermente posizione per stare più comodo.

Ys, come il fantasy stesso, è una saga che non ha mai avuto interesse a colpire con troppa forza per spiazzare il giocatore, e con il lancio del nono (Sic!) capitolo, in molti vedono la serie come un pilastro antico che è sempre stato lì e sul quale ci si può appoggiare come punto stabile di partenza per poi approfondire un panorama che ha mille altre sfaccettature.

Il nono capitolo. La domanda che sorge spontanea e se questa volta sia invece cambiato qualcosa, o se il pilastro è sempre lì, in mezzo all’immaginaria terra del fantasy, statuario e translucido

Dopo aver giocato a fondo Ys IX: Monstrum Nox, la redazione di Serial Gamer Italia è in grado di guardare a questa domanda, e di snocciolare una risposta che ha per certi versi dell’imprevedibile.

Sviluppato da Nihon Falcom, il titolo si presenta sin da subito come un prodotto stabile con quelle che sono le linee che hanno guidato la saga fino ad ora a partire dal suo immarcescibile protagonista: Adol Christin. Vestendo i panni del rosso avventuriero, i giocatori si troveranno per oscuri motivi prigionieri nella fortezza di Balduq, una enorme città teatro anni addietro di una battaglia tra le forze di Gllia e l’impero di Romn, che ha finito per determinare la annessione della città da parte dell’impero, i cui vertici hanno provveduto a trasformare la sua fortezza in una delle prigioni più famigerate del paese. Noi, guarda un po’, siamo in una delle sue celle, innocenti come bambini e confusi come John Travolta. Quando però per motivazioni fortuite riusciamo a evadere dalle mura della prigione e infiltrarci in città la situazione si fa ancora più complicata. Il prezzo della fuga è dettato dalla misteriosa Aprilis, che colpendoci con una peculiare arma da fuoco ci dona nuovi e incredibili poteri, che non esitiamo a sfruttare per lasciare la prigionia. Questi poteri però hanno un secondo lato della medaglia e ben presto Adol si troverà legato ad una maledizione che lo rende un Monstrum, dotato di grande forza ma costretto a lottare contro dei demoni chiamati Lemures all’Inter di bolle dimensionali dette Grimwald Nox, che si sovrappongono alla realtà del protagonista minacciando di inglobarla. In questa sua missione, così gentilmente proposta da Aprilis, Adol non sarà da solo: conoscerà infatti altri Monstrums, ognuno con la sua storia e tutti legati da questa maledizione che sembra infrangibile.

I nodi al pettine però sono troppi e Adol non ci sta: per quale motivo l’avventuriero è stato fatto prigioniero appena messo piede a Balduq? Perché Aprilis ha scelto proprio lui per donargli i poteri di Monstrum con tutto ciò che ne consegue? Come riuscirà ad affrancarsi dalla maledizione che lo lega alla Grimwald Nox insieme ai suoi compagni? Sembra che questa volta i nemici siano davvero ovunque, e Adol Christin debba sfidare addirittura due dimensioni per uscire da questa situazione.

Il gameplay proposto da Ys IX Monstrum Nox è quello cui la serie ci ha sempre abituato e che personalmente mi ha stupito dalla prima volta: si tratta di un action RPG a mondo aperto che permette al giocatore di esplorare le enormi ambientazioni e combattere in maniera organica con o mostri che le abitano: se da un primo sguardo la saga di Ys poteva infatti suggerire un combat system più classico o freddo, la fluidità dea sua proposta, così liscia e divertente, colpisce anche questa volta tutti gli amanti del genere. Balduq e i suoi sobborghi sono il protagonista aggiunto, e girare per la città con i nostri poteri di Monstrum, che si espandono con il procedere della storia, sarà come una droga e ci darà la possibilità di scoprire sempre più segreti, equipaggiamenti e nuove aree

Balduq è davvero una svolta: a differenza di tutti gli altri Ys infatti, il nono capitolo si distacca leggermente dalle atmosfere High Fantasy ultraclassiche e, pur non uscendo di fatto dal genere, coglie a piene mani ispirazioni da arie più gotiche. La città di Balduq è fondamentale proprio per questo: le sue guglie, le sue piazze e i suoi scorci creano per tutta la durata della storia questa atmosfera particolare che davvero di rado avevamo visto altre volte, e che risulta qui come una novità assolutamente apprezzabile.

Anche la narrazione, d’altro canto, assume toni tipici della letteratura goth che scopriamo calzare comunque bene sul poliedrico Adol Christin.

Attraverso la storia, che si snoda in 8 capitoli, avremo modo di approfondire la conoscenza con gli altri Monstrums, che oltre a fare semplicemente parte del nostro party, daranno modo di ampliare la narrazione ognuno con le proprie storie, le proprie motivazioni e i propri obiettivi. La storia di ognuno finirà poi per la verità un po’ nell’angolino rispetto alla narrazione generale e risulterà in molti casi (non tutti) solo come un espediente di caratterizzazione del personaggio, mentre i segreti della storia principale si sciolgono. I personaggi nello specifico poi non sono per la verità particolarmente interessanti, se non per questioni di gameplay. Se da una parte infatti ognuno porta sul campo un suo stile di combattimento unico, con abilità e poteri sempre divertenti da usare e scambiare, dall’altra, come spesso accade in produzioni come questa, i pg portano si con sé un carico di storie e una caratterizzazione buona, ma che di fatto in ultima analisi non riesce a emozionare troppo in profondità, risultando alla fine un po’ una macchietta. La narrazione in generale è di ottima qualità, sia chiaro, e i colpi di scena, inattesi e carichi di novità, sono in grado di indirizzare la storia con forza verso la definizione di un buon prodotto, ma basterà restringere un po’ il campo e fare focus su un qualsiasi soggetto per vedere che in realtà la figura è ben più semplice di quanto sembra all’interno dell’orchestra.

Andando a creare un trittico tra narrativa, ambientazione e tematiche, Ys IX Monstrum Nox fa respirare davvero qualcosa di diverso dal fantasy duro e puro che avevamo imparato ad apprezzare: la cattedrale di Balduq, la sua fortezza e i suoi distretti non sono certo come la foresta di Celceta e l’atmosfera che si respira, oscura e opprimente al punto giusto, è uno dei punti focali di un capitolo della saga che davvero è nuovo.

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Dal punto di vista del comparto grafico c’è così tanto da dire che si rischia di non dire niente. Parliamoci chiaro, a giocare un titolo di questo tipo nel 2021 sembra di prendere in mano una edizione remastered dalla PS2, ma non è così.

Ys IX: Monstrum Nox è un prodotto della serie principale della saga di Falcom, l’ultimo, e graficamente non fa alcun passo avanti rispetto a Lacrymosa of Dana o addirittura al remaster di Memories of Celceta e Origins. Il comparto tecnico rimane così, grezzo, e la domanda che sorge spontanea è come sia possibile. Lo sviluppatore Nihon Falcom è stato infattiin grado di portare al pubblico altre volte prodotti di qualità visiva maggiore, ma sembra proprio che per Ys sia quasi una scelta editoriale quella di tenere l’asticella bassa.

Il gioco scorre liscio senza problemi su PS5, i caricamenti sono brevi e la telecamera organica è ottima in qualsiasi momento del gameplay. D’altra parte, le texture sono quanto di più semplicistico, i poligoni sono rudi e squadrati e le animazioni sono basilari su ogni personaggio. Si tratta di un compromesso importante, ma che lascia in ogni caso una grande piacevolezza nell’esplorare Balduq, la fredda città-prigione che sembra ora ancora più dura.

Ys è sempre Ys, e per una saga così caratteristica ogni mancanza sembra quasi solo una caratteristica che determina un prodotto finale comunque di ottima fattura e su ogni altra cosa, divertente. Il comparto grafico semplicistico, marchio di fabbrica della saga, accoglie per il nono capitolo delle forti novità sia sul piano dell’ambientazione che su quello narrativo, entrambi tinti di toni gothic davvero apprezzabili e in grado di svoltare la saga verso atmosfere nuove e impreviste

Il gameplay poi è quello che corona tutta l’esperienza: l’open world è un contenitore perfetto e esplorarlo man mano che prosegue la storia è veramente assuefacente. Il combat system poi, che conclude il gameplay con le meccaniche RPG, è come detto fluido oltremodo e divertente, perfettamente in grado di portare una sfida continua e ergonomica mentre si vive al 100% l’atmosfera del titolo.

Balduq è un posto strano: una città enorme e ricca di possibilità nata da una fortezza teatro di un massacro, che vive chiaramente in una dualità forte. Per ogni viaggiatore sarebbe un luogo peculiare e frammentario, ma Nihon Falcom decide di farcela visitare nei panni di Adol Christin, già di per sé spezzato tra due dimensioni.

La situazione è tanto pericolosa quanto fascinosa, e i giocatori di tutto il mondo sono chiamati ad essere davvero degli esploratori leggendari e vivere al massimo le proprie avventure sotto una luna piena cremisi che non può illuminare la verità che stiamo cercando.

*Versione Testata: PS5, grazie al codice fornito dal publisher

Ys IX: Monstrum Nox

7.3

Trama / Ambientazione

7.6/10

Gameplay

8.0/10

Grafica

6.2/10

Sonoro

6.6/10

Longevità

8.0/10

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Pietro Ferri

Senior Editor di Serial Gamer, è un appassionato di videogames fin da tenera età. Si interessa con dedizione all'approfondimento di qualunque forma d'arte che riesca a trasmettergli emozioni