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Shadow of the Tomb Raider: Lara Croft è di nuovo tra noi… per la terza volta – Recensione

Quanto lontano sei disposto a spingerti per fermare i tuoi nemici ? che azioni sei disposto a compiere per fermare qualcuno che deve essere fermato ? Queste domande spingono in avanti Lara Croft in questo terzo capitolo della trilogia Reboot di Tomb Raider: Shadow of the Tomb Raider sviluppato da Crystal Dynamics e pubblicato da Square Enix uscito per PC, Xbox One e Playstation 4 il 14 Settembre 2019 e per Stadia il 19 novembre 2019 (Retrocompatibile anche con PS5 e Series X/S). Ma saranno sufficenti a spingere il giocatore alla fine della stessa avventura?

Lara Croft alla ricerca dello scrigno del.. uhm .. ?!?

Dopo le innevate lande della Siberia di Rise, Lara e la sua fidata spalla Jonah hanno seguito le tracce della Trinità, la società segreta che ha seguito Lara in questo reboot, nelle umide giungle del sud america e iniziato a mettere loro i bastoni tra le ruote nella loro più recente caccia all’antico artefatto di potere di turno: un antico scrigno Maya legato a un rituale per mantenere l’equilibrio naturale. Nel recuperare la chiave di questo rituale , Lara provoca involontariamente un disastro che rende la sua ricerca ancora più disperata, spinta anche dalla possibilità di ottenere risposte riguardo l’assasinio del padre.

La trama di questo capitolo è ottima in termini di dialoghi e costruzione dell’intreccio ma non per questo priva di difetti. L’esplorazione del personaggio di Lara funziona ( meno scene di Lara in lacrime per una ragione o un altra rispetto ai giochi precedenti ) ma gli elementi legati alla caccia al tesoro vengono abbandonati un pò a sè stessi, il giocatore si chiederà per buona parte dell’avventura che cosa si stia inseguendo con la nostra predatrice di tombe ricevendo sopratutto risposte vaghe e poco chiare. Si può interpretare come un approcio naturalista all’archeologia di questa nuova Lara… oppure come semplicemente un pò di pigrizia da parte delle penne di Crystal Dynamics.

Da Legolas a Predator

Dal punto di vista del gameplay il gioco segue una formula simile ai titoli precedenti, Fasi d’esplorazione con arrampicate e sequenze di fuga intervallate da puzzle basati sulla fisica sia per procedere nella trama principale che per alcune delle attività secondarie come le tombe dove recuperare risorse e abilità extra per la nostra eroina . A spezzare questi due tipi di gameplay sono le fasi di combattimento , molte delle quali approciabili sfruttando le meccaniche stealth e alcuni nuovi strumenti di lara come le frecce intinte in un veleno che porta i nemici ad attacarsi a vicenda e la possibilità coprirsi di fango per rendere la nostra protagonista più difficile da individuare. Oppure si può proseguire ad armi spianate sfruttando l’arsenale accumulato proseguendo nel gioco e ottenibile dai mercanti presenti in alcune aree della mappa.

Queste due possibiltà di approccio si riflettono nel sistema di progressione delle abiltà di Lara, diviso in sezioni che migliorano le sue abilità di combattimento diretto , stealth e di esplorazione e recupero di risorse per il crafting di potenziamenti delle armi e , in questo capitolo, varie pozioni che migliorano le capacità di Lara, Shadow of the Tomb Raider non discrimina i propri giocatori se non con un livello di difficoltà meno clemente negli scontri diretti , ma se il gameplay in generale è una versione familiare ma più affinata dei titoli passati, che risulta comunque divertente da giocare come in passato, il gioco inciampa in una maniera più notevole per quanto riguarda il ritmo delle sequenze scriptate e il modo in cui questi tipi di gameplay vengono utilizzati.

Platforming e puzzle, specialmente nei primi due terzi dell’avventura, risultano prevalenti e le sequenze in cui si incontrano nemici possono risultare abbastanza rare al giocatore, per poi divenire forse anche un pò stancanti nelle ultime due ore dell’avventura nella loro frequenza.

Anche la mappa di gioco risulta una nota dolente della produzione. Aree più aperte scarseggiano e il più delle volte si attraversano zone più ristrette con un uscita evidente, simili a corridoi. Le aree legate alle missioni secondarie almeno sono facili da individuare anche sfruttando la visione del sopravissuto di Lara. In quanto a longevità il gioco non è scarno di contenuti ma se si segue quasi solo la trama principlae si attesta sulle 15 ore , una durata rispettabile per un action adventure, intorno alle 20 ore se si inseguono missioni ed aree secondarie per non parlare del gran numero di collezionabili.

Visione in verde, splendido terrificante verde

L’aspetto tecnico è uno dei più solidi del gioco. La giungla risulta fitta e le animazioni di personaggi e animali hanno un aria di realismo, particolarmente riuscite le esecuzioni stealth dei nemici ignari che hanno un aspetto viscerale e cruento. Fortunamente allegerite le animazioni di morte in cui Lara può incappare per un nostro errore con le trappole o il platforming . Ottime texture , illuminazione incredibile e performance stabili rappresentano una delle aree più riuscite dell’intera produzione.

Giusto un po’ di eco

Il panorama sonoro è discreto ma non particolarmente notevole. Il doppiaggio dei personaggi è di alta qualità e garantisce loro più personalità sia in inglese che in italiano; la colonna sonora è di buona fattura e sinergica sopratutto nelle cutscene, tuttavia non risalta mai o lascia un impressione nel giocatore durante il gameplay. Fa il suo dovere ma non vi ritrovetrete mai con una delle tracce incastrate nel cervello.

Conclusioni

Shadow of the Tomb Raider è un titolo di buona fattura, Crystal Dynamics ha confermato la loro reputazione di sviluppatori competenti in grado di produrre titoli di alta qualità. Tuttavia alcune scelte ed elementi di design di questo gioco mostrano il fianco più di una volta . Alle volte da una sensazione di un lavoro fatto con attenzione ma in maniera frettolosa e questo ne abbassa la valutazione sopratutto rispetto al precedente rise of the Tomb Raider. Se I rumour di un prossimo titolo con l’intenzione di integrare più elementi della serie pre reboot può migliorare la situazione , tanto meglio.

In caso contrario, avremmo potuto fare molto peggio di una solida trilogia con un finale zoppo.

Shadow of the Tomb Raider

59,99€
7

Trama

6.5/10

Grafica

8.0/10

Gameplay

7.0/10

Sonoro

6.5/10

Longevità

7.0/10

Pro

  • Gameplay rodato ed esplorazione e Puzzle notevoli
  • Personaggi interessanti
  • Animazioni e Texture di alta qualità

Contro

  • Sbilanciamento dell equilibrio di gioco verso esplorazione e puzzle
  • Mappa con scenari a volte memorabili ma molto più chiusa
  • Storia poco chiara

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