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Sigmata: This Signal Kills Fascists – L’onere e l’onore di lottare per la libertà – Recensione

In un periodo decisamente emblematico di questo già drasticissimo 2020 mi sono avvicinato ad un particolare ed ambizioso gioco di ruolo chiamato Sigmata – This Signal Kills Fascists; pochi giorni dopo gli eventi relativi al tragico arresto di George Floyd e le successive rivolte infatti mi sono trovato tra le mani un manuale che racchiudeva in sé tutto quello per cui dall’altra parte del mondo giustamente si protestava, in modi più o meno drastici e condivisibili.

Essere liberi è spesso una cosa che diamo per scontata, quasi dimenticandoci che in molte zone del mondo il totalitarismo miete ancora vittime e tiene sotto il giogo interi popoli, spesso così tanto indottrinati da accettare questa situazione alienante di buon grado ed addirittura sostenendola con cieca fede. Sono proprio questi periodi di rivolta scaturiti da atti di ignobile violenza e discriminazione che scuotono nell’animo umano la sua più profonda natura, riaccendendo la speranza per un mondo migliore in cui il solo nascere in un dato modo non sia fonte di discriminazione e/o, peggio, di persecuzione. Periodi che per molti possono non significare nulla, ma che per i discriminati, gli oppressi e le vittime degli estremisti (qualunque sia il loro colore politico) potrebbero rappresentare un riscatto sociale da tempo agognato e sognato.

Ma non sono solo le rivolte a diffondere questo messaggio di speranza, quello che all’interno del mondo di Sigmata verrà chiamato Segnale; anche le piccole cose della nostra quotidianità, quali ad esempio per me il giocare di ruolo, possono attingere a questi alti e nobili valori, facendo riflettere riguardo alla complessità che si cela dietro ad ogni sconvolgimento sociale. Questo chiaramente solleva notevoli dilemmi etici: si può parlare solo di giusto e sbagliato? Di buono e cattivo? Quando si può dire di aver oltrepassato il limite?

SIGMATA si prende quindi la briga di destrutturare una rivoluzione analizzandone ogni sfaccettatura in modo capillare e ricomporla sotto forma di tiri di dado, schede personaggio e tante patatine da sgranocchiare durante le sessioni. Più ci si addentra in questa distopia retro-cyberpunk, più si comprende che ambedue le parti di una rivoluzione hanno dalla loro il fattore umano con i miliardi di variabili ad esso associate e che di conseguenza categorizzando si finirebbe nella stessa metodologia ostracizzante dei regimi, cosa che andrà via via complicandoci il gioco ponendoci di fronte a sempre più grandi dilemmi etici. Immergerci all’interno delle abnormi complessità (etiche, politiche, economiche, ecc…) di questi sconvolgimenti sociali è proprio l’intento del gioco progettato da Chad Walker ed edito in Italia grazie ad MS Edizioni, cosa in cui riesce anche fin troppo bene!

SIGMATA

La sottile linea tra realtà e finzione

Ciò che più mi ha colpito dell’ambientazione di Sigmata: This Signal Kills Fascists è che nel suo sfarzoso retro-cyberpunk non dipinge una realtà tanto dissimile dalla nostra; non fraintendetemi, però! Non sto asserendo che gli USA siano il Quarto Reich! Walker, infatti, prende delle reali problematicità statunitensi, ad alcune delle quali abbiamo avuto tristemente modo di assistere recentemente come sopraddetto, e le rende il punto di forza di un ipotetico Regime americano la cui storia è ben esposta all’interno del manuale e che vi analizzerò brevemente di seguito.

Non è così scontato che tutti sappiano che l’isteria anticomunista si sia diffusa negli States anche ben prima di Ronald Reagan, ma SIGMATA affonda le sue radici proprio in questa particolare cornice storica; il senatore Joseph McCarthy fu uno dei principali sostenitori di quella che doveva essere una vera e propria epurazione dei comunisti dalla patria per estirpare la cosiddetta “minaccia interna”. Se nella realtà dei fatti ciò non ha avuto buon fine e lo ha portato a doversi dimettere nel 1955 per morire poco tempo dopo a causa di problemi d’alcolismo, in SIGMATA questa sua politica lo ha portato alla Casa Bianca nel 1960. Dimenticatevi del duello tra Nixon (a cui viene appunto sostituito McCarthy) e Kennedy, dell’elezione di quest’ultimo e del suo tanto terribile quanto iconico omicidio del ‘63. Tutta la storia viene riscritta da un terribile e disastroso mandato di McCarthy, che per quanto deprecabile sia stato ha messo la pulce nell’orecchio al popolo americano: la “Vera America” va protetta dai suoi nemici, interni od esterni che siano.

Questo modo di pensare si consolida pian piano cristallizzandosi e divenendo uno dei capisaldi della cultura americana, senza permettere alle persone di capire quello che sta realmente succedendo al proprio paese; incarcerazioni di massa delle minoranze, militarizzazione delle forze dell’ordine, parate che celebrano il suprematismo dei nazionalsocialisti e chi più ne ha più ne metta! Così, in modo insidioso, subdolo e viscido il Regime viene al mondo con l’intento di opporsi alla dittatura dell’Unione Sovietica, divenendo qualcosa di drasticamente peggio.

Ma la superbia del Regime costerà loro molto caro: nei laboratori viene sperimentato e creato un Segnale radio in grado di tramutare alcuni individui in terribili superandroidi (processo denominato “effetto Sigmata”) che in un qualche modo a noi sconosciuto viene trafugato e sfruttato dalla nascente Resistenza. Grazie a questi nuovi combattenti chiamati Ricevitori e gestiti da noi giocatori, le quattro fazioni che si stavano andando via via formando per il paese si alleano formando un unico movimento; ma, come sappiamo bene, ogni rivolta ha bisogno del suo evento scatenante e questa ha il suo nei tafferugli della Parata Militare del 1985, dove i Freedom Fist (nati dall’unione di esercito e forze dell’ordine) uccidono indiscriminatamente alcuni giovanissimi contestatori. L’evento ha così tanta risonanza da causare ulteriori rivolte a cascata, fino alle evasioni di massa dai campi d’internamento: il Segnale si è acceso! Toccherà a noi portarlo in giro per l’America tramite radio, telefono o computer che sia.

Questo Segnale combatte il Fascismo.

Ripetete il Segnale, o giocatori!

SIGMATA

Un GDR completo ma anche difficile da gestire

Per entrare nel vivo della Rivoluzione bisognerà andare a creare e delineare nei dettagli il proprio Ricevitore, e a tal scopo troviamo il Sistema Operativo, ovvero la la scheda del personaggio, che come tanti altri elementi di gioco verrà rinominata in modo da adattarsi al meglio all’ambientazione ed alla lore sancite dall’autore. L’elemento che più andrà a definire il nostro supereroe cibernetico ribelle sarà il Processore Quadcore diviso nelle sue Unità d’Elaborazione (ovvero l’insieme delle caratteristiche): Aggressività, Astuzia, Giudizio e Valore. Ad ognuna di queste unità saranno associate delle Tattiche da utilizzare a seconda di quale delle quattro possibili scene che si possono affrontare all’interno di SIGMATA si starà affrontando in quel momento; esse sono Combattimento, Elusione, Intrigo e Free Play. Chiaramente alle caratteristiche di ciascun personaggio si andranno ad aggiungere background, relazioni coi compagni, esperienze passate ma soprattutto Blade e Subroutine, l’elemento più cyberpunk e piacevolmente cafone riscontrabile all’interno del gioco.

Parlando delle prime, le Blade sono veri e propri componenti cibernetici impiantabili in ciascun Ricevitore che ne potenziano notevolmente le Tattiche e sono sfruttabili anche in assenza totale del Segnale, contrariamente alle Subroutine che sono una pura manifestazione dell’effetto Sigmata in quanto donano ai nostri eroi superpoteri temibili, in particolare le terrificanti e mortali Subroutine Definitive. Avete mai sognato di polverizzare un carrarmato con la sola forza del pensiero? Lo potrete fare grazie alle numerose Subroutine Definitive che SIGMATA vi offrirà!

Tutti questi elementi vanno a collimare nella messa in atto di tutte le suddette scene mediante l’utilizzo di un sistema a dadi a 6 e 10 facce da tirare a seconda dell’unità d’elaborazione da voler sfruttare; scopo di ogni scena sarà quello di ottenere il più gran numero di successi possibili, al fine di collezionare le Hit, dei veri e propri avanzamenti nella scena che andranno a crearsi grazie alla narrazione congiunta del game master, dei giocatori e soprattutto dei dadi. Tutto questo va fatto cercando di mantenere il proprio livello di Pericolo al di sotto della soglia del 10, aldilà della quale il rischio di venire intercettati, scoperti od addirittura di morire diventerà sempre più reale; per farlo sarà necessario una buona dose di cooperazione, fortuna e conoscenza delle regole, che sebbene diventino semplici dopo alcune ore possono risultare un grande ostacolo nelle fasi iniziali, sia per coloro che si avvicinano per la prima volta al mondo del gioco di ruolo sia per quelli che come me sono cresciuti a pane e Dungeons & Dragons.

Ma la sfida più grande di tutta la mia esperienza in SIGMATA è stata la gestione effettiva della Rivoluzione stessa, che è descritta minuziosamente tenendo conto di ogni aspetto che potrebbe influire sulla buona riuscita o meno della causa; questo processo avviene all’interno di un’apposita scheda chiamata Sala Operativa, che rende alcune fasi del gioco molto simile ad un boardgame. L’obiettivo finale in termini di metagame è quello di massimizzare le barre di favore di Popolazione Locale, Comunità Internazionale e Combattenti della Resistenza, dato che avere dalla parte tutt’e tre comporterà l’abbattimento del Regime e l’affermazione di una nuova forma di pensiero che possa puntare ad un più roseo futuro…ma la dinamica delle Fazioni può donare qualche emozione aggiuntiva ad un’esperienza che ha già molto da offrire! A discrezione del master potranno infatti venirsi a creare fronti interni da dover gestire, fornendo l’ulteriore ed importantissimo obiettivo di non sostituire un regime con un altro identico al precedente se non per il colore politico.

Sigmata è un’esperienza che potrebbe apparire forse troppo complessa ad un primo e superficiale sguardo, ma, una volta presa un minimo di padronanza con le sue innumerevoli regole, riesce ad essere uno tra i più appaganti e completi gdr a cui io mi sia approcciato, anche grazie ad una componente grafica non indifferente seppur nella sua sporadicità. Curare nel dettaglio un prodotto mettendoci amore e passione ripaga sempre, e SIGMATA da questo punto di vista risplende.

SIGMATA

Conclusioni

Sigmata: This Signal Kills Fascists riesce perfettamente nel suo duplice intento: da un lato crea un gioco di ruolo divertente e ben declinato in ogni sua sfaccettatura, dall’altro pone i giocatori di fronte alle innumerevoli problematiche etiche e non che comporta lottare per i propri diritti. SIGMATA non ha scrupolo alcuno nel mettere i personaggi in situazioni disagianti ai limiti della morale ed etica umana. Ci immerge in una realtà che non è poi tanto differente dalla nostra, superpoteri e totalitarsimo americano a parte chiaramente, facendoci vedere alcune problematiche da prospettive che solitamente ignoriamo per disimpegnarci moralmente da situazioni che non riusciamo a metabolizzare per via della loro atrocità. Sigmata, nel suo piccolo, ci spinge a immergere le mani in quella fanghiglia che spesso e volutamente ignoriamo in quanto “problema d’altri”, insozzandoci e talvolta facendocene uscire addirittura turbati. Sigmata è un pugno nello stomaco che ci ricorda quanto spesso diamo per scontato la possibilità di esprimere un’opinione senza che qualcuno ce la faccia rimangiare a manganellate. Ed io lo ringrazio infinitamente per questo!

Questo Segnale combatte il Fascismo.

Ripetete il Segnale.

SIGMATA - This Signal Kills Fascists

39.99€
8.8

Voto Serial Gamer

8.8/10

Pro

  • Affronta temi caldi in modo perfetto
  • Completo, dettagliato ed appagante

Contro

  • Sistema di gioco inizialmente non molto user-friendly

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