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Tharsis: Angoscia interspaziale portatile – Recensione

Tharsis

Tharsis è titolo survival-narrativo già disponibile dal 2016 su Mac e PC(via Steam); inizialmente creato dal team di sviluppo indipendente Choice Provisions, sbarca domani, 11 aprile 2020, su Switch grazie all’editore QubicGames.

Tharsis si era già dimostrato un prodotto molto valido nella sua edizione PC, ed il suo porting non potrà far altro che aumentare la visibilità ed il successo di quest’intensa e tetra avventura spaziale ora divenuta portatile. Il titolo in sé infatti si sposa molto bene a questa possibilità, in quanto, sebbene a prima vista possa sembrare il contrario, ha una natura molto casual ed una run al suo interno si può consumare nel giro di trenta minuti circa una volta capite le varie dinamiche del titolo, offrendo un ottimo modo per passare il tempo durante gli spostamenti sui mezzi.

Sebbene Tharsis sia un titolo che mi ha preso e colpito fin da subito anche nella sua semplicità, esso riporta inevitabilmente le proprie pecche originali, cose che nell’effettivo un semplice porting non avrebbe potuto risolvere. Ma andiamo a vedere il tutto nel dettaglio.

La nave meno sicura di tutta la galassia e dintorni

Le vicende iniziano in un futuro prossimo non meglio precisato, quando l’avanzatissimo shuttle Iktomi parte con quattro membri dell’equipaggio per raggiungere Tharsis, appunto, una regione montuosa e vulcanica di Marte(al cui interno si trova il famigerato Monte Olimpo) con una missione non meglio precisata da svolgere. Il nostro obiettivo in tutto questo è permettere che la nave giunga finalmente destinazione riducendo al minimo i danni(strutturali, fisici e psicologici che siano) che andranno ad accumularsi via via che il nostro viaggio proseguirà, facendoci seriamente dubitare del fatto che la Iktomi fosse seriamente pronta ad un viaggio del genere.

Per farlo sarà necessario gestire al meglio sia l’equipaggio che le varie sezioni della nave, ciascuno di essi con abilità peculiari, tenendo d’occhio i numerosi parametri, che andremo subito ad analizzare: primo tra tutti lo Scafo della Iktomi, messo sempre a repentaglio dai numerosi malfunzionamenti ed incidenti che faranno sembrare l’astronave molto simile ad uno scolapasta a motore interstellare; la Salute di ogni astronauta, anch’essa messa a repentaglio dalle varie insidie spaziali e che potrà essere ripristinata nell’Infermeria; i Dadi dei vari membri della ciurma, che ne rappresentano la capacità di agire e possono essere ripristinati nel Supporto Vitale; infine lo Stress, che se non ridotto può condurre lentamente alla pazzia i nostri poveri malcapitati e che potrà essere ridotto chiamando i loro familiari grazie alla Stazione Operativa. Insomma, una marea di variabili che dovranno essere tenute da conto per portare a termine questo angoscioso viaggio di dieci settimane(o meglio di turni, videoludicamente parlando) che parrà irrealizzabile alle prime run. Il trucco per ottimizzare le proprie capacità è proprio nel familiarizzare con le varie possibilità che il gioco offre durante le prime partite badando poco all’obiettivo principale per quanto paradossale possa sembrare. Il giocatore che pondera e testa il tutto con minuziosità, trovando ottime sinergie tra personaggi e zone della nave, riuscirà a fare la vera differenza tra la vita e la morte.

Tharsis

Ciascun turno si aprirà con un’analisi dettagliata dei danni strutturali riportati durante la settimana, dopodiché spetterà a noi assegnare i vari astronauti allo svolgimento dei diversi compiti per evitare le spiacevoli conseguenze quali l’implosione della nave stessa, ricordandoci però anche di prendersi cura di loro nei limiti delle nostre possibilità per poter continuare ad avere un “loro” da poter gestire. Dopo aver mosso e fatto agire ciascun membro dell’equipaggio il gioco calcolerà i danni degli eventi lasciati irrisolti e, nel caso fortunato in cui saremmo riusciti a sopravvivere alla settimana(cosa assolutamente non scontata) ci porrà di fronte a scelte morali che avranno sia risvolti positivi che negativi, alcuni dei quali saranno terribili.

Chiaramente non ho approfondito ogni singolo aspetto dell’affascinante gameplay di Tharsis, soprattutto perché toglierei gran parte del divertimento che sta proprio nell’affrontare le varie situazioni grazie alle proprie capacità adattive, ma tengo particolarmente a spiegarvi la meccanica dei dadi, quella che dà un pizzico di pepe in più a tutta l’esperienza in quanto fornisce una componente casuale che tiene sempre il giocatore sul chi va là. Ogni personaggio avrà infatti la possibilità di tirare i dadi per affrontare i molteplici eventi, sfruttare le proprie abilità o quelle della struttura all’interno della quale è deposto, tenendo conto che alcuni risultati potrebbero esserci decisamente avversi e condurre alla morte molto più in fretta di quanto preventivato. Potreste essere i migliori giocatori dell’universo, ma i dadi doneranno quel tocco in più d’incertezza che non vi farà mai sentire completamente al sicuro, cosa che dona una grandissima immersività al titolo.

Insomma, Tharsis è un gioco che punta decisamente al suo gameplay più che alla sua trama, che risulta infatti molto inconcludente e per certi versi incomprensibile, ma che purtroppo viene ad esaurirsi molto in fretta, sia per le poche possibilità offerte dal titolo aldilà della Campagna e delle Missioni, sia perché dopo poco le run sembreranno molto simili le une alle altre. Nemmeno la possibilità di sbloccare nuovi personaggi man mano che si svolgono diversi incarichi riesce a risollevare Tharsis dalla sua esauribilità e stucchevolezza, il chè è un gran peccato viste le ottime dinamiche di gameplay da esso fornite.

Tharsis

Funzionale nella sua semplicità

Fin dai primi momenti di gioco è chiaro che Tharsis sia una produzione indipendente che ha puntato principalmente sulle proprie dinamiche di gameplay piuttosto che sul proprio comparto tecnico, facendo capire ulteriormente quale fosse il focus degli sviluppatori.

A livello grafico risulta essere godibile nella sua semplicità dei modelli 3D e nei disegni ed animazioni in due dimensioni che ne pongono le poco(seppur significative) cutscene. Per quanto riguarda il comparto sonoro si riscontra la stessa semplicità all’insegna di ben poche tracce molto ripetitive e similari tra loro accompagnate da un discreto doppiaggio che sicuramente non fa gridare al miracolo. Tendo sempre a ricordare ai lettori che le produzioni indipendenti vanno tenute in considerazione soprattutto per le idee e le dinamiche di gameplay che presentano, e non tanto per la realizzazione tecnica eccelsa; Tharsis è difatti un ottimo gioco seppur di realizzazione molto semplice e low-budget.

Tharsis

Conclusioni

Tharsis è un titolo di particolare interesse per tutti gli amanti del genere survival, soprattutto grazie all’atmosfera angosciosa dentro alla quale riesce ad immergere il giocatore. Sebbene la sua replicabilità sia particolarmente carente, cosa che in effetti risulta essere un grosso passo falso in titoli di questo genere, riesce a donare qualche ora di svago e risultando un ottimo casual game. Oltretutto al momento Tharsis risulta scontato del ben 25% sul Nintendo eShop grazie all’offerta di lancio che durerà fino al 26 aprile per chiunque fosse interessato a comprarlo; il gioco non è localizzato e ciò è un elemento da tenere in considerazione prima di un possibile acquisto, sebbene non richieda grande dimestichezza dato che una volta capite le dinamiche si ricorrerà ben poco agli aiuti testuali.

Tharsis

Tharsis

11,99 €
6.8

Trama/Ambientazione

5.0/10

Gameplay

8.0/10

Grafica

6.0/10

Sonoro

6.5/10

Longevità

5.0/10

Qualità del porting

10.0/10

Pro

  • Dinamiche di gameplay interessanti
  • Elevata immersività con la situazione presentata

Contro

  • Espediente narrativo inconcludente
  • Facilmente esauribile

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