Anteprime PC Speciali

Dreamscaper: Prologue, La battaglia più dura la combattiamo dentro di noi – Anteprima

Dreamscaper è il primo progetto indipendente sviluppato da Afterburner Studios che verrà pubblicato nell’estate 2020 su PC(via Steam) e Switch grazie all’aiuto dell’editore Maple Whispering Limited; ho avuto la grande occasione di provare in anteprima per voi su PC il suo Prologo, che a partire dall’8 aprile sarà disponibile gratuitamente sul launcher della Valve, rimanendo piacevolmente colpito da quel poco che ho potuto attualmente osservare.

Si tratta di un titolo roguelike che prende spunto da diversi giochi appartenenti a tale genere, come ad esempio The Binding of Isaac od Enter the Gungeon, riuscendo a creare un enorme appeal con esso nel giro di pochissimo tempo grazie alla sua poesia; Dreamscaper è riuscito a colpirmi nel profondo perché affronta un tema tanto attuale e tanto vero in una maniera sublime artisticamente parlando, utilizzando un media spesso ingiustamente condannato per trasmettere un messaggio estremamente positivo.

Chiaramente le conclusioni a cui sono giunto sono frutto di quelle poche ore di gioco necessarie a completare al meglio il Prologo, e di conseguenza solo il tempo potrà dirci se questa piccola opera riuscirà ad essere valida nella sua interezza, sebbene il suo potenziale sia molto elevato. Di seguito vi parlerò di ciò che più mi ha colpito ma anche delle pecche che sono emerse in questa mia breve esperienza all’interno del titolo, andando ad esplorare ogni suo frangente nel dettaglio.

In balia del proprio subconscio

Dreamscaper racconta la storia di una ragazza, Cassidy, che combatte ogni giorno con sé stessa in quanto fortemente depressa; di giorno la vediamo cercare d’intessere qualche rapporto con diverse persone incontrate per caso in città, ma è di notte che la battaglia diventa in un certo qual senso “reale”. Ogni volta che si addormenta Cassidy piomba irrimediabilmente all’interno del Dreamscape, un mondo onirico costruito sulla base dei suoi ricordi dal subconscio. Questo piano onirico però risulta essere decisamente compromesso a causa delle terribili creature che lo popolano; esse sono generate dalle paure e dalle angosce più profonde di Cassidy stessa, che cerca in ogni modo di liberarsi di quelle più tremende cercando di diventare sempre più forte.

Dreamscaper

Il gioco vero e proprio inizia lì, dentro al primo livello del sogno, citando Inception, all’interno del quale dovremmo sfidare la personificazione della paura stessa della ragazza. Le dinamiche sono molteplici e ricalcano molto i sopraccitati titoli a cui il gioco si ispira, riuscendo a donare un’esperienza diversa ciascuna volta che ci butteremo nel letto grazie ai livelli generati proceduralmente: potenziamenti, puzzle, nemici ed altri contenuti andranno a colmare i turbati sogni della nostra fanciulla. Il nostro compito è semplice: andare sempre più in profondità e scoprire il turbolento passato che ha originato questo terribile male che cresce all’interno della sua mente come un tumore ed in qualche modo cercare di estirparlo definitivamente. Purtroppo al momento tutto ciò non ci è concesso, in quanto il prologo ci permette di esplorare solo superficialmente quello che sembra essere un incredibile viaggio nel dramma umano.

Il messaggio simbolico di Dremscaper traspare anche nello sbloccare i potenziamenti, alcuni dei quali presenti anche in questo prologo, cosa resa possibile solo ed esclusivamente stringendo legami nella realtà, a testimoniare che più Cassidy si sente sicura e a proprio agio con ciò che la circonda, più lei sarà in grado di gestire quest’invadente ed incessante sconforto che ne accompagna l’esistenza. Voi chiaramente non potete saperlo, ma attualmente sto affrontando un percorso di studi in Psicologia e devo assolutamente dire che questo progetto mi affascina ulteriormente anche grazie ad una consapevolezza maggiore che riesco ad avere sulla problematica attorno alla quale orbita il titolo, riuscendo a cogliere una cura al dettaglio non indifferente ed una profonda delicatezza, sebbene il clamore delle battaglie sembri dire altrimenti, nel raccontare tutto questo. Mi è capitato ben poche volte di incontrare un gioco che nel suo dire poco riesca a comunicare così tanto.

Dreamscaper

La mente vista come un’incatevole tela

Uno degli elementi che più colpisce di Dreamscaper è indubbiamente il caratteristico ed incantevole comparto grafico, che fa divenire la mente umana, o meglio i sogni, una vera e propria tela ad acquarelli che va a farsi e disfarsi man mano che la esploriamo. Un quadro incantevole che viene costruito sui ricordi, anche e soprattutto da quelli più tormentati, di Cassidy e che dimostra quanto anche un titolo indie possa riuscire ad essere poetico ed affascinante nel suo piccolo.

Rimane invece un po’ anonimo il comparto sonoro che , sebbene si sposi bene con la delicatezza artistica del titolo, non riesce penetrare a fondo nel cuore del giocatore tanto quanto il suo corrispettivo visivo.

Conclusioni

Dreamscaper si è rivelato essere un titolo molto interessante in questo suo molto breve prologo, mostrando appieno quanto potenziale un gioco del genere potrebbe avere se sfruttato al meglio. Nonostante le ottime conclusioni a cui sono giunto c’è da dire che il suo gameplay al momento non risulta essere molto competitivo, risultando a tratti anche troppo facile una volta presa dimestichezza con esso. Ciò è un vero peccato perché con basi così buone non sfruttare al meglio il proprio gameplay potrebbe essere un gravissimo passo falso.

Per essere il primo gioco sviluppato da un team indipendente formato da sole tre persone, Dreamscaper, per quel che si è mostrato, potrebbe essere uno dei titoli indie migliori di questo 2020, ma purtroppo per avere conferma di ciò non si ha altro da fare se non aspettare; vi invito calorosamente a provarlo non appena il prologo gratuito sarà disponibile su Steam ed a continuare a seguirci per avere ulteriori informazioni in merito, nonchè per la recensione del prodotto finale una volta rilasciato.

Dreamscaper

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