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Moons of Madness: Marte fa Schifo – Recensione

La mia passeggiata su Marte doveva essere un momento di trionfo per la scienza, e per la ricerca. Mentre guardavo fuori dal vetro della mia stazione spaziale, vedendo la terra a milioni di kilometri di distanza, mi sentivo a metà tra un eroe e un privilegiato, per il compito di avanguardia dell’umanità che avevo e la responsabilità di guidarla verso un futuro nuovo.

Non sapevo che la mia avventura sarebbe finita a tentacoli e schifìo.

D’altra parte, sviluppato da Funcom, Moons of Madness lasciava degli indizi sin dal titolo: si tratta infatti di un lavoro ispirato all’opera del celebre Lovecraft intitolata “Le Montagne della Follia”, che narra la storia di un gruppo di ricercatori in Antartide che scoprono una misteriosa quanto antica struttura dove entreranno in contatto con dei potenti esseri extradimensionali qui bloccati da millenni, e il cui risveglio non solo rischia di porre fine alla vita dei ricercatori ma anche al modello matematico sul quale viene calcolata l’equazione della realtà.

Similmente a questo racconto, Moons of Madness propone le avventure di Shane, un ricercatore su Marte che si troverà a fare i conti con degli esseri ostili e pericolosi provenienti da un mondo oscuro che hanno attaccato la nostra dimensione lineare con i loro poteri e la loro conoscenza blasfema. A questo si aggiungeranno i traumi già presenti nella vita di Shane e le azioni poco chiare della compagnia Orochi, che ha finanziato la spedizione su Marte: non i saranno alleati per Shane in una battaglia che diventerà sua solo a causa di una variabile sbagliata sul calcolo della casualità. Il giovane dovrà soppesare bene il coefficiente di valore della sua vita, di quella dei suoi affetti e della realtà stessa.

A livello di Gameplay Moons of Madness si pone fortemente come un horror game quasi del tutto canonico: la nostra esperienza di gioco sarà infatti caratterizzata dalla risoluzione di puzzle ambientati che ci porteranno a completare i nostri compiti o passare alle aree successive nel corso dell’avventura, in tutto questo ben immersi in un’atmosfera per nulla rilassante, che porta inquietudine e una paura strisciante in ogni momento.

È questo il concetto che separa in maniera sottile Moons of Madness dalle altre opere appartenenti al genere: non abbiamo qui espresso un horror particolarmente gore, o che comunque ci mette di fronte all’evidente terrore di una morte violenta e orribile per mano di creature mostruose: in linea con l’opera autoriale di Lovecraft quello che si percepisce qui è un’inquietudine più strisciante, che è soltanto la punta di un iceberg enorme. Le minacce che affronteremo sono mortifere quanto un pazzo in motosega che ci insegue, o un epidemia zombie, ma il modo in cui vengono avvertite è totalmente diverso.

In Moons of Madness l’ignoto ci circonda fumoso e terribile, mostrandoci solo minuscole frazioni dell’intero in grado di farci tremare in presa all’angoscia. Non sono necessari eccessivi utilizzi della meccanica del Jump Scare, perché sarà già l’atmosfera generale a tenerci col fiato sospeso.

Dal punto di vista tecnico il titolo rappresenta un ottimo risultato raggiunto dagli sviluppatori di Funcom: un comparto di frame rate stabilissimo si snoda attraverso ad una struttura a capitoli soddisfacente, e il colpo d’occhio mostra forme e poligoni definiti, un comparto grafico nitido e colori sempre azzeccati e brillanti. Ottimo anche il sistema di illuminazione, che riesce a rendere evocativa ogni diversa ambientazione del gioco, trasmettendo la giusta atmosfera al giocatore.

Moons of Madness si presenta quindi in ultima istanza come un ottimo prodotto, saldamente ancorato ai dettami del genere horror ma in grado di separarsene un minimo grazie all’implementazione massiccia di concept provenienti dalla letteratura Lovecraftiana: proprio grazie a questa forte influenza il titolo riesce ad assestarsi all’interno del panorama come prodotto di assoluto interesse, grazie anche al comparto tecnico di buona qualità.

Non si dovrebbe dire, ma fatta esclusione dei funghi, dei tentacoli, degli orrori striscianti, del senso di vuoto e del sublime provocato dall’incontro con dei grandi esseri probabilmente cuginetti di Chtulu, Moons of Madness è proprio una gradevole passeggiata su Marte.

*Versione testata: PS4, grazie ad un codice digitale fornito dal publisher

Moons of Madness

7.2

Trama/Ambientazione

8.0/10

Gameplay

7.5/10

Grafica

7.7/10

Sonoro

6.0/10

Longevità

7.0/10

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Pietro Ferri

Senior Editor di Serial Gamer, è un appassionato di videogames fin da tenera età. Si interessa con dedizione all'approfondimento di qualunque forma d'arte che riesca a trasmettergli emozioni

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