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Zombie Army 4: Dead War, il ritorno degli zombie nazisti – Recensione

Dopo tre capitoli e una collection pubblicata recentemente Rebellion torna alla carica con la sua serie spin-off di Sniper Elite riportando in vita zombie e nazisti in un connubio che spesso si è visto nei medium multimediali, dai videogiochi ai film.
È così che il team di sviluppo rincara la dose di non morti con Zombie Army 4: Dead War, il quarto capitolo della serie che vede le orde di zombie più agguerrite che mai con l’unico obiettivo di creare scompiglio e invadere i territori europei.

Zombie in Italia

In questo capitolo della saga gli zombie sono arrivati in Italia con la vicenda che parte dalla Milano degli anni ’40 arrivando anche in Sardegna, passando anche per alcune tappe estere come la Croazia, ovviamente la ricostruzione delle città cerca di essere fedele all’epoca non riuscendo però a lasciare il segno. Alla base della narrativa troveremo come sempre una visione distorta della realtà con il Führer che, alle strette, ricorrerà alla carta dei non morti per conquistare il bel paese in quello che si assesta come una semplice scusa per farci immettere in quelle che saranno una serie di missioni in cui dovremo farci strada massacrando i vari zombie.

Massacro di non morti

Zombie Army 4 porta avanti le tradizioni della saga proseguendo il percorso tracciato dai suoi predecessori, con i giocatori che avranno un unico e fondamentale obiettivo: avanzare il più possibile a suon di proiettili facendo fuori gli zombie che cercheranno di ostacolare il cammino del protagonista con le missioni che ci porteranno spesso ad avere una sensazione di ripetitività.
Proprio questo è uno dei punti deboli della produzione visto che la serie di missioni che dovremo svolgere saranno spesso simili tra loro tra la raccolta di diversi oggetti utili per ricostruire dei macchinari che andranno poi difesi dagli attacchi zombie o la difesa di zone nevralgiche.
In ogni caso il gameplay del gioco è ancor più velocizzato rispetto ai predecessori con gli zombie che spesso sono aggressivi e per forza di cose porteranno i giocatori ad utilizzare le diverse armi a disposizione tralasciando però il proprio amato cecchino: la velocità di quest’ultimo infatti porterà non poche difficoltà soprattutto se saranno presenti più zombie aggressivi, portando la scelta su bocche da fuoco con un rateo più veloce o a fucili a pompa più funzionali nel combattimento ravvicinato.
Oltre alle diverse armi disponibili sarà possibile utilizzare anche delle abilità come per esempio colpi melee, attacchi con coltello in grado di restituire salute e un colpo speciale dell’arma equipaggiata tra proiettili esplosivi o bullet time, il tutto segnato da appositi indicatori presenti nell’hud.
Insieme alle diverse possibilità presenti nelle ambientazioni sarà anche possibile affrontare tutte le missioni in cooperativa andando a massacrare i non morti con altri tre compagni: questo è di sicuro il modo migliore per usufruire di un gioco che, come detto in precedenza, può rischiare di diventare ripetitivo dopo l’ennesima missione simile andando così ad aggiungere un elemento in più di strategia cercando di coordinarsi alla perfezione con i propri compagni.

Mantenendo la linea

Dal punto di vista tecnico e grafico il titolo targato Rebellion mantiene il livello raggiunto con Sniper Elite 4 aggiungendo qualche miglioria per quanto riguarda il sistema di illuminazione e la realizzazione delle location anche se l’ambientazione italiana del titolo poteva essere sfruttata decisamente meglio aggiungendo qualche scorcio riconoscibile.
Di livello rimangono senza dubbio le Kill Cam, come sempre piacevoli da vedere e molto precise nel loro sviluppo, mentre più sottotono le animazioni generali dei personaggi che risultano un po’ datate.
Da segnalare poi le due modalità grafiche su PlayStation 4 Pro con la possibilità di scegliere tra qualità o prestazioni, con la prima che permette di giocare a 30 fps ed una risoluzione migliore, mentre la seconda di avanzare a 60 fps ma con una qualità visiva più sottotono.
Senza lode e senza infamia il comparto sonoro che riesce a creare una discreta atmosfera seguito da un doppiaggio che fa il suo lavoro anche se, in questo capitolo, si è deciso di tralasciare la localizzazione in italiano (sempre dei dialoghi) lasciandola solo per i sottotitoli.

In conclusione Zombie Army 4: Dead War va a rimpinguare la serie spin off del capostipite Sniper Elite con Rebellion che ha deciso di proseguire sulla strada tracciata dai suoi predecessori mantenendo la natura scanzonata e sopra le righe degli altri capitoli consegnando ai giocatori un titoli godibile dal punto di vista del gameplay soprattutto se giocato in cooperativa con gli amici. Purtroppo però se giocata in solitaria l’avventura rischia di diventare in alcune sezioni un po’ ripetitiva per via di missioni che propongono spesso un pattern classico senza molte differenze l’una dall’altra.

*Versione Testata: PlayStation 4, grazie al codice fornitoci dal publisher

Zombie Army 4: Dead War

7.1

Trama

6.0/10

Gameplay

8.0/10

Grafica

7.0/10

Sonoro

7.0/10

Longevità

7.5/10

Pro

  • Gunplay piacevole
  • In cooperativa rende sicuramente di più

Contro

  • Rischia di diventare un po' ripetitivo in solitaria
  • Tecnicamente e graficamente non eccelso

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Alessandro Reppucci

Senior Editor e responsabile YouTube di Serial Gamer, da sempre innamorato follemente dei videogames, dai 5/6 anni in poi ha macinato giochi su giochi di ogni genere.

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