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Conglomerate 451: Cyberlotta al potere – Anteprima

Conglomerate 451

Conglomerate 451, titolo dungeon crawler ad ambientazione cyberpunk sviluppato dalla nostrana software house emergente RuneHeads e pubblicato da 1C Entertainment per PC(via Steam), è disponibile già dal 23 maggio 2019 in accesso anticipato. Ad una settimana dalla sua uscita definitiva, prevista appunto per il 20 febbraio 2020, ho avuto modo di testarlo per voi.

L’ambientazione cyberpunk ha sempre un certo fascino su di me; futuri distopici conditi da protesi robotiche, umani superpotenziati, macchine volanti, agglomerati urbani straripanti di neon e criminalità…un mix che mi solletica il palato ogni volta che mi avvicino a titoli del genere, in particolar modo quest’anno, vista l’imponente(seppur rimandata) uscita di Cyberpunk 2077, uno tra i titoli che sto attendendo di più di questa generazione. Nel frattempo ho scoperto in Conglomerate 451 un ottimo modo per lenire l’attesa, per immergermi appieno in uno squallido futuro da ridipingere col sangue. Ma andiamo a vedere nel dettaglio quest’interessante titolo sfornato interamente nel panorama videoludico italiano.

Rappresaglie indiscriminate

Conglomerate 451 ha inizio nel 2099, all’interno dell’omonima città Conglomerate, una megalopoli totalmente alla mercè delle Corporazioni, ormai divenute vere e proprie associazioni criminali dedite ad ogni crimine possibile ed immaginabile. Per sopperire il problema, ormai divenuto ingestibile oltre ogni ragionevole possibilità, il Governo ha concesso l’utilizzo di misure straordinarie alle Agenzie di Sicurezza Private, con particolare riferimento all’utilizzo in battaglia di cloni combattenti non sottoposti ad al normale decorso della legge. Il principio del battere il fuoco con il fuoco sembrerebbe valido anche nel lontano 2099 stando all’intelaiatura narrativa che il titolo ci offre.

Parlo di intelaiatura narrativa poiché il focus di Conglomerate 451 è il suo gameplay, non la creazione di una trama solida e coinvolgente; di fatto essa è solo un pretesto per contestuaizzare un ottimo gameplay che divertirebbe anche senza bisogno della stessa.

Sebbene io sia un giocatore molto orientato sulle trame machiavelliche e mozzafiato, questo approccio di gioco non mi è dispiaciuto affatto all’interno del titolo in questione, anzi, nonostante questa narrativa molto scarna, è riuscito a coinvolgermi non poco all’interno delle sue dinamiche.

Conglomerate 451

Noi giocatori saremo introdotti infatti come direttori di una delle suddette Agenzie, di cui dovremmo occuparci di ogni singolo frangente, clonazione, gestione delle truppe fino ad arrivare alla ricerca scientifica. Il nostro scopo è chiaro e scontato: distruggere ognuna delle Corporazioni all’interno di Conglomerate, per portare finalmente pace ad una città ormai asfissiata dalla guerra civile; per farlo verremo lanciati nel fulcro dell’emergenza: il famigerato Settore 451. Tutto questo dovrà essere compiuto all’interno di un tempo limite di settantacinque settimane, se il giocatore deciderà di affrontare la Modalità Storia, ma quando dicevo che Conglomerate 451 può sopravvivere anche senza narrativa ero serio, in quanto all’interno della Modalità Infinita si avrà possibilità di giocare senza alcun limite di tempo anche dopo la totale sconfitta della criminalità organizzata.

Ognuna delle missioni che compiremo nel tentativo di adempiere al nostro tanto virtuoso quanto violento obiettivo ci immergerà in una mappa generata proceduralmente, in modo da generare esperienze via via sempre diverse in ogni run che si intraprenderà. Tali mappe divise in riquadri saranno ricolme di nemici affrontabili mediante battaglie a turni degne dei più classici Final Fantasy, mercanti e loot, tutte cose che renderanno via via i nostri cloni da battaglia sempre più forti. Ad arricchire il tutto vi saranno anche le missioni secondarie, commissionate direttamente dal Diplomatico, il nostro diretto intermediario col Governo.

Così spiegato il gameplay potrebbe sembrare molto semplice(forse fin troppo), ma fidatevi di me quando dico che Conglomerate 451 è ricco di dettagli che lo rendono una piccola perla videoludica. Si potranno ottenere nuove modifiche, impianti biomeccanici, chip e tanto altro man mano che si proseguirà con la storia e con i molteplici rami di ricerca da dover finanziare. Sarebbe inutile e potrebbe addirittura rovinare parte del divertimento stesso andare ad analizzare ogni singolo elemento, il cui ottenimento è spesso appagante ed apre la strada all’utilizzo di diverse strategie.

Conglomerate 451

Semplice ma notevolmente immersivo

Conglomerate 451 ha un comparto grafico semplice ma notevolmente caratteristico, riuscendo a sfruttare in modo eccelso l’ambientazione steampunk in tutto il suo tetro ed affascinante squallore nonostante l’eccessiva ripetitività dei modelli 3D. Tutto questo è assolutamente comprensibile se si prende in considerazione il fatto di trovarsi di fronte ad un indie del quale sia i membri che il budget a disposizione del team di sviluppo erano molto ridotti; considerando il prodotto finale questo risulta essere addirittura un vanto per i ragazzi di RuneHeads, che nonostante tali difficoltà hanno creato un prodotto assolutamente gradevole. Il comparto sonoro si sposa bene con l’ambientazione, donando ulteriore caratterizzazione al prodotto.

Conglomerate 451

Conclusioni

Conglomerate 451 mi ha dato fin da subito l’impressione di essere un gioco già del tutto completo ed in grado di tenere testa ai numerosissimi dungeon crawler disponibili attualmente sul mercato, sebbene attualmente in accesso anticipato. Ciò potrebbe essere del tutto comprensibile vista la mancanza di una settimana alla sua release definitiva, ma stando, agli sviluppatori, è previsto l’arrivo di tanti nuovi contenuti sia al day one che nel futuro, facendomi sperare in un roseo futuro per il già ricco titolo. Consiglio vivamente a tutti gli amanti dell’ambientazione e del genere l’acquisto di Conglomerate 451, attualmente disponibile ad un commisuratissimo prezzo di 19,99.

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