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The Park: una passeggiata nel parco – Recensione

The Park su Nintendo Switch non era atteso, ma a posteriori il suo arrivo era più che prevedibile. Come un ospite non annunciato, il titolo di Funcom ha spiazzato con la sua discesa in campo, ed era difficile prevedere quale sarebbe stato il suo impatto sulla console di Nintendo e l’ambiente videoludico in generale.

Dalla Torre d’Avorio di Serial Gamer ci siamo fatti una passeggiata nel parco, e con lei un’idea.

 Prendiamo possesso del nostro avatar durante un pomeriggio tranquillo, quando una madre e un figlio sono in macchina fuori da un parco divertimenti; ad un tratto il bambino corre all’interno della struttura e la donna lo insegue, perdendolo di vista, in un incipit che più di canonico è etichettabile come scontato. La madre ad un certo punto comincia a parlare tra sé e sé, furiosa del fatto che suo figlio, come tutti i bambini del mondo, sia esistito come parassita all’interno del suo corpo per nove mesi, per poi uscire in un bagno di sangue e renderla sua schiava per tutta la vita. A questo punto The Park aveva tutta la mia attenzione.

La verità però è che proseguendo nel walkthrough ci rendiamo presto conto che la situazione non è interessante come sembra, e che quello che abbiamo davanti è solo l’ennesimo titolo horror che, ambientato in un parco di divertimenti abbandonato, fa vertere buona parte della sua proposta ludica su una coulrofobia che sinceramente era un po’ desueta già nel 2015, ai tempi del primo lancio del prodotto su PC.

Il gameplay è il più standard possibile: un walking simulator condito di atmosfere poco rassicuranti ma incapaci di opprimere, e colorato con qualche jump scare che prova a colorire una produzione che parte con delle basi in realtà poco costruttive.

Durante il nostro vagare per il parco alla ricerca della nostra progenie misteriosamente sparita, il personaggio proverà dal canto suo ad approfondire l’esperienza di gioco con qualche riflessione personale o qualche spunto interessante, ed è questo l’unico elemento che riesce a non fare sprofondare nell’anonimato tutta la produzione.

Il discorso è che un titolo horror dovrebbe avere un impatto sul giocatore, e The Park ne ha ad oggi veramente poco: che sia stato il gioco stesso ad invecchiare in maniera impietosa fino ad essere inadeguato al tempo che è cambiato, sia che fosse già la proposta iniziale del 2015 ad essere debole, il risultato sicuro è che il titolo non riesce ad imporsi nel genere, anche a fronte della ottima resa sulla console Nintendo.

La Switch, con la sua natura ibrida infatti è la componente che paradossalmente più convince di questa riedizione: la piattaforma della casa di Kyoto riesce a rendere in qualche modo più fruibile l’esperienza, proponendo il titolo sia in modalità docked che libera, e andando a variare di fatto la qualità dell’approccio al gioco, ora giocato nel buio del salotto sul televisore, ora sotto le coperte della camera da letto, nel silenzio della notte.

A fronte di una proposta che non riesce a convincere, il porting dell’opera è invece soddisfacente: non si hanno scatti i cali di frame nella nuova versione di The Park, e l’impianto tecnico del titolo, anche se figlio di altri tempi, risulta in ultima analisi solido ed efficace, perfetto per fare godere nella maniera più corretta delle emozioni che ci verranno (labilmente) suggerite.

Un horror è fortemente legato all’atmosfera che sa creare e the park, con la sua incapacità di osare sul lato del gameplay parte già in svantaggio, supportato solo da una narrazione di livello sufficiente, un impianto tecnico adeguato e tutta la potenza concettuale di Switch.

In conclusione, l’arrivo di The Park su Nintendo Switch è equivalente allo svolgimento del compitino: il porting è di buona fattura, ma il il titolo riversa anche sulla sua ultima console tutti i difetti che aveva il giorno del suo lancio.

Certo, se volete davvero intraprendente questa camminata nel parco, Nintendo Switch è il luogo migliore per viverla, ma rimane il fatto che giocare a The Park sull’ibrida di Nintendo è come fare trekking con le scarpe più comode nel mondo nella zona industriale di una città periferica: nessuno dei nostri passi ci peserà, ma la soddisfazione per la quale li stiamo mettendo uno dietro l’altro non sarà facile da acciuffare.

*Versione testata: Nintendo Switch, grazie al codice fornito dal publisher

The Park

6.1

Trama/Ambientazione

5.0/10

Gameplay

6.5/10

Grafica

6.5/10

Sonoro

6.7/10

Longevità

6.0/10

Pietro Ferri

Senior Editor di Serial Gamer, è un appassionato di videogames fin da tenera età. Si interessa con dedizione all'approfondimento di qualunque forma d'arte che riesca a trasmettergli emozioni

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