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The Outer Worlds: Alla scoperta di Alcione – Recensione

The Outer Worlds - Cover

A distanza di nove anni da Fallout: New Vegas il team Obsidian, recentemente acquisito da Microsoft e ora parte degli Xbox Game Studios, pubblica un nuovo GDR in prima persona, questa volta ambientato tra le stelle e non più in una post-apocalittica Terra: oggi vi parliamo approfonditamente di The Outer Worlds, disponibile a partire dallo scorso 25 ottobre su PC, PlayStation 4 e Xbox One (disponibile gratuitamente dal day-one sul Game Pass di Microsoft sia su Xbox che PC).

Uno strano risveglio

In The Outer Worlds saremo chiamati a vestire i panni di un sopravvissuto della nave spaziale Speranza, inviata dalla Terra alla colonia di Alcione, dove gli umani hanno fondato su più pianeti una serie di città e di avamposti per garantire la sopravvivenza della specie. La Speranza è rimasta misteriosamente alla deriva per quasi 70 anni (i motivi verranno svelati durante il gioco) e tutti i coloni a bordo sono ancora ibernati: il viaggio sarebbe dovuto durare solo 10 anni e quindi scongelarli provoca alcuni effetti collaterali spiacevoli, riducendo i poveretti in poltiglia. Lo scienziato Phineas, ricercato dal Consiglio, però, ha trovato un metodo, grazie ad alcuni composti chimici, per risvegliare un fortunato volontario (noi ovviamente) a cui affiderà il compito di scoprire perché la Speranza è stata abbandonata e di indagare sul Consiglio, il governo di Alcione gestito dalle più importanti multinazionali della colonia. Phineas inizialmente ci manderà sul primo pianeta esplorabile a recuperare un’astronave, l’Inaffidabile, che ci accompagnerà per tutta l’avventura e diventerà il nostro hub centrale da cui pianificare le missioni e giostrare gli spostamenti nelle varie location esplorabili della colonia di Alcione. 

The Outer Worlds

Dopo una breve personalizzazione del personaggio, che ci permette di scegliere il sesso, le fattezze ed il nome del protagonista, dovremo scegliere una classe tra le fantasiose proposte che Obsidian ha inserito nel gioco, dal tecnico degli ascensori alla mascotte della squadra di battipalla, ognuna delle quali offre alcuni vantaggi alle proprie abilità. Inoltre avremo a disposizione dei punti da assegnare alle categorie di skill che aumenteranno tutte le abilità di quella sezione di 10 punti. Nel corso del gioco ad ogni livello otterremo un punto abilità che invece aumenterà di uno sempre tutte le caratteristiche di quella categoria fino al raggiungimento di cinquanta punti, dopodiché occorrerà aumentarle singolarmente fino ad un massimo di cento punti. Una volta spesi 20 punti e multipli seguenti sarà attivata un’abilità speciale per ogni categoria, ogni due livelli invece avremo a disposizione un vantaggio, selezionabile tra vari livelli sbloccabili mano a mano che progrediremo che offrono o un vantaggio su una abilità oppure bonus alla vita, al carico trasportabile, a determinate armi o situazioni di combattimento. Durante il gioco inoltre potremo ottenere un punto da spendere nei vantaggi in determinate situazioni in cui ci verrà proposto di accettare uno svantaggio, come per esempio la fragilità delle gambe con relativo malus alla velocità se faremo numerose cadute da punti elevati, oppure fobie a determinate categorie di nemici ed altre spassose “trovate” degli sviluppatori.

La trama si dipana tra una dozzina di missioni principali ed un buon numero consistente di secondarie, con una longevità che varia dalle dieci ore alle 30/35 in base a quante side-quest saranno completate. Una volta intrapresa la missione finale, con tanto di avviso che segnala la cosa, non sarà più possibile effettuare altre secondarie e terminato il gioco occorrerà ricominciarlo perché non è prevista la possibilità di esplorare ancora Alcione. La sceneggiatura è di buona qualità, con moltissimi momenti divertenti e comici e una buona caratterizzazione degli NPC principali delle varie fazioni.

The Outer Worlds

Un Fallout tra le stelle

A livello di gameplay, The Outer Worlds, è uno shooter in prima persona molto simile a Fallout, con tanto di abilità speciale, attivabile tramite grilletto superiore destro del joypad, che rallenta il tempo, simile al VATS della serie post-apocalittica. I dialoghi sono a scelta multipla e in molti casi alcune delle possibili risposte saranno condizionate a determinati punteggi delle nostre caratteristiche e determineranno l’andamento dell’avventura. Sono presenti nel titolo diverse fazioni, con missioni secondarie annesse e con una reputazione che varierà in base alle nostre azioni che  renderà amichevoli o no i membri delle stesse nelle varie location di gioco. Una volta visitate la prima volta, le differenti location delle zone di gioco saranno visitabili direttamente utilizzando il classico viaggio rapido. 

Obsidian ha preferito utilizzare una formula sandbox non open-world con tante zone nei vari pianeti ed avamposti a cui potremo accedere tramite un caricamento, che su console è abbastanza lento. Le zone variano per dimensione e tipologia e si passa da distese aperte, per cui occorreranno diversi minuti per attraversarle completamente, a città e location chiuse più contenute. Avremo a disposizione una dozzina di diversi pianeti (o astronavi) esplorabili, la maggior parte divisa in più zone e con più punti di atterraggio, gestite dalle varie fazioni presenti in gioco. Nel corso del gioco avremo modo di reclutare sei diversi compagni di avventura che potremo scegliere di portare con noi fuori dall’Inaffidabile (con un massimo di due personaggi, oltre a noi) mentre gli altri attenderanno sulla nostra astronave. I co-protagonisti, ognuno ben caratterizzato, avrà un’abilità speciale di combattimento attivabile, quando carica, con la pressione della freccia direzionale destra o sinistra del controller e sbloccherà, con il progredire del nostro livello, dei vantaggi del tutto simili a quelli del protagonista. I compagni inoltre avranno ognuno una storia personale composta da più missioni secondarie facoltative che ci permetteranno di conoscerli meglio e di approfondire le loro storie. 

The Outer Worlds

Il combattimento, diviso tra armi da mischia e armi da fuoco a distanza, è anche in questo caso molto simile alla modalità in prima persona di Fallout. Le armi saranno modificabili e personalizzabili nei banchi di lavoro con diversi potenziamenti e sono molto varie, fantasiose e divertenti da usare: potremo equipaggiare quattro armi, a nostra scelta tra quelle possedute e intercambiabili durante il gioco con la pressione del tasto Y/triangolo, mentre ai compagni potremo affidarne due. Le armature invece, divise in corpo e testa, sono divise in leggere e pesanti, con le prime che offriranno dei bonus alle abilità e meno protezione e le seconde che invece ovviamente daranno maggiore protezione e malus nelle abilità stealth e nell’agilità. Gli oggetti curativi invece, utilizzabili con l’inalatore attivabile dal grilletto alto sinistro, sono composti anche qui fino ad un massimo di quattro componenti tra cui scegliere che saranno usati contemporaneamente ad ogni inalazione, permettendo di avere effetti molto diversi con bonus al combattimento o particolari resistenze agli elementi delle armi nemiche. 

Buona la varietà dei nemici tra umani, robot e bestie/mostri, anche se ovviamente dopo qualche ora gli scontri risulteranno un po’ ripetitivi. 

The Outer Worlds

Una colonia colorata ma poco varia

A livello tecnico il titolo, che ovviamente punta maggiormente sulla parte narrativa e sull’altissima qualità dei dialoghi, è meno rifinito. Le varie ambientazioni, soprattutto gli interni degli edifici e le varie città sono tutte molto simili l’una con l’altra ed i volti degli NPC tendono ad assomigliarsi fin dalle prime ore di gioco. Il colpo d’occhio, su console, è comunque molto buono ed è coadiuvato da una stabilità del framerate, quasi mai ballerino e da un comparto audio di ottimo livello. Il doppiaggio in inglese (presenti i sottotitoli in italiano) è anch’esso di ottima fattura mentre la colonna sonora in se non è memorabile ma risulta comunque più che accettabile.

In conclusione, The Outer Worlds è un ottimo titolo che permette ai giocatori diversi approcci, più ragionato e stealth o più shooter e una buona caratterizzazione del personaggio che inciderà anche sull’andamento della nostra avventura, con diverse scelte che cambieranno drasticamente le sorti delle varie fazioni e dell’intera colonia di Alcione. Proprio queste possibili scelte aumentano di molto la rigiocabilità del titolo che ha comunque una longevità, per la prima run, tra le 15 e le 30 ore. Consigliamo ai giocatori più esperti di selezionare una delle due difficoltà superiori per aumentare ancora la durata di questo action-shooter fantascientifico e siamo sicuri che gli amanti di Fallout ed in generale di questo genere di gioco non rimarranno assolutamente delusi da questa ultima fatica di Obsidian.

*Versione testata: Xbox One, grazie ad un codice digitale fornito dal publisher.

The Outer Worlds

8

Trama

8.5/10

Gameplay

8.5/10

Grafica

7.5/10

Sonoro

8.0/10

Longevità

7.5/10

Pro

  • Ottima narrazione
  • Altissima qualità dei dialoghi
  • Un Fallout a tinte sci-fi

Contro

  • Longevità non eccezionale, soprattutto della trama principale
  • Volti degli NPC un po' ripetitivi

Paolo Lorenzini

Editor in chief di Serial Gamer, dopo anni di gavetta su diversi portali videoludici ne crea uno nuovo perché crede in un'informazione libera ed obiettiva.

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