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H.P. Lovecraft – La musica di Erich Zann e altri racconti: Rappresentare l’irrapresentabile – Recensione

Il 20 giugno 2019 è stato reso disponibile H.P. Lovecraft – La musica di Erich Zann e altri racconti, sesto volume antologico della Collana Horror edita da Edizioni NPE dedicato per l’appunto al signore dell’occulto di Providence.

Il fumetto in questione presenta al suo interno la trasposizione a fumetti di due operedel sopraccitato maestro con l’aggiunta di una storia del tutto nuova ed originale ad opera di uno degli autori, ovvero Sergio Vanello, ed è già disponibile in edizione brossurata al prezzo di 19,90 .

Penso che trasporre l’opera lovecraftiana a fumetti sia una delle più grandi sfide che si possano presentare di fronte ad un qualsivoglia artista, principalmente per via delle tematiche affrontate dallo stesso autore, velate spesso da una coltre di mistero, smarrimento e profondo terrore derivante dalla natura stessa dell’ignoto. Ma D.D. Bastan e Sergio Vanello sono riusciti in questo complesso compito, immergendoci appieno nel clima orrorifico che solo un genio come Lovecraft potè creare nei primi del novecento. Ma andiamo a delucidare l’opera in ogni suo aspetto.

H.P. Lovecraft – La musica di Erich Zann e altri racconti
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Editore:Edizioni NPE
Sceneggiatura:D.D. Bastan, Sergio Vanello
Disegni:D.D. Bastan, Sergio Vanello
Colori:D.D. Bastan, Sergio Vanello
Copertina:D.D. Bastan, Sergio Vanello
Pagine:106
Prezzo:19,90 €
Data Di Uscita:20 giugno 2019

Il sentimento più forte e più antico dell’animo umano è la paura, e la paura più grande è quella dell’ignoto”

Il genio di Providence offre un opera magna che si trova perfettamente a metà fra la fantascienza, il fantasy e l’horror “cosmico”. Molti dei racconti/romanzi fanno riferimento ad ere della Terra precedenti l’avvento dell’umanità, e i cui retaggi arrivano fin ai giorni nostri (o meglio all’epoca dell’autore). Si tratta di retaggi fatti di culti innominabili e segreti, e di antichi misteri risalenti a quando la Terra era giovane e abitata da razze extraterrestri “filtrate dalle stelle” e che avevano portato con loro i propri Dei, noti anche come Grandi Antichi (dei quali il più conosciuto, ma non il più importante, è Cthulhu), dai nomi “esotici” e dall’aspetto raccapricciante.

Ad una prima lettura sembrerebbe che Lovecraft voglia semplicemente descrivere un mondo di sua invenzione impregnato di occultismo e mostruosità, influenzato dall’infanzia difficile e dagli svariati esaurimenti nervosi avuti durante il corso della propria vita. Ma le mostruosità incontrate da ciascun protagonista hanno una chiave di lettura ben precisa e ben riportata all’interno di H.P. Lovecraft – La musica di Erich Zann e altri racconti: non si tratta di pura e semplice personificazione degli orrori, infatti esse rappresentano vari aspetti dell’animo umano; ci si riferisce agli aspetti più nascosti e celati dell’animo, quelli inconsci e temuti, quelli per l’appunto “mostruosi”. Nell’immaginario lovecraftiano, le creature sono state associate, da molti critici, a pulsioni inconfessabili dell’uomo.

L’allegoria dell’inconscio è chiara: le divinità ed i mostri si celano nelle profondità della terra, del mare e dello spazio; i personaggi lovecraftiani entrano a contatto con esse rimandando a un’esplorazione della propria mente, che si svolge inizialmente in superficie, per poi scendere sempre più in profondità. E cosa meglio del giocare su ciò che si vede e ciò che rimane nascosto nell’ombra e nel mistero avrebbe potuto aiutare meglio l’autore ad esprimere questi concetti? Uno dei punti di forza della narrazione lovecraftiana, basato sull’accennare e suggerire piuttosto che delineare e mostrare chiaramente, diventa quindi ostico da portare su tavola.

Questo era proprio il mio pensiero poco prima di sfogliare le pagine del fumetto in questione, ma gli autori, sia nelle due storie del maestro(La musica di Erich Zann” e “Una illustrazione e una vecchia casa”) sia in quella originale di Vanello stesso(“Samsara”), mi hanno fatto ricredere col loro particolare stile ed approccio all’opera di cui mi accingo a parlare nel paragrafo successivo.

H.P. Lovecraft – La musica di Erich Zann e altri racconti

Sporco ed esasperato al punto giusto

C’è poco da dire, H.P. Lovecraft – La musica di Erich Zann e altri raccontia livello artistico è più che ottimo nel suo mantenere viva la patina di ignoto che caratterizza i racconti sopraccitati. Ogni tavola riesce a colpire sia per la sceneggiatura, molto pulita a livello di vignette per permettere al lettore di concentrarsi sulla resa visivamente esasperata e sporca della tavola, sia per l’uso caotico del colore in alcuni climax narrativi Molte tavole riescono ad evocare pienamente le stesse tenebrose emozioni provate leggendo l’opera primeva, cosa assolutamente necessaria vista l’eredità che questo volume porta sulle sue spalle. Unica nota veramente negativa che ho riscontrato è data però dalla scarsa caratterizzazione dei personaggi principali, rappresentati molto similmente tra loro; non sono sicuro si tratti di un caso di scarsa caratterizzazione o scelta narrativa voluta, fatto sta che è stata un po’ fonte di lievissimo malcontento durante la mia esperienza, che vi è da comunque da notare è rimasta pressocchè inalterata da ciò.

H.P. Lovecraft – La musica di Erich Zann e altri racconti

Un must per gli appassionati

Sebbene i cicli lovecraftiani siano già molto complessi ed articolati, muovendosi tra libri e racconti di ogni genere, H.P. Lovecraft – La musica di Erich Zannriesce a dare un nuovo impulso al suo corpus, fornendo una visione artisticamente plausibile e valida dell’Orrore Lovecraftiano(maiuscole volute), rendendo quindi tale opera un must per tutti gli appassionati. Siete pronti, quindi, per un nuovo viaggio nei vostri peggiori incubi?

H.P. Lovecraft – La musica di Erich Zann e altri racconti