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RAGE 2 – Una pioggia di proiettili post-apocalittica – Recensione

Attesissimo seguito diretto del primo titolo del brand uscito nel 2010, RAGE 2 è un nuovo sparatutto open world disponibile dallo scorso 14 maggio su PC, PlayStation 4 e Xbox One, sviluppato da Avalanche Studios e id Software e pubblicato da Bethesda Softworks. Saranno riusciti gli sviluppatori a riproporre alla grande questa storica IP? Scopritelo nella nostra recensione.

Quando Mad Max incontra Doom

RAGE 2 è un titolo che prende a piene mani moltissimi spunti dai principali titoli sviluppati dalle due software house che hanno collaborato per la realizzazione di questo gioco; infatti chi ha giocato Mad Max di Avalanche e l’ultimo DOOM di id Software si sentirà fin dai primi minuti di gioco a proprio agio nello scorrazzare per il vasto mondo aperto messo a nostra disposizione.

La trama prende il via una trentina di anni dopo dalle avventure di Nicholas Raine, protagonista del primo capitolo, che sembrava aver sconfitto una volta per tutte l’Autorità e riattivato le Arche, permettendo all’umanità di avere un nuovo inizio. Ed è proprio grazie alle imprese avvenute in RAGE che in questo sequel ci ritroviamo non più di fronte ad un mondo completamente desertico, ma con differenti tipi di paesaggi, dalle fitte zone boschive a quelle paludose, e a diversi avamposti, città e zone nuovamente abitate dall’uomo.

In RAGE 2 vestiremo i panni di Walker, che dopo gli avvenimenti del prologo, che rivelano il ritorno dell’Autorità con un nuovo potentissimo nemico e la distruzione di Vineland, la città natale del nostro protagonista, (di cui potremo solamente scegliere il sesso) si troverà ad essere l’ultimo Ranger in attività sulla Terra. Come nel precedente capitolo infatti il nostro protagonista potrà, grazie ai nanotriti, piccoli bot inseriti all’interno del suo sangue, sfruttare poteri e abilità che lo renderanno l’unico vero baluardo contro i cattivi che infestano il mondo di gioco.

Senza spoilerare ulteriormente la trama di gioco, che vi terrà impegnati per una dozzina di ore circa (senza contare le missioni secondarie e l’esplorazione), Walker potrà ottenere nuove abilità e nuove bocche da fuoco con cui maciullare banditi e nemici vari semplicemente cercando e attivando tutte le Arche disseminate per il vasto mondo di gioco.

Le abilità, in tutto 11, rendono molto più vario e dinamico il gameplay e offrono numerose alternative al semplice massacro selvaggio dei malcapitati villain: esistono poteri difensivi, offensivi e che incrementano la mobilità del nostro Ranger, alcuni richiamabili in combattimento e altri invece utilizzabili a nostro piacere. Le armi invece, in totale 8, saranno, una volta scoperte, equipaggiabili con la classica ruota già vista in DOOM e Wolfenstein: si passa dalle armi più tradizionali come fucili d’assalto, pistole e fucili a pompa ad armi decisamente più originali e futuristiche, con anche una serie di accessori e gadget tra cui le granate ed i Wingstick, boomerang affilati già presenti in RAGE. Ogni arma ha due modalità di fuoco differenti, mirando o sparando senza premere il grilletto sinistro, che vengono ancora differenziate attivando l’abilità Sovraccarico, un potere che si attiverà al riempimento della apposita barra uccidendo nemici in sequenza.

A completare la dotazione del perfetto Ranger, avremo a disposizione ben 16 veicoli differenti da utilizzare per girovagare per la Zona Devastata, ispirati chiaramente a Mad Max, Ken il Guerriero e altre produzioni post-apocalittiche del genere. La guida non si differenzia molto da quella già vista in Mad Max di Avalanche e risulta scomoda in alcuni frangenti, soprattutto negli spazi stretti, ma sparare ed esplorare a bordo di questi mezzi è un’esperienza comunque soddisfacente.

Armi, abilità e veicoli infine hanno tutti un albero di progressione dedicato allo sviluppo delle stesse, in cui spendere i sudati punti guadagnati progredendo con la storia principale, le missioni secondarie e le gare con gli autoveicoli.

Per dovere di cronaca è necessario dire che la trama non si contraddistingue particolarmente per l’originalità e non risulta essere particolarmente memorabile, diventando più che altro un accompagnamento alla liberazione dei vari avamposti e allo sparare a qualsiasi cosa si muova e anche le attività secondarie non godono di una grande varietà. Per completare il gioco al 100% e sbloccare tutte le abilità infatti serviranno poco più di 20 ore, ed è questo a nostro parere il più grande difetto della produzione.

Una Zona Devastata varia e tecnicamente ben realizzata

A livello tecnico RAGE 2 è ben realizzato e durante la nostra prova, su Xbox One S e Xbox One X, non abbiamo mai riscontrato particolari bug o vistosi cali di FPS. Gli effetti particellari, i modelli poligonali ed in generale le texture sono di ottimo livello e l’unico difetto da questo punto di vista è la poca varietà degli interni degli edifici esplorabili che a volte risultano davvero spogli. A livello audio oltre ad offrire un’ottima colonna sonora con brani orchestrali davvero memorabili, RAGE 2 ha anche un doppiaggio italiano di buonissima fattura e una dose di ironia che vi strapperà un sorriso in più di un’occasione.

Per concludere, al netto dei difetti sopra elencati, RAGE 2 è un ottimo shooter sandbox che vi terrà impegnati per una ventina d’ore in sparatorie con un gameplay convincente e frenetico al punto giusto. Un titolo consigliato assolutamente a chi, come il sottoscritto, ha apprezzato il primo capitolo e a chi vuole giocare un gioco non impegnativo dal punto di vista della trama e che permette tranquillamente l’esplorazione della Zona Devastata a piccole riprese.

*Versione testata: Xbox One, grazie al codice fornito dal publisher.

RAGE 2

7.8

Grafica

8.5/10

Gameplay

9.0/10

Trama

6.5/10

Ambientazione

8.0/10

Longevità

7.0/10

Pro

  • Gameplay frenetico ed appagante
  • Mondo di gioco vario e diversificato
  • Tante abilità, armi e veicoli

Contro

  • Longevità totale di circa 20 ore
  • Interni degli edifici spogli
  • Trama non particolarmente memorabile

Paolo Lorenzini

Editor in chief di Serial Gamer, dopo anni di gavetta su diversi portali videoludici ne crea uno nuovo perché crede in un'informazione libera ed obiettiva.

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